San Gregorio d’Ippona, Farfaglia replica alla minoranza: «Giunta a quattro legittima se non supera i costi di una a due»
Dopo la contestazione dell’opposizione sulla composizione dell’esecutivo, l’Amministrazione comunale richiama il precedente di Marcellinara, la normativa Delrio e il tema dei costi: «Procedure rispettate, ricorrete al Tar se credete il contrario»
La replica arriva a stretto giro. Al centro dello scontro c’è la composizione della nuova giunta di San Gregorio d’Ippona guidata dal sindaco Pasquale Farfaglia: quattro assessori nominati con decreto del 5 giugno, che secondo il gruppo di minoranza "Noi per San Gregorio" dovevano essere solo due. Nei Comuni sotto i tremila abitanti, rimarcano, secondo la legge questo sarebbe i limite massimo per l’esecutivo. Questione sollevata durante il primo Consiglio comunale.
La replica dell’amministrazione
L’amministrazione comunale guidata da Farfaglia «prende atto dell’iniziativa assunta dalla minoranza consiliare», ma rivendica «il pieno rispetto dei principi di legalità, trasparenza e correttezza amministrativa che guidano l’azione dell’ente».
Ogni verifica da parte degli organi competenti, si legge nella nota di replica, «viene accolta con assoluta serenità». La trasparenza, sostiene l’amministrazione, «rappresenta un valore che questa amministrazione esercita quotidianamente da sei anni attraverso i propri atti e il costante rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente».
Per la maggioranza, le valutazioni contenute nell’esposto restano, allo stato, «interpretazioni meramente di natura politica». E il punto, secondo l’amministrazione, va riportato sul piano delle sedi competenti: «In uno Stato di diritto, l’accertamento di eventuali irregolarità spetta esclusivamente agli organismi giurisdizionali preposti, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento».
Il precedente richiamato dalla maggioranza
La replica richiama anche la giurisprudenza amministrativa e invita a una valutazione prudente delle questioni legate alla composizione degli organi esecutivi degli enti locali. In particolare, la nota ispirata da Farfaglia cita il caso del Comune di Marcellinara, nel quale «il Tar Calabria, con sentenza n. 1540 del 29 ottobre 2024, ha dichiarato improcedibile e inammissibile il ricorso proposto, riconoscendo la legittimità dell’operato amministrativo».
Una pronuncia, aggiunge la nota, «successivamente passata in giudicato e richiamata quale significativo precedente in materia».
Sul piano normativo, l’amministrazione fa riferimento all’articolo 47 del Testo unico degli enti locali, secondo cui la giunta è composta dal sindaco e da un numero di assessori non superiore a un terzo, arrotondato aritmeticamente, del numero dei consiglieri comunali, computando anche il sindaco e comunque nel limite massimo previsto dalla legge.
Il nodo dei costi
Secondo l’amministrazione Farfaglia, le disposizioni introdotte dalla legge Delrio perseguono «principalmente finalità di contenimento della spesa pubblica e dei costi della rappresentanza politica». Da qui la tesi difensiva: «Qualora la spesa complessiva dell’ente rimanga invariata e non si determini alcun aggravio per il bilancio comunale, la questione relativa alla composizione della giunta deve essere valutata alla luce dell’intero quadro normativo e dei principi che lo ispirano».
Per la maggioranza, dunque, «la giunta può essere composta dal sindaco e da 4 assessori purché la spesa finanziaria della stessa giunta non superi i costi di una composizione con 2 assessori».
Da qui l’affondo politico: «Tutto ciò dimostra una realtà molto semplice: tra la propaganda politica della minoranza consiliare e il diritto vigente esiste una differenza sostanziale. Le istituzioni non si amministrano con comunicati stampa, titoli ad effetto o continue polemiche. Si amministrano attraverso atti, responsabilità e rispetto delle procedure».
Lo Muto: «Lo strumento è il ricorso al Tar»
L’amministrazione ribadisce che il proprio impegno resta rivolto «alla tutela dell’interesse pubblico, alla soluzione delle problematiche del territorio e alla promozione dello sviluppo della comunità di San Gregorio d’Ippona». Le energie dell’ente, prosegue la nota, continueranno a essere concentrate «sull’attività amministrativa e sui servizi ai cittadini, nel pieno rispetto delle norme e delle istituzioni».
La trasparenza e la correttezza dell’azione amministrativa, sostiene ancora la maggioranza, «non si misurano attraverso il numero delle segnalazioni o degli esposti presentati, ma attraverso la capacità di operare quotidianamente nel rispetto della legge e di rispondere con serenità a ogni eventuale verifica istituzionale».
Sul punto è intervenuto anche l’assessore Gregorio Lo Muto, che in Consiglio comunale ha ricordato alla minoranza come «lo strumento giuridico previsto dall’ordinamento per contestare gli atti amministrativi è il ricorso al Tar». Per questa ragione, l’assessore ha ritenuto «davvero singolare la scelta della minoranza di limitarsi in questa fase alla presentazione di esposti senza intraprendere le iniziative previste nelle competenti sedi giurisdizionali prima della scadenza dei termini».
```