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09/08/2026 ore 09.37
Politica

Sant’Onofrio non aderisce alla rottamazione quinquies, Mattioli attacca il Comune: «Persa un’occasione per aiutare le famiglie»

L’ex consigliere contesta la mancata adesione alla definizione agevolata dei debiti locali: «Amministrazione lontana dai problemi della gente». La misura avrebbe consentito di alleggerire interessi e sanzioni sui carichi affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023

di Redazione

Il Comune di Sant’Onofrio resta fuori dalla Rottamazione quinquies per le entrate locali. A sollevare il caso è Marcello Mattioli, ex consigliere comunale, che punta il dito contro l’Amministrazione e contesta la mancata adesione alla procedura di definizione agevolata prevista per i debiti affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

Secondo quanto riferisce Mattioli, infatti, non risulterebbe adottato e pubblicato entro il termine previsto il provvedimento con cui il Comune avrebbe potuto estendere la Rottamazione quinquies alle proprie entrate. Nella nota diffusa dall’ex consigliere la scelta viene duramente criticata e interpretata come un’occasione persa per cittadini, famiglie e imprese del territorio.

La possibilità per Regioni ed enti locali di aderire alla definizione agevolata non era automatica. La normativa nazionale ha infatti consentito agli enti territoriali, nell’esercizio della propria autonomia, di decidere se applicare la misura ai propri crediti tributari e non tributari affidati all’agente della riscossione dal 2000 al 2023. Il termine per comunicare l’adesione, inizialmente fissato al 30 giugno, è stato successivamente prorogato al 31 luglio 2026.

Cosa avrebbe previsto la Rottamazione

In caso di adesione del Comune, la definizione agevolata avrebbe potuto riguardare, tra gli altri, debiti relativi a tributi locali quali Ici, Imu e Tari, purché rientranti nei carichi affidati all’agente della riscossione nel periodo previsto dalla legge. La disciplina consente di estinguere i debiti versando sostanzialmente il capitale e le spese di notifica ed eventuali procedure esecutive, senza corrispondere le somme maturate a titolo di interessi, sanzioni, interessi di mora e aggio.

Una disciplina particolare vale invece per le sanzioni amministrative, comprese le multe per violazioni del Codice della strada: in questo caso la rottamazione non elimina la sanzione originaria, ma riguarda gli interessi comunque denominati e le somme maturate a titolo di aggio.

Dopo l’ultima proroga normativa, per i contribuenti degli enti che hanno aderito è prevista la possibilità di presentare la dichiarazione tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026. Il pagamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure attraverso un massimo di 54 rate bimestrali, con interessi del 3% annuo sulla rateizzazione a decorrere dal 1° aprile 2027. La disciplina generale prevede inoltre che l’importo della singola rata non possa essere inferiore a 100 euro.

Ed è proprio sull’opportunità che, secondo Mattioli, sarebbe venuta meno per Sant’Onofrio che si concentra l’attacco politico. «L’adesione rispondeva alla necessità di offrire una concreta opportunità di regolarizzazione per i nostri cittadini e famiglie che si trovano in condizioni di oggettiva e temporanea difficoltà economico-finanziaria», sostiene l’ex consigliere.

Mattioli attacca l’Amministrazione

Mattioli lega la mancata adesione anche alla situazione economica delle famiglie e all’aumento del costo della vita. A suo giudizio, l’Amministrazione avrebbe dovuto utilizzare lo strumento messo a disposizione dalla normativa per consentire a chi aveva accumulato vecchie morosità di regolarizzare la propria posizione a condizioni più favorevoli.

La contestazione si allarga quindi dal caso specifico della Rottamazione quinquies al rapporto tra l’esecutivo comunale e la cittadinanza. «A Sant’Onofrio si ha la netta sensazione che il palazzo municipale sia diventato un fortino inaccessibile», afferma Mattioli, che definisce l’Amministrazione «lontana, distante, sorda dai problemi reali della gente». L’ex consigliere richiama, tra gli altri, anche il caso di Piazza Umberto I e accusa l’esecutivo di non rispondere alle sollecitazioni dei cittadini.