Scuola al via a Vibo, Gioventù Nazionale attacca il Comune: «Si torni a parlare dei problemi dei nostri ragazzi»
Franzè, Rizzo e Borello puntano il dito su viabilità, servizi e condizioni intorno agli istituti e chiedono più attenzione alle esigenze delle nuove generazioni. Nel mirino anche le polemiche cittadine e il caso del Polo universitario
Con l’avvio del nuovo anno scolastico Gioventù Nazionale Vibo Valentia riporta l’attenzione sui problemi che studenti e famiglie si trovano ad affrontare quotidianamente in città, dalla viabilità intorno agli istituti ai servizi, passando per le prospettive legate all’università e alle opportunità per le nuove generazioni.
«L’inizio dell’anno scolastico dovrebbe essere un momento di ripartenza per tutta la città – affermano congiuntamente i dirigenti provinciali Armando Franzè, Nino Rizzo e Vincenzo Borello – ma temiamo che, ancora una volta, studenti e famiglie saranno costretti a fare i conti con problemi che a Vibo Valentia conosciamo fin troppo bene».
Nel mirino del movimento giovanile di Fratelli d’Italia finiscono innanzitutto le condizioni di alcune strade e dei marciapiedi che conducono agli istituti scolastici, con i disagi che rischiano di accentuarsi nelle ore di ingresso e uscita dalle scuole.
Secondo Gioventù Nazionale proprio dalle questioni che incidono direttamente sulla quotidianità dei cittadini dovrebbe partire il confronto politico cittadino. Da qui anche la critica alle recenti iniziative dell’Amministrazione comunale su temi di carattere internazionale.
«Abbiamo appreso in questi giorni di discussioni su grandi questioni internazionali, come il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte del Comune di Vibo Valentia. È legittimo che una maggioranza esprima le proprie posizioni politiche, ma ci chiediamo se, alla vigilia dell’apertura delle scuole, non sarebbe stato altrettanto importante concentrare energie e attenzione sui problemi che gli studenti vibonesi incontrano ogni giorno sotto casa».
Per Franzè, Rizzo e Borello occorre quindi distinguere tra le questioni sulle quali un’amministrazione locale può intervenire direttamente e quelle affidate ad altri livelli istituzionali: «Vibo Valentia ha bisogno di amministratori che si occupino innanzitutto di Vibo Valentia».
La polemica sulla struttura di Scrimbia
Nella nota viene richiamata anche la recente polemica sulla struttura informativa dedicata al mito di Scrimbia, nei pressi di via De Gasperi. Gioventù Nazionale contesta in particolare la definizione di «ferro marcio» utilizzata nel dibattito, sottolineando come la struttura sia stata realizzata in acciaio corten.
Al di là dell’aspetto tecnico, il movimento sostiene che la vicenda avrebbe potuto rappresentare «un’occasione per parlare della storia e della cultura della nostra città» invece di trasformarsi in una contrapposizione politica.
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Altro capitolo è quello del Polo universitario del Vibonese. I dirigenti di Gioventù Nazionale tornano su quanto accaduto nelle scorse settimane in Consiglio comunale, quando la maggioranza aveva abbandonato l’aula durante una seduta nella quale erano in discussione, tra gli altri temi, proprio il progetto universitario e la gestione degli asili nido.
«Su questo chiediamo una cosa molto semplice: chiarezza. Se qualcuno è contrario al Polo universitario, lo dica apertamente. Se invece lo considera una prospettiva positiva per il territorio, ci spieghi come intende sostenerlo. Su questioni che riguardano direttamente il futuro dei nostri ragazzi non crediamo siano sufficienti silenzi o assenze».
Da qui l’appello a utilizzare l’inizio dell’anno scolastico per riportare al centro dell’agenda politica cittadina scuole, viabilità, servizi, cultura, università e opportunità per i giovani.
«Vibo non può permettersi di parlare dei giovani soltanto nelle occasioni celebrative – sostengono Franzè, Rizzo e Borello –. Deve costruire le condizioni affinché i giovani possano studiare, formarsi, lavorare e scegliere di rimanere».
«Non abbiamo la presunzione di avere tutte le risposte – concludono – ma abbiamo certamente il diritto e il dovere di porre domande. Lo faremo con rispetto delle istituzioni, ma senza rinunciare alla provocazione politica quando riteniamo che sia necessaria. Perché il futuro di Vibo non si costruisce guardando altrove: si costruisce partendo dai suoi ragazzi».