Parghelia, l’attacco dell’opposizione dopo i sequestri a Costa dei Monaci e le criticità della rete fognaria: «Il sindaco se ne accorge solo ora?»
Dopo i controlli e i sigilli a parte dell’impianto e a un bar, un’ordinanza comunale dispone autospurgo immediato. Guardare al Futuro annuncia la richiesta di accesso agli atti e sollecita un intervento della Prefettura
Il sequestro di parte del sistema fognario e di un bar sul litorale di Parghelia accende lo scontro politico. Il gruppo consiliare di opposizione Guardare al Futuro punta il dito contro l’Amministrazione comunale dopo i controlli effettuati nell’area di Costa dei Monaci, sostenendo che proprio la successiva ordinanza sindacale confermerebbe la gravità delle criticità riscontrate e sollevando interrogativi sull’attività di vigilanza svolta negli anni.
L’operazione, coordinata dalla Procura di Vibo Valentia e condotta con carabinieri, vigili del fuoco e personale Arpacal, ha interessato il complesso turistico-residenziale Costa dei Monaci, situato nel territorio di Parghelia, al confine con Zambrone. I controlli hanno portato al sequestro di un pozzo nero, di parte della rete fognaria e del bar annesso a un lido. Il villaggio è rimasto aperto, mentre gli accertamenti riguardano, tra gli altri aspetti, la gestione degli scarichi e lo smaltimento delle acque reflue.
L’ordinanza dopo i controlli
A fornire nuovi elementi è l’ordinanza sindacale numero 22 del 19 agosto, adottata dopo una comunicazione trasmessa dai carabinieri e dal Nucleo Forestale a seguito degli accertamenti compiuti insieme ai tecnici dell’Arpacal. Nel provvedimento viene indicata una «gravosa criticità igienico-ambientale» all’interno del complesso e viene riportato il totale mancato funzionamento della rete destinata a convogliare i reflui nella condotta comunale e delle relative pompe di sollevamento.
Nel corso delle verifiche sarebbe inoltre emersa una presunta commistione tra la rete fognaria e quella destinata alla raccolta delle acque meteoriche, circostanza segnalata anche dalla presenza di forti odori e sulla quale Arpacal ha effettuato dei campionamenti. Nell’ordinanza si parla di un «potenziale e concreto rischio di inquinamento» per il suolo, il sottosuolo e il tratto di mare antistante. Il Comune evidenzia inoltre la presenza di circa 75 nuclei familiari e la vicinanza ad aree balneari frequentate.
Il provvedimento intima al custode dell’area sotto sequestro di predisporre il ripristino della corretta adduzione alla rete fognaria e delle pompe di sollevamento, in modo da garantire il corretto conferimento dei reflui nella rete comunale. Nell’attesa della completa sistemazione dell’impianto, dovrà essere attivato un servizio continuo e sistematico di autospurgo, affidato a ditte autorizzate, insieme alla bonifica e al risanamento della condotta delle acque bianche interessata dalla possibile commistione. Il servizio sostitutivo deve essere attivato immediatamente, mentre i lavori di ripristino definitivo dovranno essere completati nel più breve tempo possibile.
L’attacco della minoranza
È proprio sul contenuto dell’ordinanza che si concentra l’intervento di Guardare al Futuro. Per il gruppo di minoranza il documento comunale dimostrerebbe quanto denunciato da tempo e, soprattutto, che l’intervento dell’Amministrazione sarebbe arrivato soltanto dopo i sopralluoghi e la segnalazione degli organi di controllo.
«Ci chiediamo: com’è possibile che il Comune non si sia mai accorto di nulla? Chi doveva vigilare su un impianto che serve circa 75 nuclei familiari e un’intera area turistica? Perché si attende l’intervento degli organi inquirenti e della Magistratura prima di ordinare interventi d’urgenza e servizi di autospurgo?», domanda il gruppo consiliare.
La minoranza pone quindi una doppia questione: «Se il Comune non era a conoscenza di questa situazione, il sistema di controllo del territorio ha fallito clamorosamente. Se invece determinati problemi erano noti, si deve spiegare perché non si sia intervenuti prima a tutela della salute pubblica e dell’ambiente». Secondo l’opposizione, un’Amministrazione dovrebbe «prevenire e governare» le criticità e non limitarsi ad adottare provvedimenti dopo l’intervento degli organi dello Stato.
Le accuse sulla politica ambientale
Il gruppo consiliare allarga poi l’attacco alla più generale politica ambientale della maggioranza, accusandola di promuovere un’immagine improntata alla sostenibilità che, a giudizio dell’opposizione, contrasterebbe con le criticità emerse nell’area di Costa dei Monaci.
«La sostenibilità non è una sequenza di eventi di facciata o di proclami: si misura nella manutenzione delle reti, nel controllo rigoroso degli scarichi e nella garanzia di servizi idrici efficienti», sostiene la minoranza, che richiama anche precedenti questioni riguardanti la stessa zona. Tra queste cita, sotto la propria responsabilità politica, anche la vicenda di un finanziamento da 300mila euro destinato al recupero di un immobile confiscato alla criminalità organizzata che, secondo il gruppo, sarebbe andato perso.
«La Prefettura accenda un faro»
In conclusione, Guardare al Futuro annuncia l’intenzione di chiedere l’accesso agli atti, alle concessioni e alle autorizzazioni relative all’area e sollecita un intervento della Prefettura di Vibo Valentia, affinché – sostiene la minoranza – venga verificata anche la funzionalità dei sistemi comunali di controllo.
Il gruppo annuncia inoltre una futura iniziativa pubblica dedicata ai temi della salute, dell’ambiente e dei diritti dei cittadini. Intanto resta in vigore l’ordinanza comunale: in caso di mancato rispetto delle prescrizioni, il provvedimento prevede l’esecuzione degli interventi in danno e a spese degli obbligati, oltre alla segnalazione all’autorità giudiziaria.