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06/08/2026 ore 18.07
Politica

Romeo dimissionario dalla presidenza del Sistema bibliotecario vibonese replica alle accuse: «Spina staccata già anni fa. E non da noi»

Il primo cittadino e l’assessore Stefano Soriano ricostruiscono le difficoltà dell’ente e accolgono l’ipotesi di un commissario a cui sta lavorando il consigliere regionale Vito Pitaro: «La crisi era già cristallizzata, alle assemblee mancava il numero legale di sindaci per deliberare. La memoria delle opposizioni è corta»

di Redazione

Il Sistema Bibliotecario Vibonese è senza presidente. Enzo Romeo, sindaco di Vibo Valentia, ha rassegnato nei giorni scorsi le dimissioni irrevocabili dalla guida dell’ente, con effetto immediato, motivandole con una crisi ritenuta ormai insostenibile e con la difficoltà di esercitare adeguatamente la funzione in assenza di un’assemblea dei sindaci stabile e operativa. Una decisione arrivata dopo il mancato raggiungimento del quorum nelle ultime due sedute, che ha di fatto impedito l’assunzione degli atti necessari alla gestione ordinaria e straordinaria del Sistema.

È in questo contesto che arriva la presa di posizione del Comune di Vibo Valentia, che respinge le accuse piovute sull’amministrazione e prova a ricostruire responsabilità e passaggi della crisi. «Comprendiamo la preoccupazione di quanti hanno a cuore il destino di un'istituzione che per decenni ha rappresentato uno dei più importanti presìdi culturali della nostra provincia», si legge nella nota firmata dal sindaco Romeo e dall’assessore al turismo Stefano Soriano. Ma, secondo l’amministrazione, nel dibattito seguito alle dimissioni sarebbero stati omessi o ricostruiti parzialmente alcuni elementi.

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Il ruolo del Comune e dell’assemblea dei sindaci

Il primo punto riguarda la natura stessa del Sistema Bibliotecario. Il Sbv non è un ente del Comune di Vibo Valentia, ma un organismo partecipato da numerosi Comuni del territorio. Le decisioni, sottolinea l’amministrazione, non dipendono dunque dal sindaco del capoluogo, bensì dall’assemblea dei sindaci e dagli organi consortili.

«Attribuire esclusivamente al Comune di Vibo Valentia la responsabilità della situazione attuale significa offrire ai cittadini una lettura semplicistica e non corrispondente alla realtà», sostiene la nota.

In questo quadro viene ricostruita anche la scelta di Vincenzo Romeo di assumere la presidenza del Sistema Bibliotecario. Il sindaco, secondo quanto riferito dall’amministrazione, avrebbe accettato l’incarico «esclusivamente per senso delle istituzioni», in una fase nella quale nessun altro amministratore aveva manifestato la disponibilità a guidare l’ente.

«Non si è trattato di una scelta di prestigio, ma di un atto di responsabilità per evitare che il Sistema restasse privo di una guida», sottolineano Romeo e Soriano.

Il confronto con la Regione e i debiti

Fin dal suo insediamento, il presidente del SbV avrebbe avviato un’interlocuzione con il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e con diversi dirigenti regionali, rappresentando le difficoltà economiche e gestionali dell’ente e chiedendo un intervento per individuare una soluzione strutturale.

Secondo il Comune, però, «a quella interlocuzione non sono seguiti interventi concreti in grado di affrontare le criticità dell'ente». Le proposte arrivate dalla Regione, si legge ancora nella nota, sarebbero state legate soprattutto alla possibilità di programmare un piano di rientro per i debiti del Sistema nei confronti della Regione, pari a poco più di 100mila euro (i debiti, invece, ammontano in totale a 700mila euro).

Parallelamente, Romeo avrebbe portato all’attenzione dell’assemblea dei sindaci diverse ipotesi per costruire un percorso condiviso di rilancio, compresa la possibilità di chiedere un intervento straordinario alla Regione.

Il nodo, secondo il Comune, sarebbe però rappresentato dalla difficoltà dell’assemblea a riunirsi. Dopo le prime sedute, durante le quali la situazione del SbV sarebbe stata affrontata in modo costruttivo, le successive convocazioni non avrebbero raggiunto il numero legale.

«È un fatto oggettivo. In assenza dell'Assemblea, nessun presidente può deliberare, assumere decisioni o avviare formalmente un percorso di risanamento», sostiene l’amministrazione.

Le dimissioni di Romeo e l’ipotesi commissario

Da qui anche la difesa delle dimissioni del sindaco dalla presidenza del Sistema Bibliotecario. Per il Comune non si tratterebbe di una fuga dalle responsabilità, considerando che «la situazione attuale è la stessa nella quale ci si è trovati al momento dell’insediamento». «Di quella situazione – prosegue la nota – né il sindaco, né l’assessore alla cultura, né tantomeno questa amministrazione hanno alcuna responsabilità. Situazione che è rimasta cristallizzata nel tempo».

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L’amministrazione accoglie invece positivamente la proposta dell’onorevole Vito Pitaro relativa alla nomina di un commissario per accompagnare il risanamento del Sistema Bibliotecario Vibonese. «È una proposta seria, che va nella direzione dell'interesse generale», affermano Romeo e Soriano, ricordando però che l’ipotesi del commissariamento era già stata avanzata dallo stesso Romeo e sottoposta più volte all’assemblea dei sindaci, senza che fosse possibile arrivare a una deliberazione proprio a causa della mancanza del numero legale. «Se oggi questa proposta trova un consenso più ampio – puntualizza l’Amministrazione – non possiamo che auspicarne una rapida attuazione nell'interesse esclusivo del Sistema Bibliotecario».

La replica a Forza Italia: «Prima ancora della polemica, la memoria»

La nota entra quindi nel terreno dello scontro politico, respingendo il tentativo di collegare le difficoltà del Sistema Bibliotecario a un presunto fallimento delle politiche culturali dell’amministrazione Romeo. «Sorprende leggere il comunicato di Forza Italia – precisa la nota – che oggi tenta di attribuire all'attuale amministrazione il fallimento del Sistema Bibliotecario». Il Comune richiama quindi le responsabilità delle precedenti amministrazioni, ricordando come fino a due anni fa Forza Italia rappresentasse la principale forza politica alla guida della città.

Nel mirino finisce in particolare la scelta di procedere con lo sfratto della sede del Sistema Bibliotecario e l’avvio di un contenzioso giudiziario nei confronti dell’ente.

«Sono fatti amministrativi documentati che appartengono alla storia recente e che impongono a tutti un esercizio di memoria prima ancora che di polemica», affermano Romeo e Soriano.

Il Comune, successivamente, rivendica quanto realizzato in poco più di un anno: dalla riapertura del Teatro Comunale dopo anni di chiusura alla programmazione culturale stabile, passando per il rilancio di eventi di rilievo regionale e nazionale e per le iniziative finalizzate alla valorizzazione del patrimonio storico, archeologico e museale. «Abbiamo rimesso la cultura al centro dell'azione amministrativa», sostiene l’amministrazione. 

Il confronto con Cuore Vibonese

Un passaggio della nota è dedicato anche al gruppo Cuore Vibonese. L’amministrazione riconosce il diritto di critica delle forze di opposizione, ma invita a valutare le contestazioni anche alla luce dei precedenti percorsi amministrativi.

Il riferimento è alla precedente consiliatura, quando un esponente di Cuore Vibonese, già Città Futura, ricopriva l’incarico di assessore con delega alla cultura nell’amministrazione guidata dall’ex sindaca Maria Limardo.

«È quindi legittimo chiedersi quali iniziative concrete siano state assunte, in quel periodo, per affrontare le difficoltà del Sistema Bibliotecario Vibonese o per avviarne un reale percorso di rilancio», si legge nel documento.

«Non è una polemica, ma un richiamo ai fatti, che devono valere per tutti», aggiunge il Comune.

«La cultura non si difende con i comunicati stampa»

Al di là delle contrapposizioni politiche, l’amministrazione individua quindi nella collaborazione istituzionale la strada per affrontare la crisi del Sistema Bibliotecario.

«Oggi il Sistema Bibliotecario Vibonese non ha bisogno di nuovi scontri politici né di una gara a individuare colpevoli», affermano Romeo e Soriano. Servono invece, secondo il Comune, la partecipazione di tutti i Comuni alle assemblee, il ruolo della Regione e la collaborazione delle forze politiche, con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso di risanamento e rilancio.

«La cultura non si difende con i comunicati stampa, ma con la presenza nelle sedi istituzionali, con il coraggio delle scelte e con il senso di responsabilità», è il messaggio conclusivo dell’amministrazione.

Il Comune di Vibo Valentia assicura infine che continuerà a fare la propria parte «con serietà, trasparenza e spirito istituzionale», ribadendo che il futuro del Sistema Bibliotecario riguarda l’intera provincia.

«Le istituzioni si giudicano per la loro capacità di risolvere i problemi, non per il numero delle polemiche che alimentano. È tempo che tutti facciano la propria parte», concludono il sindaco Vincenzo Romeo e l’assessore Stefano Soriano.