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01/08/2026 ore 18.25
Politica

San Gregorio, in Consiglio comunale volano urla e insulti. L’amministrazione: «Dissenso legittimo ma serve rispetto»

Con una lettera aperta ai cittadini, l'esecutivo dà la propria versione sui fatti su quanto accaduto durante la seduta del 29 luglio: «Regolamento lanciato sul tavolo e offese da parte dei familiari di un consigliere». Poi l’appello a un confronto civile e alla tutela delle istituzioni democratiche

di Redazione

L’amministrazione comunale di San Gregorio d’Ippona rompe il silenzio su quanto accaduto durante l’ultima seduta del Consiglio comunale e affida a una lettera aperta ai cittadini la propria ricostruzione dei fatti. Nel documento, firmato a nome dell’esecutivo, viene descritto un clima di forte tensione che avrebbe caratterizzato la riunione del 29 luglio, la seconda dall’insediamento del nuovo mandato amministrativo.

«Con profondo rammarico, riteniamo doveroso informarvi di quanto accaduto nel corso della seduta», scrive l’amministrazione, spiegando di aver scelto di rivolgersi direttamente alla cittadinanza per raccontare gli episodi verificatisi durante i lavori consiliari. Secondo quanto riportato nella lettera, «nel corso della discussione si sono verificati momenti di forte tensione, caratterizzati da continue interruzioni, sovrapposizioni di interventi e comportamenti non consoni al luogo istituzionale nel quale si stava svolgendo il dibattito».

L’amministrazione riferisce che uno degli episodi più significativi sarebbe stato il gesto di un consigliere comunale: «Un regolamento del Consiglio comunale è stato lanciato sul tavolo da parte di un consigliere comunale e sono stati utilizzati toni particolarmente accesi nei confronti del sindaco e del presidente del Consiglio, rendendo difficile il regolare svolgimento della discussione».

La ricostruzione prosegue soffermandosi su quanto sarebbe avvenuto al termine della seduta anche nell’area destinata al pubblico. «Si sono registrati interventi e manifestazioni di immotivata aggressività da parte di alcuni familiari di un consigliere comunale, che hanno coinvolto il sindaco, il presidente del Consiglio, gli amministratori e i cittadini presenti», si legge ancora nella nota.

L’amministrazione aggiunge che «lo stesso consigliere, al termine della seduta, ha inoltre rivolto ad alta voce espressioni gravemente offensive nei confronti dei componenti del Consiglio comunale, pronunciando ripetutamente la frase “fate schifo”».

La situazione, viene spiegato, avrebbe richiesto anche l’attivazione delle forze dell’ordine. «Si sono vissuti momenti di particolare agitazione, tanto da rendere necessario richiedere l’intervento delle Forze dell’ordine. La situazione è successivamente rientrata nella normalità senza che fosse necessario un loro intervento diretto».

Nella parte finale della lettera, l’amministrazione precisa di non voler utilizzare l’accaduto come terreno di scontro politico. «Non intendiamo utilizzare questa lettera per alimentare contrapposizioni, rancori o polemiche personali. Il nostro unico obiettivo è informare correttamente la cittadinanza e riaffermare un principio che riteniamo irrinunciabile: ogni confronto politico, anche il più acceso, deve svolgersi nel rispetto delle persone, delle istituzioni e delle regole democratiche».

Un passaggio è dedicato al valore del confronto democratico. «Il dissenso è legittimo e rappresenta una componente essenziale della democrazia. Esso, tuttavia, deve essere espresso attraverso il dialogo, l’ascolto reciproco e il rispetto dei ruoli, evitando comportamenti o espressioni che possano compromettere la serenità della discussione o creare situazioni di disagio per i presenti».

Infine l’appello rivolto all’intera comunità. «Continueremo a operare con la stessa passione, con la volontà di ascoltare tutti e con la consapevolezza che il confronto, quando è civile e costruttivo, rappresenta una risorsa per l’intera comunità». Da qui l’invito «a tutti — amministratori, consiglieri, sostenitori e cittadini — di contribuire affinché la sala consiliare continui a essere un luogo di confronto democratico, libero e rispettoso, nel quale ogni opinione possa essere espressa senza intimidazioni, offese o prevaricazioni», ricordando che «il rispetto delle persone e delle istituzioni non limita il confronto, ma lo rende più forte, credibile e utile alla crescita del nostro paese».