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30/04/2026 ore 11.51
Politica

Provincia di Vibo, L’Andolina risponde a Condello sul bilancio: «Deleghe valide e Assemblea regolare, ecco perché»

Il presidente dell’ente interviene dopo le accuse del sindaco di San Nicola da Crissa che ha stigmatizzato il fatto che molti amministratori assenti si siano fatti “sostituire” dal vice sindaco di Zambrone

di Redazione

All’indomani della polemica sollevata dal sindaco di San Nicola da Crissa, Giuseppe Condello, sulle modalità con cui si è svolta l’Assemblea dei sindaci dedicata al bilancio di previsione 2026 della Provincia di Vibo Valentia, arriva la replica del presidente Corrado Antonio L’Andolina. Una risposta che si muove sul terreno giuridico e istituzionale, dopo le accuse del primo cittadino sannicolese che aveva parlato di regole calpestate, contestando in particolare il sistema delle deleghe e annunciando l’intenzione di investire della vicenda ministero dell’Interno e Prefettura.

Provincia di Vibo, furia Condello (San Nicola da Crissa): «Dieci sindaci hanno delegato il vice di L’Andolina, regole calpestate»

Per L’Andolina, invece, il percorso seguito dall’Ente non presenta profili di irregolarità. La seduta, sostiene il presidente della Provincia, ha registrato una convergenza dei territori sul bilancio e ha consentito alle amministrazioni locali di esprimere il proprio orientamento: «L’Assemblea dei sindaci, riunitasi in data odierna, ha espresso in modo largamente maggioritario l’orientamento dei territori a favore dell’approvazione del bilancio».

Il ruolo dell’Assemblea e la competenza del Consiglio

La replica parte dal valore della seduta. L’Andolina richiama il quadro normativo e precisa che l’Assemblea è stata «regolarmente convocata, in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente ai fini del procedimento di approvazione del bilancio». Un passaggio che, nella ricostruzione della Provincia, consente di ritenere assolti gli adempimenti richiesti.

Il presidente insiste poi sulla natura del voto espresso dai sindaci, ricordando che non si tratta dell’atto conclusivo del procedimento: «L’Assemblea esprime un parere obbligatorio ma non vincolante: resta pertanto ferma la piena competenza del Consiglio ad approvare o respingere il bilancio». In altre parole, il pronunciamento dei primi cittadini rappresenta un passaggio necessario, ma la decisione finale resta in capo all’aula provinciale.

Le deleghe contestate e la prassi richiamata dalla Provincia

Il nodo più delicato resta quello delle deleghe, al centro dell’attacco di Condello. Il sindaco di San Nicola da Crissa aveva contestato il fatto che diversi primi cittadini assenti avessero delegato il vice sindaco di Zambrone, dunque il vice del sindaco L’Andolina, sostenendo che la rappresentanza avrebbe dovuto restare all’interno del Comune di appartenenza. «In assenza di un regolamento formalmente adottato sostiene il presidente della Provincia e primo cittadino di Zambrone -, le modalità di partecipazione, inclusa la delega, si collocano nell’ambito di una prassi consolidata già in uso nella precedente Assemblea».

Secondo il presidente della Provincia, dunque, il conferimento delle deleghe non ha compromesso la validità del procedimento. Nella nota viene precisato che «la circostanza che nove deleghe siano state conferite anche in favore di un unico amministratore non incide sulla validità del procedimento, trattandosi di una scelta rimessa all’autonomia dei singoli sindaci».

L’Andolina aggiunge anche un elemento legato allo svolgimento concreto della seduta, spiegando che «la gran parte dei sindaci deleganti era inizialmente presente in Aula e ha successivamente optato per la delega esclusivamente a causa del protrarsi dei lavori, in un contesto di piena trasparenza e correttezza».

Il parere dell’Upi e la continuità amministrativa

A sostegno della posizione assunta, il presidente della Provincia richiama anche un riferimento interpretativo esterno. Nella nota si legge che «un parere dell’Upi ha già chiarito che l’adempimento richiesto dalla normativa si esaurisce nella regolare convocazione dell’Assemblea dei sindaci, risultando possibile l’approvazione del bilancio anche in presenza di una seduta non partecipata». Da qui anche il richiamo alla continuità amministrativa: «Analoghe modalità procedurali hanno già consentito, in passato, l’approvazione del bilancio a seguito di Assemblee regolarmente convocate».

Per il presidente, quindi, non ci sarebbero margini per mettere in discussione la regolarità dell’iter. La conclusione della nota è affidata a una valutazione che tiene insieme il piano tecnico e quello politico: «Sotto il profilo giuridico, risultano quindi pienamente assolti tutti gli adempimenti previsti dalla normativa. Sul piano politico, l’esito dell’Assemblea evidenzia la volontà dei territori di procedere all’approvazione del bilancio».