Stefanaconi, Solano sfida la sentenza di incandidabilità e si presenta alle elezioni: la sua è l'unica lista in campo
Scaduto a mezzogiorno il termine per depositare le candidature per la tornata elettorale del 15 e 16 novembre. La pronuncia del Tribunale di Vibo rappresenta solo il primo grado di giudizio e dunque non impedisce la ricandidatura. Ecco tutti i nomi della squadra
A Stefanaconi sarà Salvatore Solano a correre per la carica di sindaco alle elezioni comunali del 15 e 16 novembre. Nonostante la sentenza con cui il Tribunale di Vibo Valentia lo ha dichiarato incandidabile per due turni elettorali, l'ex primo cittadino ha deciso di andare avanti, presentando la lista «Siamo Stefanaconi», l'unica depositata entro le ore 12 di oggi, sabato 17 ottobre, termine ultimo per la presentazione delle candidature.
Una scelta che scioglie le riserve sul suo futuro politico, dopo le polemiche e le incertezze delle ultime 48 ore. Solano non arretra e torna a chiedere la fiducia degli elettori del Comune che aveva amministrato fino al luglio 2024, quando il Consiglio comunale venne sciolto per infiltrazioni mafiose. La sua candidatura dovrà ora superare le verifiche della Commissione elettorale circondariale, ma la pronuncia di incandidabilità, non essendo ancora definitiva, non produce al momento gli effetti impeditivi previsti dalla legge.
La lista di Siamo Stefanaconi
Sono dieci i candidati alla carica di consigliere comunale che affiancano Solano. La squadra è composta da Alessandra Policaro, Francesca Isaia, Vittoria Galeano, Fortunato Cugliari, Francesco Chiarella, Domenico Barbalaco, Emanuele Franzè, Antonio D'Angelo, Roberto Frappa e Francesco Febbraro.
Nessun'altra formazione politica ha depositato una lista entro la scadenza di mezzogiorno. Salvo eventuali problemi nella fase di ammissione delle candidature, quella di novembre si annuncia dunque come una consultazione con un solo aspirante sindaco, nella quale assumerà particolare importanza il raggiungimento del quorum necessario a rendere valida l'elezione.
La normativa speciale prevista per le amministrative del 2026 stabilisce che, nei Comuni fino a 15mila abitanti con una sola lista ammessa, deve recarsi alle urne almeno il 40% degli elettori e la lista deve ottenere un numero di voti validi non inferiore al 50% dei votanti. Dal calcolo degli aventi diritto, ai fini del quorum, sono esclusi gli iscritti all'Aire che non esercitano il diritto di voto. In caso contrario, l'elezione è nulla.
La sentenza e la reazione di Solano
La presentazione della lista arriva appena due giorni dopo la decisione del Tribunale civile di Vibo Valentia, che il 15 ottobre ha accolto la richiesta del Ministero dell'Interno dichiarando Solano incandidabile per due turni elettorali, in quanto ritenuto responsabile delle condotte che hanno determinato lo scioglimento dell'amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose.
Una pronuncia che l'ex sindaco ha accolto con profondo disappunto, contestandone duramente sia le motivazioni sia il percorso che ha portato alla decisione. Solano ha parlato di un «diniego di giustizia», sostenendo che il provvedimento sarebbe sostanzialmente «un copia e incolla della proposta ministeriale», senza un'adeguata valutazione delle argomentazioni e della documentazione prodotta dalla difesa.
L'ex presidente della Provincia ha inoltre giudicato la pronuncia infondata sotto il profilo giuridico e fattuale, annunciando l'intenzione di ricorrere agli strumenti di impugnazione disponibili. Ha contestato anche la tempistica della decisione, arrivata proprio alla vigilia della scadenza per la presentazione delle liste, sollevando interrogativi sulle sollecitazioni che, secondo la sua ricostruzione, sarebbero giunte dall'Avvocatura dello Stato.
Solano ha comunque ribadito la volontà di proseguire la propria battaglia, anche a tutela della comunità di Stefanaconi, che ritiene penalizzata dallo scioglimento e dal successivo commissariamento.
Perché Solano può ancora candidarsi
Il punto centrale riguarda gli effetti della sentenza. L'articolo 143, comma 11, del Testo unico degli enti locali stabilisce che gli amministratori ritenuti responsabili delle condotte che hanno portato allo scioglimento di un Comune per infiltrazioni mafiose non possono candidarsi per due turni elettorali, ma subordina espressamente tale impedimento a una dichiarazione di incandidabilità adottata con provvedimento definitivo.
La sentenza emessa dal Tribunale di Vibo Valentia è invece una pronuncia di primo grado, ancora soggetta a impugnazione. Di conseguenza, allo stato, non impedisce a Solano di presentarsi alle elezioni. Resta però aperta la questione degli eventuali effetti di una successiva decisione definitiva, che potrebbero incidere anche sull'esercizio della carica in caso di elezione.
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Le elezioni del 15 e 16 novembre segneranno il ritorno al voto di Stefanaconi dopo oltre due anni di gestione commissariale. Il Comune venne sciolto nel luglio 2024 in seguito agli accertamenti sulle infiltrazioni e sui condizionamenti della criminalità organizzata nell'attività amministrativa. Il provvedimento, che comportò anche la decadenza di Solano dalla presidenza della Provincia di Vibo Valentia, è stato successivamente confermato dal Tar del Lazio e dal Consiglio di Stato.
Nelle relazioni alla base dello scioglimento erano state evidenziate, tra le altre criticità, le modalità di affidamento di lavori pubblici e i rapporti tra esponenti dell'amministrazione e soggetti riconducibili alla criminalità organizzata. Solano ha sempre contestato questa ricostruzione, richiamando anche l'assoluzione ottenuta in appello nel procedimento penale Petrol Mafie.
Adesso la vicenda torna sul terreno politico. Una sola lista, un solo candidato sindaco e una situazione giudiziaria ancora aperta accompagneranno Stefanaconi verso le urne. La prima verifica sarà quella sull'ammissione della lista. Poi toccherà agli elettori decidere se affidare nuovamente il Comune a Salvatore Solano.