Meridionale Petroli, Limardo presenta una richiesta di accesso agli atti: «Voglio vedere ogni singola Pec, vicenda opaca»
L’ex sindaco e oggi esponente della Lega attacca il primo cittadino Enzo Romeo dopo la nuova presa di posizione dell’azienda che ha smentito la narrazione del Comune in merito alla delocalizzazione dei depositi costieri: «I cittadini hanno diritto di sapere chi vuole mettere le mani sul loro futuro»
L’ex sindaco Maria Limardo annuncia un accesso civico generalizzato al Comune di Vibo Valentia e alza il livello dello scontro politico sulla vicenda della Meridionale Petroli e sulla prospettata delocalizzazione dei depositi costieri di Vibo Marina. L’esponente vibonese della Lega, dunque, fa ricorso al Foia, il Freedom of Information Act, introdotto in Italia nel 2016, che permette a chiunque di richiedere dati e documenti alle pubbliche amministrazioni, senza motivazione, per favorire il controllo diffuso. Le amministrazioni devono rispondere entro 30 giorni.
Depositi costieri, lo scontro tra sindaco di Vibo e Meridionale Petroli raggiunge nuove vette: «Nulla di concreto per una delocalizzazione che costa 100 milioni»La richiesta di trasparenza
«È necessario che i cittadini conoscano ogni singolo documento, ogni Pec e ogni verbale riguardante la vicenda Meridionale Petroli», afferma Limardo, che lega l’iniziativa alla necessità di fare piena luce su una partita che, sottolinea in una nota, coinvolge direttamente il futuro di Vibo Marina.
«Le chiacchiere stanno a zero, i documenti no. Per questo ho deciso di depositare un formale Accesso Civico Generalizzato al Comune di Vibo Valentia».
Poi aggiunge: «I cittadini hanno il diritto di sapere cosa si sta decidendo sulla testa di Vibo Marina e, soprattutto, con chi lo si sta decidendo. In una vicenda dai contorni estremamente opachi, solo la trasparenza può colmare l’abisso che separa le dichiarazioni del sindaco da quelle della Meridionale Petroli».
L’affondo contro il sindaco Romeo
Nel comunicato, l’ex sindaco entra nel merito degli atti che, a suo avviso, dovrebbero essere messi a disposizione e contesta apertamente la gestione del dossier da parte del primo cittadino Enzo Romeo. «Siamo stanchi di assistere agli annunci mirabolanti che puntualmente vengono smentiti dai diretti interessati. Il sindaco parla di accordi e sottomissioni? Bene, allora non avrà problemi a esibire, per esempio, l’atto del 3 marzo, i verbali di gennaio o la manifestazione di interesse fatta dalla Waterfront Srl che, da quanto si legge sulla stampa, dovrebbe gestire la partita della delocalizzazione e successiva gestione dei depositi».
L’esponente della Lega concentra quindi l’attenzione proprio sul ruolo della società citata nel comunicato. «Ma chi è la Waterfront Srl? Quale proposta ha messo sul tavolo del Comune? E soprattutto, esistono altre imprese o soggetti che hanno manifestato interesse e di cui non sappiamo nulla?».
I dubbi sui costi e sulle aree
Il passaggio più politico riguarda però il merito dell’operazione e la sua sostenibilità. Limardo parla di una vicenda che non potrebbe essere affrontata, sostiene, in una cerchia ristretta, e richiama la dimensione economica del progetto. «Il sindaco non può gestire una partita da cento milioni di euro, perché questi sono i costi stimati, come se fosse un affare privato tra pochi eletti».
Da qui l’attacco più duro, legato ai documenti richiesti attraverso l’accesso civico: «Se questi documenti confermeranno la versione della Meridionale Petroli, che parla di zero aree individuate e costi per 100 milioni di euro mai finanziati, allora saremo di fronte a un’amministrazione che non solo è incapace, ma è scientemente bugiarda».
«I cittadini meritano la verità»
Nella parte finale della nota, Limardo torna sul rapporto tra istituzioni e territorio e insiste sul diritto dei residenti a conoscere atti, interlocutori e prospettive reali della delocalizzazione. «I cittadini di Vibo Marina meritano rispetto e pretendono la verità su tutto anche su chi vuole mettere le mani sul loro futuro, non promesse da marinaio che servono solo a guadagnare qualche titolo di giornale».
Quindi la conclusione, che fissa anche il termine procedurale entro cui il Comune dovrebbe rispondere all’istanza presentata: «Il sindaco ora ha 30 giorni per consegnare i documenti e smettere di millantare successi che, a oggi, sembrano esistere solo nella sua fantasia».