Piscina comunale di Vibo ancora chiusa, l’opposizione incalza: «C’è voluto meno tempo per costruirla 25 anni fa»
I gruppi di minoranza vergano una nota unitaria per denunciare i ritardi e annunciare un’interrogazione per il question time del 3 ottobre. Nel mirino non soltanto i lavori ancora da finire ma anche il mancato avvio dell’iter per affidare la gestione dell’impianto
Settembre è ormai agli sgoccioli, ma la piscina comunale “Antonino Mangialavori” di Vibo Valentia resta ancora chiusa. E sul futuro dell'impianto di località Maiata si riaccende lo scontro politico. A mettere nel mirino l'amministrazione guidata dal sindaco Enzo Romeo sono i gruppi consiliari di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore Vibonese, Noi Moderati, Identità territoriale e Antonella Petracca del Gruppo Misto, che annunciano un'interrogazione in occasione del question time di sabato 3 ottobre.
Al centro della polemica ci sono i tempi della riqualificazione della struttura, finanziata inizialmente con 1,4 milioni di euro, risorse arrivate attraverso l'emendamento alla Legge di Bilancio promosso dal deputato vibonese Giuseppe Mangialavori. A queste si sono aggiunti successivamente altri 700mila euro destinati al completamento della piscina.
L'opposizione parla di «uno stillicidio di promesse mancate e rinvii» e punta il dito contro una struttura che continua a rimanere inutilizzabile nonostante gli interventi avviati da tempo. Il tema non è nuovo. Soltanto alla fine di agosto, l'amministrazione comunale aveva indicato settembre come orizzonte per la conclusione dei lavori. L'assessore ai Lavori pubblici Salvatore Monteleone aveva spiegato a Il Vibonese che opere murarie, spogliatoi e nuovo impianto delle acque erano stati completati e che il nuovo slittamento era legato soprattutto alla necessità di sostituire le vecchie macchine dell'impianto di riscaldamento.
Piscina comunale di Vibo, c’è ancora da aspettare: «A settembre finiremo i lavori». Ma poi serve la gara per l’affidamento della gestioneIl nodo della gestione
Ma per le forze di minoranza il problema non riguarda soltanto la fine del cantiere. Una volta ultimati gli interventi bisognerà infatti affidare la gestione dell'impianto, passaggio che rischia di allungare ulteriormente i tempi prima dell'effettiva riapertura al pubblico.
Ed è proprio su questo punto che l'opposizione concentra una parte significativa dell'attacco: «L'amministrazione si trincera dietro la conclusione dei cantieri, dimenticando che, una volta terminati i lavori, non esiste ancora una prospettiva certa e avviata per la gara d'appalto sull'affidamento della gestione».
Una questione già emersa nelle scorse settimane. L'assessore allo Sport Stefano Soriano aveva infatti spiegato che il Comune si sarebbe mosso per l'assegnazione della piscina una volta ricevuta formalmente la consegna dei lavori. Ed è proprio questa successione temporale che oggi le opposizioni contestano, chiedendo che l'iter per la gestione venga accelerato per evitare un nuovo periodo di attesa dopo la conclusione del cantiere.
L'affondo su Soriano
La nota politica richiama anche le posizioni espresse dallo stesso Soriano quando sedeva tra i banchi dell'opposizione. Era il 25 gennaio 2023 quando l'allora capogruppo del Pd denunciava le condizioni dell'impianto e chiedeva interventi per restituire alla città una struttura sportiva adeguata: «Come Partito Democratico chiederemo al presidente della Regione, al ministro dello Sport ed a tutti quelli che possono intervenire di farlo perché lo sport è cultura ed i ragazzi, se hanno strutture adeguate e possono dedicarsi allo sport già in giovane età, magari non andranno per strada a delinquere», ricordano oggi i gruppi di minoranza citando quelle dichiarazioni.
Il confronto viene utilizzato per rivolgere l'affondo politico contro l'attuale maggioranza: «Cosa è cambiato con l'amministrazione Romeo?», chiedono i consiglieri, rivendicando al centrodestra e in particolare a Mangialavori il reperimento delle risorse destinate alla struttura.
Le opposizioni richiamano inoltre la storia della piscina, sottolineando come per la sua realizzazione, circa venticinque anni fa, furono necessari tempi decisamente inferiori rispetto a quelli che oggi stanno caratterizzando la riqualificazione dell'impianto.
L'interrogazione al question time
La vicenda approderà dunque nuovamente in Consiglio comunale. Il completamento dei lavori, la data della possibile riapertura e soprattutto i tempi del bando per la futura gestione saranno oggetto di una delle interrogazioni che le opposizioni annunciano per il question time di sabato 3 ottobre.
«Non è più tollerabile che una città capoluogo sia privata di un impianto sportivo essenziale per colpa dell’inefficienza e della mancanza di programmazione amministrativa», sostengono i consiglieri. «Chiediamo al sindaco Enzo Romeo e alla giunta di fare chiarezza una volta per tutte, fornendo risposte e un cronoprogramma certo non solo per i cantieri, ma anche per l'espletamento immediato del bando di gestione. Vibo Valentia merita fatti, non promesse da campagna elettorale svanite nel nulla».