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25/02/2026 ore 15.55
Politica

Referendum giustizia, Esposito (Pd): «Bivio storico per l’Italia, il futuro della democrazia pende da un filo»

Le ragioni del No illustrate dalla segretaria provinciale dem: «Dividere il Csm in tre sottoclassi lo rende fragile come un castello di carte»

di Redazione

«Il referendum costituzionale del 22 e del 23 marzo non è una semplice consultazione: è un bivio storico per l’Italia, un momento in cui il futuro della nostra democrazia pende da un filo». Lo afferma in un intervento la segretaria provinciale del Pd vibonese, Teresa Esposito che aggiunge: «Questa riforma, vestita da modernizzazione, non affronta i tempi biblici della giustizia italiana, che umiliano i cittadini con anni di attese ingiuste; non potenzia i tribunali con più operatori e risorse, per sradicare la burocrazia asfissiante che soffoca il diritto. Queste sono le vere urgenze del popolo, non le chimere di chi vuole riscrivere le regole del gioco».

Per l’esponente dem «Al contrario, questa controriforma scava nelle viscere della nostra Costituzione antifascista – quel baluardo scolpito nel 1948 dalle madri e dai padri costituenti, con il sudore della Resistenza e la visione di un’Italia libera, eguale e solidale. Inizia a smontarla pezzo per pezzo, aprendo le porte a un progetto eversivo: trasformare lo Stato in un’arena dominata dal potere esecutivo, dove la politica soffoca la giustizia. Il cuore del tradimento – aggiunge - è nel Csm, il Consiglio superiore della magistratura, terzo pilastro della democrazia: dividerlo in tre sottoclassi lo rende fragile come un castello di carte, esponendo giudici e pubblici ministeri all’ingerenza politica diretta. Non è giustizia, è sudditanza! Come denunciato dal Partito democratico a tutti i livelli, questa è la premessa per un controllo autoritario sulla toga, un passo indietro di decenni verso oscurità che credevamo sepolte».

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La segretaria Teresa Esposito fa presente: «Non siamo soli in questa battaglia. L’Anpi grida il No con la voce dei partigiani: “Questa riforma mina l’autonomia della magistratura, pilastro della Costituzione nata dalla lotta antifascista. Non possiamo permettere che il frutto del sangue versato sia calpestato per fini di potere”. Libera, guidata da don Luigi Ciotti, denuncia con forza: “Politicizzare la giustizia significa colpire chi lotta contro mafie e corruzione; il No è difesa dello Stato di diritto contro le infiltrazioni criminali che prosperano nell’impunità politica”. E ancora, sinistra italiana, Verdi, M5S dissidenti e coordinamenti civici uniti affermano: questa non è separazione dei poteri, ma sua abolizione; non efficienza, ma smantellamento dei contrappesi repubblicani».

Il Pd provinciale di Vibo Valentia, in autonomia e al fianco del Coordinamento provinciale civico per il No, scende in campo in vista del voto assicurando massima presenza nelle iniziative pubbliche che «accendono le coscienze».