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21/05/2026 ore 18.42
Politica

Ponte sullo Stretto, Tucci (M5s) presenta un’interrogazione: «Opera defunta ma per i manager stipendi da capogiro»

Per il deputato vibonese la società Stretto di Messina è «l'ennesimo poltronificio di centrodestra, pagato dai cittadini». Dito puntato contro Salvini: «Dirottino le risorse sulle vere priorità di Calabria e Sicilia»

di Redazione

«Zero escavatori in azione, zero operai al lavoro, tante chiacchiere di Salvini, zero concretezza: il ponte sullo Stretto è un’opera defunta. Nonostante questo però, piovono milioni per i dirigenti della “Stretto di Messina Spa”». Così in una nota il deputato vibonese del M5s Riccardo Tucci, per il quale la mega opera che dovrebbe unire Calabria e Sicilia è «l'ennesimo poltronificio di centrodestra, pagato dai cittadini».

Tucci passa quindi a citare i dati: «La società conta 114 dipendenti, di cui 21 dirigenti, per un costo complessivo del personale di 11,5 milioni di euro all'anno. Un'assurdità intollerabile se si considera che la spesa per i soli manager è schizzata dai 4,5 milioni del 2024 a 6 milioni nel 2026. Non solo: grazie alle deroghe concesse dalla maggioranza, almeno quattro super-dirigenti aggirano il tetto dei 240mila euro previsto per le società pubbliche, arrivando a intascare fino a 360mila euro annui. Tutto questo a fronte di un'opera che, ad oggi, non ha un progetto e dal punto di vista procedurale è un colabrodo sotto tutti i punti di vista».

Ponte sullo Stretto, il cantiere (ancora) non c’è ma spuntano i maxi stipendi per i manager: tutte le cifre

Il pentastellato vibonese punta poi il dito contro il ministro delle Infrastrutture: «Salvini pure ieri ha fatto nuovi annunci: ricordiamo che aveva promesso l'apertura dei cantieri per l'autunno 2024, poi posticipata alla primavera 2025, poi a fine del 2025 e ora all'ultimo trimestre del 2026. Il leader della Lega non è più credibile: manca ancora la delibera del Cipess e la relativa registrazione alla Corte dei Conti, però gli stipendi d’oro corrono veloci».

E a tal proposito Tucci ha depositato un’interrogazione per chiedere al governo di «fermare questa farsa. Come M5s, è quasi un favore che facciamo a Meloni e Salvini: basta col rendersi ridicoli. Inoltre, chiediamo di revocare i privilegi e dirottare queste ingenti risorse verso le vere priorità della Sicilia e della Calabria: ferrovie, strade e reti idriche. I cittadini meritano infrastrutture utili, non slogan miliardari».