Ricadi, chiuso un piano della scuola di Santa Domenica, l’opposizione accusa: «Cinque anni persi e studenti lasciati senza sicurezza»
Classi trasferite e spazi dichiarati inagibili. Il gruppo consiliare Uniti per Ricadi imputa al Comune di aver ignorato a lungo i problemi del plesso e chiede l’intervento della prefettura
La chiusura del primo piano del plesso scolastico di contrada Bagneria, a Santa Domenica di Ricadi, diventa il simbolo di «cinque anni persi» e di una gestione che avrebbe ignorato la scuola fino a trasformare una criticità annunciata in emergenza. È l’accusa durissima contenuta nella nota diffusa dal consigliere comunale Pasquale Mobrici, del gruppo di opposizione Uniti per Ricadi, dopo la decisione del dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Tropea-Ricadi di disporre, per motivi di sicurezza, l’evacuazione e la chiusura degli spazi.
Il provvedimento impone il divieto di utilizzo delle aule interessate fino alla messa in sicurezza da parte del Comune, proprietario dell’edificio, e prevede il trasferimento delle classi della scuola secondaria in altra sede a partire dal 7 gennaio 2026. Una scelta che, secondo Mobrici, non può essere archiviata come un evento improvviso: «Non è una fatalità, non è sfortuna. È il risultato di una gestione politica che ha ignorato la scuola fino a renderla insicura».
L’esponente di opposizione parla di problemi noti e mai risolti, di manutenzioni rinviate e di una programmazione assente nonostante l’impiego di risorse pubbliche. «Sono stati spesi centinaia di migliaia di euro. Dove sono finiti?», si chiede, sostenendo che quanto accaduto fosse ampiamente prevedibile. Da qui il giudizio netto su quella che definisce «una responsabilità politica» più che una semplice emergenza.
Ricadi, ancora disagi nelle scuole per i montascale: l’opposizione interroga il sindaco e “bussa” dal prefettoNel mirino finisce anche la perdita dell’autonomia scolastica, che l’attuale amministrazione comunale non avrebbe contrastato, e il mancato riconoscimento del plesso di Santa Domenica con un proprio codice identificativo. «Senza identità amministrativa – scrive Mobrici – una scuola resta marginale, fragile, priva di prospettive e di investimenti certi. Anche qui: nessuna battaglia, nessuna visione».
Un passaggio centrale della nota riguarda il tema dell’accessibilità. «Mentre si riempiono i discorsi di parole come inclusione e diritti, a Ricadi per anni non si è riusciti nemmeno a installare un montascale», denuncia il consigliere, parlando di un intervento minimo e mai realizzato che avrebbe penalizzato soprattutto gli studenti con disabilità. «L’inclusione è rimasta uno slogan, buono solo per i comunicati».
Secondo l’opposizione, a pagare il prezzo più alto di questa situazione sono i giovani e le loro famiglie: classi spostate all’ultimo momento, spazi dichiarati inagibili e soluzioni provvisorie diventano il segno di una scuola considerata «una priorità secondaria». Il degrado dell’edificio di contrada Bagneria viene indicato come «lo specchio fedele di una visione politica miope».
Nel finale della nota, Mobrici accusa l’amministrazione di concentrare energie e risorse sulla campagna elettorale piuttosto che sui problemi strutturali. «Mentre le scuole chiudono, il Comune diventa strumento elettorale», scrive, parlando di iniziative mirate al consenso e non ai bisogni reali del territorio.
Da qui l’appello formale alle istituzioni sovraordinate, a partire dal prefetto, affinché vigilino sulla gestione degli edifici scolastici e sul rispetto delle condizioni minime di sicurezza e accessibilità. «Riteniamo grave e inaccettabile – conclude – che, nonostante un appello pubblico già lanciato nel settembre 2025, i plessi risultino ancora privi di montascale. La sicurezza e il diritto allo studio non possono essere sacrificati all’inerzia amministrativa né alle esigenze della campagna elettorale».