Nardodipace, la controreplica dell’opposizione al primo cittadino: «Fallimento totale, pure il vice sindaco se n’è andato a vivere altrove»
La minoranza accusa Loielo dopo lo scontro sul mancato spazzamento della neve qualche giorno fa: «Servizi a terra, mezzi spariti e cittadini ignorati»
Non è bastata una "spolverata" di neve a raffreddare gli animi nel comune più alto delle Serre vibonesi. Al contrario, il gelo invernale ha rinfocolato una polemica politica che da giorni vede contrapposti la minoranza consiliare e il sindaco Romano Loielo. Dopo le accuse dell'opposizione sui disagi a Cassari e la replica piccata del primo cittadino – che aveva liquidato le critiche come «propaganda strumentale» – la minoranza torna all'attacco con toni durissimi, dipingendo il quadro di un comune isolato non solo dal maltempo, ma da una gestione amministrativa definita fallimentare.
Cassari tra neve e isolamento, la minoranza: «Strade non spazzate dal Comune e scuolabus per Serra fermo»L'attacco dei consiglieri di opposizione punta dritto alla gestione dell'emergenza: «Le dichiarazioni del sindaco non sorprendono più: quando non è in grado di rispondere nel merito, sceglie sistematicamente di attaccare e mistificare la realtà. Ma i fatti restano: a Cassari la neve non è stata rimossa. Definire quanto accaduto una semplice "spolverata" è offensivo verso chi ha subito disagi reali».
Neve e disagi a Cassari, il sindaco di Nardodipace replica alla minoranza: «Critiche strumentali per un po’ di visibilità»Al centro del contendere non c’è solo la viabilità interna, ma il destino di mezzi comunali che «sembrano spariti nel nulla». Se Demasi ha giustificato i ritardi parlando di un guasto improvviso allo spazzaneve, la minoranza solleva dubbi sulla manutenzione: «Si è trattato di fatalità o incuria? Che fine hanno fatto la Terna e l’autobotte Unimog? Mezzi che in passato garantivano interventi immediati oggi sembrano svaniti. Almeno, quando c’eravamo noi, la motopala c’era e funzionava».
Il j’accuse si allarga poi alla programmazione delle opere pubbliche, citando il caso della strada Ragonà–Cassari, ferma al palo nonostante gli annunci: «Siamo davanti a un copione già visto: slogan su lavori "in partenza" mai concretizzati. Proprio l'immobilità su quel tratto ha contribuito alla soppressione della corsa giornaliera del trasporto pubblico locale. Qui non si sviluppa il territorio, si arretra ogni giorno».
Ma è sul piano demografico e sociale che lo scontro diventa frontale. L'opposizione legge i numeri del calo della popolazione (ormai prossima a scendere sotto i mille residenti) come la certificazione di un "fallimento totale", citando un episodio emblematico per descrivere lo stato del borgo: «Un fallimento così evidente che nemmeno chi governa riesce più a restare: perfino il vicesindaco ha lasciato il paese per trasferirsi al Nord in cerca di lavoro. Un fatto che vale più di mille proclami».
Secondo la minoranza, la distanza tra amministrazione e cittadini sarebbe ormai incolmabile, figlia di una scelta di vita che influenzerebbe le priorità politiche: «Chi ha a cuore il territorio investe nella comunità in cui vive. Chi sceglie di far vivere la propria famiglia altrove finisce per spostare altrove reddito e opportunità. Il Comune non può essere un contenitore per intercettare finanziamenti per opere destinate a restare inutilizzate: basta cattedrali nel deserto, si garantiscano i servizi essenziali».