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27/03/2026 ore 18.54
Politica

Meridionale Petroli smentisce il sindaco di Vibo e deflagra la bomba politica: «Su delocalizzazione nessun impegno e nessuna area individuata»

L’azienda interviene nell’acceso dibattito in corso con parole dirompenti, contesta la ricostruzione dell’Amministrazione e sostiene che nella riunione con gli enti del 30 gennaio non siano emerse certezze su sito alternativo, autorizzazioni, infrastrutture e sostegni economici. «La ricerca di consenso e visibilità non prevalgano sulla verità»

di Redazione

Meridionale Petroli smentisce quasi in toto la narrazione del sindaco di Vibo e della sua maggioranza e affida a una nota dal contenuto dirompente la replica sulla vicenda dei depositi costieri di Vibo Marina e sulla loro delocalizzazione, argomento che ieri è stato al centro di un teso Consiglio comunale.

L’azienda parla di «profondo rammarico per il clima di crescente disinformazione» che si sarebbe sviluppato negli ultimi mesi attorno alla propria attività e spiega di avere scelto finora di non intervenire pubblicamente, «confidando nel fatto che il confronto istituzionale poteva svolgersi su basi oggettive e verificabili».

Secondo la società, però, il ripetersi di «affermazioni non coerenti con i fatti» rischierebbe adesso di incidere «non solo sulla corretta informazione dei cittadini, ma anche sulla serenità di lavoratori, famiglie e operatori dell’indotto». Da qui la decisione di chiarire la propria posizione su un tema che continua a tenere acceso il dibattito cittadino e politico sulla prospettiva della delocalizzazione.

«Mai assunto alcun impegno alla delocalizzazione»

Nel passaggio centrale della nota, Meridionale Petroli mette in discussione la ricostruzione fin qui fornita dal sindaco Enzo Romeo e precisa che «circa l’eventualità di una possibile delocalizzazione del Deposito costiero non è stato assunto né formalmente né informalmente rappresentato alcun impegno» nei confronti del Comune da parte degli organi societari. Una smentita che riguarda dunque, secondo l’azienda, l’esistenza di un percorso già definito o di una disponibilità già espressa a trasferire l’impianto.

La società richiama quindi quanto emerso, a suo dire, durante la riunione plenaria del 30 gennaio 2026, svoltasi in videoconferenza con tutti gli enti competenti. In quella sede, si legge, «non risultano individuate aree idonee alla realizzazione di un eventuale nuovo deposito, non vi sono garanzie in ordine al rilascio delle autorizzazioni né alle relative tempistiche, non è stata assicurata alcuna forma di sostegno pubblico, non è stata assicurata la possibilità di realizzare infrastrutture utili ai fini del corretto approvvigionamento del prodotto energetico».

E ancora, sempre secondo la ricostruzione dell’azienda, «la validità dell’istanza di rinnovo della concessione demaniale presentata da Meridionale Petroli, già corredata da tutti i pareri favorevoli, non è stata oggetto di contestazione».

Meridionale Petroli inserisce poi la vicenda dentro un quadro più ampio, rivendicando il proprio ruolo nel sistema energetico regionale. Nella nota si legge infatti che una rappresentazione «non aderente alla realtà» rischierebbe di colpire «ingiustamente un presidio industriale che garantisce quotidianamente oltre il 60% dell’approvvigionamento energetico regionale, assicurando occupazione diretta a numerose famiglie e sostenendo un indotto che coinvolge migliaia di lavoratori». Un passaggio con cui l’azienda lega la vertenza non solo al futuro del deposito costiero, ma anche alle ricadute occupazionali e logistiche per il territorio.

«La ricerca di consenso e visibilità non prevalgano sulla verità»

Da qui anche un richiamo al piano della comunicazione pubblica e delle responsabilità istituzionali. Meridionale Petroli osserva infatti con preoccupazione che questioni di tale portata verrebbero sempre più collocate «in un contesto comunicativo in cui, molto frequentemente, le esigenze di visibilità e di consenso sembrano prevalere sull’esigenza di una rappresentazione rigorosa e aderente ai fatti».

Nel finale, l’azienda ribadisce di restare disponibile al confronto con le istituzioni, ma chiede elementi concreti. In particolare, afferma di essere in attesa di «evidenze oggettive a supporto delle dichiarazioni pubbliche richiamate», soprattutto in relazione «alla già avvenuta individuazione di un sito idoneo alla realizzazione del deposito costiero e alla concreta disponibilità delle sovvenzioni pubbliche a tal fine necessarie», che il sindaco di Vibo Valentia, sostiene la società, «ha indicato come già esistenti».

In assenza di questi riscontri, conclude Meridionale Petroli, l’azienda «non potrà più restare in silenzio di fronte a dichiarazioni non rispondenti al vero o comunque difformi dal quadro fattuale», riservandosi di tutelare «la propria reputazione, i propri lavoratori e il ruolo che da oltre cinquant’anni svolge al servizio della collettività». Una presa di posizione che adesso innescherà durissime reazioni politiche in entrambi gli schieramenti.