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12/10/2026 ore 06.15
Politica

Sistema bibliotecario vibonese, Pitaro accompagna Romeo alla porta ma lui rilancia: «Le mie dimissioni? Una provocazione»

VIDEO | Il consigliere regionale traccia la road map dopo aver rivendicato lo stanziamento regionale da 500mila euro che può salvare l’ente dalla liquidazione. Il sindaco di Vibo si era dimesso ma le ultime dichiarazioni rimescolano le carte. Intanto Floriani avverte: «Serve un nuovo modello gestionale»

di Stefano Mandarano

Quale futuro per il Sistema bibliotecario vibonese? L’annuncio di un finanziamento di 500mila euro iscritto al bilancio regionale grazie all’emendamento firmato dai consiglieri Vito Pitaro e Filippo Pietropaolo, rilancia le speranze di rivedere nuovamente operativo il polo culturale che per anni ha rappresentato un riferimento per l’intera regione.

A partire dal suo patrimonio librario e documentale, passando per la partecipazione alle manifestazioni fieristiche nazionali di settore, in rappresentanza della Regione Calabria, fino al Festival leggere e scrivere che ha portato a Vibo il fior fiore del mondo culturale italiano. E molto altro.

Soffocato da debiti stimati in oltre 700mila euro, dopo un periodo di stasi in cui è aleggiato l’incubo della liquidazione, l’ente è chiamato ora riprendere in mano il suo destino puntando ad una graduale rinascita che inevitabilmente, oltre che da quello finanziario, passa sia dal piano amministrativo che da quello tecnico-scientifico.

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La road map di Pitaro: «La politica resti fuori»

Già il consigliere regionale Vito Pitaro, in una recente intervista rilasciata al nostro network, ha tracciato una possibile road map. Intanto toccherà all’assemblea dei sindaci «avviare il percorso che - ha detto - necessariamente deve partire dalla presa d’atto delle dimissioni dell’ultimo presidente»: il sindaco del capoluogo Enzo Romeo.

Individuata una nuova governance politica, per Pitaro, bisognerà concentrarsi sulla costituzione di un comitato tecnico-scientifico «formato da figure di indubbia professionalità» che avvii la progettualità mirata alla piena ripresa delle attività e dei servizi. Processi, questi, ha tenuto a specificare il capogruppo di Noi moderati alla Regione, dai quali «la politica dovrà restare fuori: occorre privilegiare competenze e capacità manageriali - ha detto - che rendano il Sistema bibliotecario una vera e propria agenzia di sviluppo culturale». Dunque non più un soggetto che determini solo spesa (in tal caso «tra un anno ci troveremmo nella stessa situazione» ha paventato), ma un motore di crescita che sia in grado di programmare e intercettare ulteriori finanziamenti per sostenere le sue attività.

Anche per questo Pitaro immagina una «dislocazione di personale dal Consiglio regionale, in modo da alleggerire i costi di personale, almeno in una prima fase».

Ma resta l’incombenza della situazione debitoria che, per importo, supera addirittura l’ultimo stanziamento e che quindi rischierebbe in teoria di assorbirlo completamente. Da questo punto di vista Pitaro confida che i contenziosi in atto con il Comune e la Regione possano essere mediati a condizioni vantaggiose e che, dunque, «una parte consistente dei fondi stanziati siano effettivamente utilizzabili per il rilancio».

Il post sibillino di Romeo: «La mia provocazione ha funzionato»

Per Pitaro la condicio sine qua non per l’avvio dell’agenda sembra però essere la presa d’atto delle dimissioni di Romeo. Lupus in fabula, un post apparso nelle ultime ore sui suoi canali social del sindaco del capoluogo lascia aperte altre suggestioni. Nelle parole dell’ultimo presidente, le dimissioni diventano una provocazione che ha sortito gli effetti desiderati e tutta l’operazione l’esempio di sinergia istituzionale.

«Il Sistema bibliotecario vibonese continuerà a vivere - esulta -. Ringrazio il consigliere regionale, on. Vito Pitaro, per il finanziamento che è riuscito ad acquisire, scongiurando così la definitiva chiusura. Le mie dimissioni da presidente volevano provocare interesse ed auspicare soluzioni definite. Oggi sono molto soddisfatto e felice per la nostra città e per l’intero territorio provinciale, che si riappropriano di un presidio culturale importantissimo. Quando la politica condivide obiettivi comuni, il loro raggiungimento diventa possibile».

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Che sia genuina soddisfazione, un tentativo di prendersi parte del merito o la scintilla di un possibile ripensamento, l’uscita appare sintomatica di un ritrovato interesse da parte della politica, che ora guarda nuovamente ad una postazione tornata interessante sul piano gestionale, proprio grazie al capitale in arrivo e nonostante non manchino incombenze burocratiche e rogne contabili: l’ente infatti non approva bilanci da almeno tre anni.

Il monito di Floriani: «Ora viene il difficile»

Sulla questione è intervenuto con un lungo post anche lo storico direttore del Sistema, Gilberto Floriani. «Adesso - avverte, dopo aver espresso soddisfazione per il finanziamento - comincia la parte più difficile. Trovare le risorse era indispensabile. Farlo tornare a vivere è un'altra faccenda. Ci sono questioni molto serie da affrontare. La prima riguarda la governance. La struttura che ha retto il Sistema per molti anni era nata in un'altra stagione e mostrava da tempo tutti i suoi limiti. Occorre ripensarla con competenza, autonomia, responsabilità precise e capacità di programmazione. Non avanzo formule perché sarebbe prematuro. Ma tornare semplicemente a ciò che c'era significherebbe preparare la prossima crisi».

La seconda questione «riguarda le risorse. Un'istituzione culturale vive se può programmare, e può programmare soltanto se dispone di finanziamenti sufficienti e ragionevolmente stabili. Le somme necessarie non sono enormi, soprattutto se confrontate con tanti altri capitoli della spesa pubblica. Diventano però decisive quando arrivano tardi, occasionalmente o non arrivano affatto».

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Per Floriani, «questa vicenda potrebbe essere l'occasione perché la Regione Calabria guardi finalmente all'intero comparto delle biblioteche pubbliche e decida di modernizzarlo. Per questo considero quanto ottenuto da Vito Pitaro un risultato importante, ma mi auguro che egli stesso lo consideri un punto di partenza. Ha dimostrato una volontà e una serietà che in questa vicenda, negli ultimi anni, sono state merce piuttosto rara. Spero che adesso non prevalgano mediazioni al ribasso, sistemazioni provvisorie, piccoli equilibri da rispettare e l'antica tentazione vibonese di accontentarsi perché, in fondo, qualcosa si è ottenuto».

Infine, la considerazione: «Io ho contribuito alla nascita e alla crescita di questa istituzione. È una stagione conclusa. Se qualcuno riterrà utile chiedermi qualche consiglio, lo darò volentieri. Punto e basta. Il futuro dovrà costruirlo una nuova generazione, possibilmente facendo meglio di noi. Ma proprio perché conosco questa storia, so che mezzo milione di euro può salvare un'istituzione dalla morte. Non può darle, da solo, un futuro» conclude Floriani.