Sei consiglieri dimissionari a Zaccanopoli e l’appello sui social: «Si dimetta anche il sindaco e si vada alle elezioni»
L’appello è stato lanciato in un gruppo Facebook locale: «Ogni tentativo dilatorio sarebbe inutile. Consentire al paese di votare liberamente restituirebbe dignità alla politica e rispetto alle istituzioni»
A Zaccanopoli il Consiglio comunale è ufficialmente ridotto ai minimi termini. Con le dimissioni annunciate questa mattina, salgono a sei i consiglieri e le consigliere che hanno lasciato il proprio incarico: tre di maggioranza e tre di opposizione, equamente divisi tra uomini e donne. Una situazione che mette in crisi l’intero assetto amministrativo del paese.
«Il Consiglio comunale ha così perso la maggioranza dei suoi componenti e, di conseguenza, la naturale e corretta conclusione politica sarebbe rappresentata dalle dimissioni di tutti gli organi amministrativi: sindaco, giunta e ciò che resta del Consiglio», si legge nel post pubblicato sulla pagina Zaccanopoli...è il mio paese.
«Qualsiasi tentativo dilatorio non potrebbe sanare una situazione ormai compromessa sotto il profilo politico e amministrativo, soprattutto a soli tre mesi dal prossimo appuntamento elettorale. Insistere nel mantenere in vita un assetto istituzionale ormai privo di legittimazione sarebbe un accanimento inutile e ingiustificabile, a danno dell’intera comunità».
Il post descrive un mandato amministrativo concluso tra fragilità e incapacità di leadership. «Le dimissioni avvenute progressivamente nell’arco di due anni e l’assenza di una reale inversione di rotta evidenziano le fragilità della leadership politica, caratterizzata per tutto il mandato da un approccio verticistico, poco incline al dialogo e impermeabile alle più elementari dinamiche istituzionali».
«La maggioranza, nonostante i ripetuti segnali, non è riuscita a consolidare il proprio consenso interno, ancor prima di confrontarsi con le forze avversarie. Non sorprende, dunque, che un’amministrazione nata sotto il segno del cambiamento abbia finito per disattendere le aspettative, mostrando limiti strutturali e una evidente incapacità di interpretare le esigenze del paese e guidare un autentico processo di rinnovamento».
«Prendere atto dell’esito odierno e consentire al paese di determinarsi liberamente nella prossima tornata elettorale rappresenterebbe un gesto di responsabilità, finora mancato, che restituirebbe dignità alla politica e rispetto alle istituzioni».