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31/08/2026 ore 11.42
Politica

Parghelia, la minoranza alza il tiro: «Possibili dimissioni del nostro intero gruppo». Scontro a distanza con il sindaco Landro su acqua e fogne

Guardare al Futuro torna all’attacco dopo l’incontro pubblico del 28 agosto e chiede ristori sulle bollette per il periodo di non potabilità. Nel mirino anche inquinamento del mare e Cis: «Potremmo lasciare il Consiglio già nelle prossime settimane»

di Redazione

A Parghelia lo scontro tra maggioranza e opposizione raggiunge nuovi livelli. Dopo l’assemblea pubblica di venerdì 28 agosto, il gruppo di minoranza Guardare al Futuro annuncia che le dimissioni di massa dei suoi consiglieri sono «una possibilità concreta» e potrebbero arrivare già nelle prossime settimane, qualora – sostiene – non vengano garantite le condizioni per esercitare pienamente le prerogative di controllo sugli atti dell’Ente. Un passaggio che arriva al termine di un nuovo documento politico, nel quale il gruppo torna sui nodi dell’acqua, della rete fognaria, del Cis “Svelare Bellezza” e sulla gestione delle emergenze ambientali.

L’incontro pubblico era stato preceduto da una dura replica dell’Amministrazione guidata dal sindaco Antonio Landro, che aveva definito l’iniziativa «inutile e negativa propaganda politica», rivendicando la presenza del Comune durante gli accertamenti svolti nelle settimane precedenti e contestando la ricostruzione della minoranza. Dopo l’assemblea, Guardare al Futuro risponde sostenendo che il sindaco abbia scelto di non partecipare al confronto e ricordando anche il mancato accoglimento della richiesta di un Consiglio comunale aperto sui temi della salute pubblica e della gestione del territorio.

Parghelia, l’amministrazione Landro replica alla minoranza prima dell’assemblea pubblica: «Inutile propaganda politica, parlano i fatti»

Acqua, chiesti ristori sulle bollette

Uno dei capitoli principali resta quello dell’emergenza idrica. Con la collaborazione di Luciano Gagliardi, dell’associazione Acqua Pubblica, la minoranza ha ricostruito la vicenda iniziata con i campionamenti Arpacal del 23 giugno, dai quali erano emerse non conformità microbiologiche, e con l’ordinanza del 25 giugno che vietò l’utilizzo dell’acqua per fini alimentari e igienici. Il gruppo contesta che durante il periodo del divieto diverse fontane pubbliche siano rimaste aperte senza un’adeguata segnaletica e punta poi l’attenzione sulla revoca del 17 agosto.

Secondo Guardare al Futuro, dagli atti in suo possesso non emergerebbero, prima della revoca, «una verifica sanitaria integrativa né un espresso riscontro dell’Asp/Sian». Da qui la richiesta di chiarimenti sulle procedure seguite e la decisione di inviare un esposto via Pec al prefetto di Vibo Valentia, dopo che un’istanza di accesso agli atti presentata il 20 luglio sarebbe rimasta senza risposta.

Sul piano politico, la minoranza avanza anche una proposta destinata a entrare nel dibattito consiliare: «Abbiamo proposto una compensazione, o comunque un ristoro, per il periodo di non potabilità dell’acqua». L’obiettivo è riconoscere una forma di tutela agli utenti che, per settimane, non hanno potuto utilizzare regolarmente il servizio.

Il Cis e il caso Costa dei Monaci

Durante l’assemblea si è parlato anche del progetto Cis “Svelare Bellezza” per il corso principale. L’avvocato Alessandro Caruso Frezza di Italia Nostra ha illustrato le perplessità legate alla rimozione di elementi storici risalenti agli anni Venti e alla ricostruzione del paese successiva al terremoto. L’associazione ha avviato una procedura presso la Soprintendenza Sabap di Reggio Calabria per chiedere la tutela di cordoli, basole e scalinate in granito.

Altro fronte è quello di Costa dei Monaci. La minoranza sostiene che tra il 17 e il 19 agosto, durante gli accertamenti effettuati nell’area, siano emerse criticità agli impianti di sollevamento fognario e uno sversamento di reflui non depurati. Ricorda inoltre che il 19 agosto il Comune dispose interventi di autospurgo e bonifica e che il divieto di balneazione nel tratto Sabbie Bianche-Fornaci arrivò il 21 agosto, dopo i campionamenti straordinari Arpacal del giorno precedente.

Su questo punto, però, la ricostruzione dell’opposizione resta in contrasto con quella fornita dall’Amministrazione prima dell’assemblea. La maggioranza aveva infatti sostenuto che dagli accertamenti fossero emersi un impianto di sollevamento in parte guasto e in parte malfunzionante, ma che «nessuno sversamento in mare» fosse stato accertato. Aveva inoltre ricordato che i controlli successivi portarono al rientro dei parametri e alla revoca del divieto di balneazione.

Guardare al Futuro torna anche sulla Bandiera Blu, sostenendo che il riconoscimento non possa diventare «un parafulmine» rispetto alle criticità del territorio: per la minoranza la priorità resta la tutela del mare, dell’ambiente e dei servizi, all’interno di un sistema turistico della Costa degli Dei nel quale Tropea rappresenta il principale polo di attrazione.

Il gruppo insiste quindi sulla necessità di superare quella che definisce una gestione emergenziale. Tra le proposte indicate figurano una centrale unica di controllo per scarichi e impianti di sollevamento, un piano continuativo di monitoraggio della rete fognaria e la realizzazione di due nuovi pozzi comunali. La minoranza richiama anche la Determinazione numero 106, che avrebbe stanziato 5.709,60 euro per il monitoraggio biennale della sola rete idrica, senza un analogo piano strutturato per quella fognaria.

L’ipotesi dimissioni

Il punto politicamente più pesante arriva in chiusura. Guardare al Futuro sostiene che il diritto dei consiglieri ad accedere agli atti sia una condizione essenziale per esercitare il mandato e chiama in causa Segreteria comunale e Prefettura. Se non dovessero arrivare interventi a tutela delle prerogative della minoranza, il gruppo si dice pronto a «trarre le dovute conseguenze politiche».

Da qui l’annuncio: «La possibilità delle dimissioni di massa dell’intero gruppo consiliare è concreta e potrebbe diventare realtà già nelle prossime settimane». Un’eventuale uscita dal Consiglio, precisano i consiglieri, non significherebbe però abbandonare la scena politica: «Continueremo a stare tra la gente, a difendere il territorio, a denunciare ciò che riteniamo sbagliato e a proporre soluzioni».