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04/10/2026 ore 20.20
Politica

“No” al gruppo di Sinistra italiana in Consiglio comunale a Vibo: dal Viminale arriva il diniego all’iniziativa di Sergio Barbuto

L’ex capogruppo dei Progressisti per Vibo si appellava all’art. 15 del Regolamento per dar vita ad un nuovo monogruppo. Il ministero dell’Interno esprime parere negativo

di Redazione

Sinistra italiana non potrà costituire un gruppo autonomo nel Consiglio comunale di Vibo Valentia. Il verdetto ufficiale, in risposta ad una richiesta di parere formulata dal presidente dell’assemblea Antonio Iannello e dal segretario generale Domenico Scuglia, arriva direttamente dal ministero dell’Interno. Sergio Barbuto, fuoriuscito dal gruppo Liberamente progressisti (di cui era capogruppo), dovrà dunque restare nel Gruppo misto, accanto alla consigliera Antonella Petracca (che lo presiede) dopo la sua espulsione dal Pd.

Per il Viminale, Dipartimento Affari interni e territoriali - Direzione centrale per la Autonomie, la possibilità di dar vita ad un gruppo unipersonale con il simbolo di Sinistra italiana è da escludere in quanto il simbolo è già integrato nel contrassegno del gruppo Progressisti per Vibo con cui il consigliere è stato eletto e si tratterebbe pertanto di una duplicazione che porterebbe alla contemporanea presenza in Consiglio di due gruppi distinti, espressione della medesima forza politica.

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Il quesito rivolto al ministero riguardava in particolare l’interpretazione dell’articolo 15 del Regolamento del Consiglio comunale al quale Barbuto si appellava ritenendo applicabile la «deroga unipersonale per i consiglieri appartenenti a formazioni politiche con rappresentanza a livello regionale», contemplata al comma 2 del medesimo articolo.

Dal canto suo, il ministero ha rilevato che l’art. 15, al comma 1, stabilisce che i consiglieri eletti nella medesima lista formano un gruppo consiliare, prescindendo dal loro numero; al comma 2, consente la costituzione di un gruppo non corrispondente ad alcuna lista ad almeno due consiglieri, o anche a un solo consigliere qualora questo appartenga a una formazione politica con rappresentanza regionale; al comma 3, dispone chiaramente che il consigliere che non intenda appartenere al gruppo originario o che decida di recedervi successivamente deve comunicare la decisione per iscritto e aderire al Gruppo misto.

Su tali basi, il Viminale esprime parere contrario alla costituzione del gruppo unipersonale "Sinistra italiana", articolando la decisione su diversi punti giuridici. Intanto, l’obbligo di confluenza nel Gruppo misto: la scelta del consigliere Barbuto di dimettersi dal gruppo "Progressisti per Vibo" rientra pienamente nell'ipotesi del comma 3 dell'art. 15, la cui conseguenza prevista dal regolamento è l'adesione automatica al Gruppo misto. Poi, l’inapplicabilità della deroga per rappresentanza regionale: l'ipotesi di cui al comma 2 (che permette gruppi unipersonali per partiti regionali) si riferisce esclusivamente alla costituzione di gruppi non corrispondenti a liste già nate dalla consultazione elettorale. Nel caso di specie, invece, il programma e il simbolo di Sinistra italiana erano già integrati nel contrassegno della lista elettorale Progressisti per Vibo con cui il consigliere è stato eletto. Infine, si rileva il divieto di duplicazione della forza politica: il Regolamento comunale non contempla la contemporanea presenza in Consiglio di due gruppi distinti che siano espressione della medesima forza politica o dello stesso simbolo di lista.

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Pur fornendo l'orientamento dell'amministrazione centrale, il ministero dell'Interno conclude ricordando la centralità dell'autonomia locale. Poiché la materia è interamente demandata alle fonti dell'ente, spetta in ultima analisi al Consiglio comunale di Vibo Valentia, in quanto organo titolare della potestà regolamentare, interpretare ed applicare le norme di cui si è dotato.