Tributi comunali, i Progressisti per Vibo sollecitano l’adesione del Comune alla Rottamazione quinquies
La sanatoria prevede l’azzeramento delle sanzioni amministrative e la possibilità di pagamento in unica soluzione o mediante rateizzazione sostenibile. Per il gruppo consiliare si tratta di «una scelta responsabile»
Il gruppo consiliare Progressisti per Vibo, composto dai consiglieri Sergio Barbuto ed Antonio Scuticchio, ha proposto una mozione, da approvarsi in un prossimo Consiglio, ai fini dell’adesione del Comune di Vibo Valentia alla definizione agevolata dei tributi comunali ai sensi della cosiddetta “Rottamazione‑quinquies”, introdotta dalla Legge di bilancio 2026.
Il gruppo consiliare, nell’avanzare questa proposta – si legge in una nota stampa - ha recepito le istanze rivolte da diversi cittadini vibonesi al movimento Liberamente progressisti di Antonio Lo Schiavo, tramutandole su impulso dello stesso Lo Schiavo, in una mozione consiliare.
La riscossione dei tributi
«La valutazione di Liberamente progressisti – prosegue la nota - tiene conto del fatto che il Comune di Vibo Valentia è sottoposto a un piano di rientro dal debito, con obblighi stringenti di risanamento finanziario, e presenta criticità strutturali nella riscossione dei tributi locali, con riflessi negativi sugli equilibri di bilancio. In particolare, il tasso di riscossione della Tari si attesta mediamente intorno al 50% annuo, mentre il canone idrico registra livelli di incasso inferiori a un terzo del dovuto, determinando un costante accumulo di residui attivi e crediti di dubbia o difficile esigibilità».
Tali dati «dimostrano come il ricorso esclusivo alla riscossione ordinaria e alle azioni esecutive non abbia prodotto, negli anni, risultati adeguati né in termini di gettito effettivo né di equità fiscale, gravando al contempo su una parte limitata e già adempiente della cittadinanza».
Cittadini alle prese con le difficoltà economiche
Inoltre, «è un dato di fatto come numerosi cittadini, famiglie e imprese del territorio vivano una condizione di persistente difficoltà economica, aggravata da procedure esecutive e contenziosi in materia tributaria». Per tali ragioni, «la definizione agevolata dei tributi comunali – si fa presente - rappresenta uno strumento di equità fiscale, di sostegno sociale e soprattutto di recupero di entrate effettive, consentendo all’ente di trasformare crediti nominali di difficile esazione in risorse reali utili al piano di rientro». In tale contesto, «la definizione agevolata dei tributi comunali non costituisce una rinuncia alle entrate, ma una scelta responsabile, realistica e orientata all’efficacia, finalizzata a trasformare crediti nominali di difficile esazione in incassi certi, riducendo il magazzino dei residui e rafforzando la sostenibilità del risanamento finanziario». Del resto, «risulta che analoghe iniziative sono state già assunte da altri Comuni mediante deliberazioni consiliari, quale atto di indirizzo politico-amministrativo volto a coniugare rigore finanziario ed equità sociale».
La rottamazione‑quinquies
Di qui la presentazione della mozione, da parte del Gruppo progressisti per Vibo, che impegna l’Amministrazione comunale a predisporre e sottoporre al Consiglio Comunale, non prima dei 60 giorni dall’approvazione del Bilancio dello Stato - previsti dalla legge stessa - una deliberazione di adesione alla Rottamazione‑quinquies, «che introduca la definizione agevolata dei tributi locali, prevedendo, tra l’altro, l’azzeramento delle sanzioni amministrative; la riduzione o eliminazione degli interessi di mora; la possibilità di pagamento in unica soluzione o mediante rateizzazione sostenibile; l’inclusione dei tributi comunali da riscuotersi mediante ruolo, nonché delle sanzioni amministrative nei limiti di legge, affidati alla riscossione fino all’annualità consentita dalla normativa nazionale».