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23/01/2026 ore 17.03
Politica

Rottamazione delle cartelle Imu e Tari a Vibo, la maggioranza contro Limardo: «Il suo tentativo di non essere dimenticata fa quasi tenerezza»

La maggioranza replica alle polemiche sull’applicazione della norma che consente la sanatoria e chiarisce che la data del 30 aprile 2026 riguarda solo i carichi statali: «Per le imposte comunali nessun termine nazionale. Il Comune deciderà con propri regolamenti, nel rispetto dei conti»

di Redazione

I capigruppo di maggioranza al Comune di Vibo intervengono per fare chiarezza sul tema della cosiddetta Rottamazione-quinquies e rispondere alle polemiche sollevate nelle ultime settimane, definite frutto di confusione normativa e di strumentalizzazioni politiche. Al centro del dibattito, in particolare, le dichiarazioni dell’ex sindaca Maria Limardo, accusata dalla maggioranza di aver alimentato un allarme infondato tra cittadini e imprese.

In una nota articolata, le forze politiche che sostengono la giunta ribadiscono che non esiste alcuna urgenza legata ai tributi locali e che il Comune è pienamente nei tempi previsti dalla legge.

«Non possiamo non stigmatizzare l’uscita dell’ex sindaco Limardo – si legge nella nota – che ormai accogliamo con tenerezza e con un sorriso, da parte di chi cerca, con caparbietà, di non rassegnarsi all’oblio politico. Dovrebbe sapere la già sindaco Limardo, folgorata sulla via di Salvini, che la norma prevede un termine “non inferiore a 60 giorni” per l’applicazione di un atto regolamentare locale».

«Il Comune di Vibo – continua il testo – non solo è nei tempi ma è addirittura in anticipo poiché, da settimane, gli uffici stanno celermente lavorando per aderire a tale definizione. Noi rispondiamo con i fatti alle parole. Qualora non avesse invece compreso appieno la disposizione normativa, le offriamo tutte le nostre competenze e il nostro tempo, affinché, anche lei, possa averne una facile comprensione, evitando così di ricadere in simili gaffe. Secondo le sue accuse, saremmo un’amministrazione che galleggia: ebbene, pur essendo accuse infondate, ne prendiamo atto e riteniamo, solo in questo caso, di prendere lezioni da lei esperta sommozzatrice».

Gli esponenti di maggioranza continuano entrando nel dettaglio. Il chiarimento principale riguarda la data del 30 aprile 2026, indicata da alcuni come termine ultimo anche per le entrate comunali. Secondo l’Amministrazione, si tratta di un errore: quella scadenza è fissata dalla Legge di Bilancio 2026 esclusivamente per la Rottamazione-quinquies statale, che interessa i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, come tributi erariali, contributi Inps e sanzioni del Codice della strada comminate da amministrazioni statali.

Diverso, invece, il regime dei tributi locali. Imu, Tari e altre entrate comunali non rientrano automaticamente nella misura nazionale e seguono una disciplina autonoma. La legge affida agli enti locali la facoltà di introdurre eventuali definizioni agevolate, stabilendone modalità e tempi attraverso propri regolamenti. L’unico vincolo previsto è garantire almeno 60 giorni ai contribuenti per presentare domanda, a partire dalla pubblicazione dell’atto sul sito istituzionale.

Da qui l’accusa di aver confuso due istituti distinti, generando un allarmismo giudicato ingiustificato. «L’indicazione del 30 aprile come scadenza per i tributi locali è priva di fondamento normativo», sottolinea la maggioranza, che invita a evitare letture superficiali delle norme.

Nel comunicato si richiama anche il contesto finanziario dell’ente, sottoposto a una procedura di risanamento pluriennale. Ogni decisione in materia di agevolazioni fiscali, viene precisato, dovrà tenere conto degli equilibri di bilancio e del Fondo crediti di dubbia esigibilità, per garantire equità tra i contribuenti e sostenibilità nel medio periodo.

«Non è il caso di confondere le acque e lo stato confusionale si ritiene sia di chi oggi provi a darsi visibilità. La città ha preferito archiviare un’eredità fatta di trascuratezza e disimpegno – continua la nota –. Peraltro, prendere decisioni affrettate sulla base di scadenze inesistenti, come suggerito da qualcuno, quello sì sarebbe un atto di sciatteria amministrativa. Occorre valutare l’impatto reale sui conti, garantendo equità tra i cittadini e sostenibilità finanziaria, a differenza di chi oggi impartisce lezioni. Ribadiamo l’impegno a favorire percorsi di agevolazione fiscale per i contribuenti, ma sempre nel solco della legalità e del rigore. Invitiamo qualcuno a studiare meglio le norme prima di gridare al disastro. La città non ha bisogno di tatticismi o di polveroni mediatici, ma di quella serietà che ci distingue».