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04/06/2026 ore 11.03
Politica

Tropea, il Tribunale di Vibo dichiara Macrì incandidabile: il sindaco annuncia ricorso ma per ora non cambia nulla

La pronuncia legata allo scioglimento del Comune per mafia nel 2024 arriva pochi giorni dopo la vittoria alle urne e non coinvolge anche l’assessore Greta Trecate. Il primo cittadino esclude ricadute immediate sull’ente: «Non commento la sentenza, ma in Consiglio dirò la mia»

di Redazione

La sentenza arriva a pochi giorni dal ritorno alla guida del Comune di Tropea e riapre il fronte che aveva attraversato tutta la campagna elettorale. Il Tribunale di Vibo Valentia ha dichiarato l’incandidabilità del sindaco Giovanni Macrì. A comunicarlo è lo stesso primo cittadino, con un messaggio rivolto ai cittadini e affidato ai social.

«Facendo fede agli impegni di chiarezza e trasparenza assunti in campagna elettorale – scrive Macrì – ho il dovere di comunicare che il Tribunale di Vibo Valentia ha dichiarato la mia incandidabilità quale conseguenza dell’avvenuto scioglimento, nell’aprile del 2024, degli organi elettivi per sospetti di infiltrazione mafiosa».

La decisione sarà impugnata. Il sindaco, almeno per il momento, sceglie di non entrare nel merito del provvedimento: «Il rispetto istituzionale mi impone di non commentare la sentenza che sarà oggetto di impugnazione». Macrì evidenzia però un passaggio della decisione, sottolineando che la richiesta sarebbe stata accolta solo nei suoi confronti «e non anche per l’assessore Greta Trecate, venendo già parzialmente incrinata la richiesta di parte attrice».

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Il nodo aperto durante la campagna elettorale

La questione dell’incandidabilità aveva accompagnato l’intera corsa verso le urne. Già a febbraio, quando la competizione amministrativa era ancora nella fase preparatoria, Macrì aveva respinto l’ipotesi di una sua esclusione dal voto, sostenendo che non ci fossero i tempi per una pronuncia definitiva prima delle elezioni del 24 e 25 maggio.

In quel passaggio aveva rivendicato la volontà di candidarsi comunque, spiegando che l’eventuale incandidabilità sarebbe diventata operativa solo con una sentenza definitiva. Una posizione ribadita anche nei giorni successivi, mentre restava aperto il procedimento davanti al Tribunale di Vibo Valentia.

A cinque giorni dal voto era arrivato un altro passaggio politicamente rilevante: la Commissione parlamentare antimafia aveva inserito Macrì e l’altro candidato a sindaco Giuseppe Rodolico nell’elenco degli “impresentabili”. Nello stesso elenco erano finite anche due candidate della lista Forza Tropea, Caterina Marzolo e Greta Trecate. L’inserimento, però, non aveva prodotto effetti diretti sulle candidature, trattandosi di una valutazione legata al codice di autoregolamentazione e non di una dichiarazione giudiziaria di incandidabilità.

La vittoria alle urne e il nuovo fronte giudiziario

Il voto ha poi riconsegnato Palazzo Sant’Anna a Macrì al termine di una sfida decisa da pochi voti. Il candidato di Forza Tropea ha ottenuto 1.743 preferenze, pari al 46,37%, superando Rodolico, fermo a 1.684 voti e al 44,80%. Terzo Antonio Piserà con 332 voti, pari all’8,83%. Uno scarto di 59 voti che ha chiuso la fase del commissariamento e aperto il nuovo mandato amministrativo.

Proprio in questo avvio di consiliatura arriva ora la pronuncia del Tribunale. Nel messaggio social, Macrì tenta di rassicurare la città sulla tenuta dell’attività amministrativa: «Desidero rassicurare l’intera comunità che tale pronuncia non produce alcun effetto immediato sull’attività amministrativa dell’Ente, la quale prosegue con assoluta regolarità, dedizione e nell’esclusivo interesse della nostra città».

Il sindaco quindi dà appuntamento alla prima seduta del Consiglio comunale, annunciando nuovi aggiornamenti «sui numerosi punti programmatici e sugli impegni istituzionali che ci attendono».

La giunta appena nominata

Il messaggio arriva dopo la nomina della nuova giunta comunale. Nell’esecutivo figurano Massimo L’Andolina, indicato anche come vicesindaco, Greta Trecate, Romana Lorenzo e Caterina Marzolo. La composizione della squadra amministrativa era stata uno dei primi atti del nuovo mandato, dopo una campagna elettorale segnata dal peso dello scioglimento del 2024, dalla verifica dell’Antimafia e dal contenzioso sull’incandidabilità.

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