Provincia di Vibo, sfiduciato il presidente della Commissione Lavori pubblici Vincenzo La Caria
Contro il consigliere eletto in quota Movimento 5 stelle hanno votato i colleghi Mangiardi, Carchedi, Barbuto e Trapani. Paga l’accettazione delle deleghe offertegli dal presidente L’Andolina nonostante l’indicazione contraria dei partiti della coalizione
È stato sfiduciato dall’incarico di presidente della Seconda commissione consiliare della Provincia di Vibo Valentia (quella che si occupa di Lavori pubblici, viabilità ed edilizia scolastica) Vincenzo La Caria, consigliere eletto in quota Movimento 5 stelle alle ultime consultazioni che hanno riguardato l’assemblea di Palazzo ex Enel.
A votare contro la sua permanenza nel ruolo sono stati, al termine di una concitata riunione di commissione, i colleghi consiglieri Carmine Mangiardi, Antonio Carchedi, Sergio Barbuto e Maria Trapani, i quali rimproverano al presidente di commissione una sorta di ambiguità politica, consistita nell’aver mantenuto una posizione mai del tutto chiara rispetto alla sua collocazione nell’assise. A La Caria, soprattutto, non è stata perdonata l’accettazione delle deleghe (alle politiche ambientali, con particolare riferimento alla transizione ecologica, alla mobilità e ai trasporti) conferitegli dal numero uno dell’Ente, Corrado L’Andolina, nonostante l’indicazione dei partiti che hanno composto la lista Progressisti e riformisti per il Vibonese fosse di segno diametralmente opposto: vale a dire di non offrire sostegno ad un presidente che, all’atto della sua elezione, è stato un’espressione diretta del centrodestra.
La Caria, benché consapevole della sua posizione “eterodossa”, avrebbe manifestato la volontà di aderire al gruppo che rappresenta il campo largo e che è formato, oltre che dai consiglieri Carchedi (capogruppo), Barbuto, Mangiardi e Trapani, anche dal sindaco di Arena, Antonino Schinella, e da Angelita Ilenia Tulino. In tutta risposta ha però ricevuto un atto di sfiducia, anche, dicono ora i promotori della mozione, per indurlo ad assumere una collocazione finalmente netta: “o con noi, rinunciando alle deleghe, o con L’Andolina”, in sostanza.
Una situazione per molti versi anomala quella dell’assemblea provinciale, dove, a parte il vicesindaco di Spilinga Franco Barbalace, eletto da indipendente, il resto del Consiglio è espressione della medesima formazione progressista, già segnata dall’insubordinazione di altri due eletti. Oltre a La Caria (Movimento 5 Stelle), anche Nico Console (vicino al capogruppo Pd in Consiglio regionale Ernesto Alecci) e Maria Angela Calzone (+Europa), rivestono incarichi di diretta espressione del presidente L’Andolina: il primo è vicepresidente dell’Ente; la seconda è titolare di ulteriori deleghe (in materia di edilizia scolastica, servizio di informazione, processi di digitalizzazione e innovazione dell’ente) oltre ad essere presidente della Commissione bilancio, in questa veste indicata dalla coalizione. Un’anomalia, come detto. Una delle tante che agitano il campo largo vibonese.