Mercato a Vibo Marina, l’opposizione: «Negare lo spostamento è un dispetto politico sulla pelle dei cittadini»
I gruppi consiliari di minoranza contestano il voto contrario sul loro ordine del giorno per riportare i banchi nel cuore della frazione. Nel mirino canoni d’affitto e penalizzazione delle attività commerciali: «Subito un cronoprogramma per passare dalle parole ai fatti»
La bocciatura in Consiglio comunale dell’ordine del giorno della minoranza per il ritorno del mercato settimanale nel centro urbano di Vibo Marina diventa terreno per un nuovo scontro politico con la maggioranza. Le forze di opposizione, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Cuore Vibonese, Noi Moderati e Identità territoriale, contestano la decisione di respingere una proposta che, sottolineano, puntava a superare «una situazione di precarietà che dura da anni» e a riportare i banchi nel cuore della frazione.
Nel mirino dei gruppi consiliari finisce soprattutto il metodo con cui l’atto sarebbe stato bocciato. Secondo l’opposizione, infatti, la maggioranza avrebbe riconosciuto in aula la validità dei presupposti tecnici e l’utilità dello spostamento, salvo poi votare contro: la proposta non sarebbe stata respinta per ragioni di merito, ma per una questione di paternità dell’iniziativa, anzi un vero e proprio «dispetto politico».
La polemica sulla paternità della proposta
«Sentir dire dai rappresentanti della maggioranza, tra cui il consigliere Silvio Pisani del M5s, che l’idea era già nei loro piani e che per questo l’atto dell’opposizione andava respinto, è una deriva da “Scherzi a Parte”», dichiarano i consiglieri di minoranza. Una posizione che, secondo i firmatari dell’ordine del giorno, renderebbe ancora più difficile comprendere il voto contrario espresso in Consiglio comunale.
L’opposizione insiste proprio su questo punto: «Se l’amministrazione aveva già questa intenzione, perché ha atteso anni? Perché ha votato contro una proposta che va esattamente nella direzione dell’interesse pubblico?». Per i gruppi di minoranza, il voto della maggioranza avrebbe dunque trasformato una questione concreta, legata alla vita quotidiana della frazione e delle attività economiche, in un confronto tutto interno alla rivendicazione politica.
I costi per il Comune e l’indotto mancato
Nella nota, i consiglieri richiamano anche le conseguenze che la mancata approvazione dell’atto continuerebbe a produrre sul territorio. Il primo aspetto riguarda i costi per l’ente: il Comune, sostengono, continuerà a pagare canoni d’affitto alle Ferrovie dello Stato per l’area di viale Stazione, nonostante la disponibilità di suolo comunale ritenuto idoneo nel centro di Vibo Marina.
Accanto al tema economico, l’opposizione indica quello commerciale. Le attività fisse della frazione, dai bar ai negozi fino ai servizi, resterebbero «private del naturale indotto economico» che il mercato potrebbe generare se riportato nel cuore dell’abitato. Un effetto che, secondo i firmatari, peserebbe su un tessuto commerciale già chiamato a fare i conti con anni di attesa e soluzioni provvisorie.
Il nodo della viabilità e del sottopasso
Per i gruppi di minoranza, anche le criticità legate alla viabilità sarebbero oggi superabili. La presenza del nuovo sottopasso ferroviario, si legge nella nota, consentirebbe infatti di affrontare i vecchi problemi di congestionamento e di garantire vie di fuga sicure. Un elemento che, secondo l’opposizione, rafforzerebbe le ragioni del ritorno del mercato nel centro urbano, rendendo meno giustificabile il mantenimento dell’attuale collocazione nell’area di viale Stazione.
La bocciatura dell’ordine del giorno viene così letta come un’occasione persa per intervenire su più fronti: costi pubblici, sostegno alle attività commerciali, funzionalità degli spazi e organizzazione della viabilità.
La richiesta di un cronoprogramma
Da qui l’appello alla coerenza rivolto alla maggioranza. «Non si può fare politica sulla pelle dei cittadini per una medaglietta sul petto», incalzano i firmatari. «Oggi la maggioranza ha votato contro se stessa e contro Vibo Marina. Chiediamo che si passi dalle parole ai fatti: se davvero hanno intenzione di spostare il mercato, presentino un cronoprogramma certo domani mattina. I commercianti e i cittadini non possono più aspettare i tempi della vanità politica».
La richiesta, dunque, è che l’amministrazione indichi tempi e passaggi per il trasferimento dei banchi. Per l’opposizione, la vicenda del mercato di Vibo Marina non può restare sospesa tra annunci, rivendicazioni e voti contrari, ma deve trovare una risposta amministrativa capace di incidere sulla quotidianità della frazione.