Provincia di Vibo, L’Andolina “Highlander” non molla neanche all’ultimo: Barbalace nuovo vicepresidente, fuori Console
Il presidente prima di decadere formalmente per la crisi al Comune di Zambrone dove è sindaco firma il cambio della guardia. Una scelta che ridisegna gli equilibri proprio mentre cambiano le regole a livello nazionale
Franco Barbalace, vicesindaco di Spilinga, è il nuovo vicepresidente della Provincia di Vibo Valentia. Con un colpo di teatro degno del periodo d’oro della Prima Repubblica, il presidente Corrado L’Andolina ha emanato oggi il decreto numero 10, revocando l’incarico conferito a gennaio a Domenico Console e scegliendo un successore che spariglia le carte. Non è certo un caso se tempo fa avevamo ribattezzato L’Andolina “l’Highlander”, visto che è riuscito a sopravvivere a innumerevoli tentativi di defenestrarlo. E anche in questo ultimo caso, con le dimissioni di sei consiglieri comunali di Zambrone che hanno decretato la fine della sua amministrazione e, indirettamente, anche il capolinea della sua presidenza alla Provincia, L’Andolina dimostra che è duro a morire.
L’Andolina saluta Zambrone (e la Provincia) dopo 10 anni da sindaco: «La sconfitta è il blasone dei bennati»Il decreto protocollato in una tersa domenica di settembre richiama espressamente il precedente provvedimento numero 9 con il quale è stata disposta la revoca immediata del vicepresidente in carica. Nello stesso atto L’Andolina precisa che la decisione di rimuovere Console non deve essere letta come una valutazione sulle qualità personali o professionali dell’uscente e che non riveste natura sanzionatoria. Un passaggio pleonastico, di mera cortesia istituzionale, che non edulcora la sua mossa del cavallo.
Franco Barbalace, che ha formalmente accettato, come dimostra la sua firma in calce al decreto, si ritrova così alla guida della Provincia nella veste di “facente funzioni”, in un momento molto delicato e carico di incertezze anche alla luce delle nuove regole per l’elezione contestuale di presidente e Consiglio.
La mossa dopo la caduta di Zambrone
Console era stato nominato vicepresidente nel gennaio scorso quale espressione dell’area vicina al consigliere regionale del Pd Ernesto Alecci. Barbalace, invece, era stato eletto nel dicembre 2025 nella lista “Provincia e Territorio” come indipendente, in sostanza l’unico rappresentante dell’opposizione in un Consiglio provinciale nel quale il centrosinistra aveva ottenuto nove seggi su dieci in seguito alla decisione del centrodestra di non correre alle elezioni dopo l’abiura di Forza Italia che aveva rinnegato il “suo” presidente, dopo che L’Andolina aveva rifiutato di farsi da parte come gli era stato chiesto dal partito. Con questa mossa, “Highlander” presenta il conto allo schieramento che più o meno apertamente lo aveva sostenuto e che lo ha lasciato cadere, restando ancora una volta virtualmente in sella. Barbalace permettendo, ovviamente.
Cosa succede ora?
Ora, però, la questione si ingarbuglia ulteriormente. A rendere ancora più delicata la fase che si apre a Palazzo ex Enel è infatti la recente modifica delle regole sulle scadenze degli organi provinciali. Il decreto legge 144 del 7 agosto ha avviato il riallineamento dei mandati, prorogando i Consigli provinciali fino alla scadenza dei rispettivi presidenti; in sede di conversione, alla Camera, è stato inoltre approvato un emendamento che punta a rendere contestuale l’elezione del presidente e del Consiglio provinciale, superando il precedente disallineamento tra il mandato quadriennale del primo e quello biennale del secondo. La norma, però, è ancora nel pieno dell’iter parlamentare e il caso vibonese introduce un’ulteriore variabile: la decadenza anticipata di L’Andolina dalla presidenza, conseguente alla cessazione dalla carica di sindaco. In base alla disciplina oggi vigente, il nuovo presidente dovrebbe essere eletto entro novanta giorni; resta da capire come il nuovo meccanismo di riallineamento, una volta definitivamente approvato, inciderà sul calendario e soprattutto se comporterà già in questa occasione il rinnovo contestuale dell’intero Consiglio provinciale.