L’Andolina saluta Zambrone (e la Provincia) dopo 10 anni da sindaco: «La sconfitta è il blasone dei bennati»
Il post del sindaco conferma le dimissioni che hanno fatto cadere la sua amministrazione: «Resta la coscienza di aver servito con onore». Sei firme chiudono una lunga stagione politica e provocano anche la decadenza dalla presidenza provinciale
Non ci sono più dubbi sulla fine anticipata dell’amministrazione comunale di Zambrone guidata da Corrado L’Andolina. A confermare definitivamente quanto emerso nelle ultime ore è lo stesso sindaco e presidente della Provincia di Vibo Valentia, che con un lungo messaggio affidato ai social saluta la comunità dopo dieci anni alla guida del Comune e prende atto dell’impossibilità di portare il mandato alla sua naturale scadenza.
«Oggi mi sento soltanto di dire grazie», scrive L’Andolina, dopo le dimissioni contestuali di sei consiglieri comunali su undici, tre appartenenti alla maggioranza e tre all’opposizione, che determinano la conclusione anticipata della seconda amministrazione da lui guidata. Una vicenda destinata a produrre conseguenze anche alla Provincia di Vibo Valentia, della quale L’Andolina è presidente proprio in quanto sindaco di Zambrone.
Nel suo messaggio L’Andolina non entra ancora nel merito delle ragioni politiche che hanno portato allo strappo. Per quello, chiarisce, «ci sarà tempo e modo per fare un bilancio dettagliato di questi anni, dal primo all’ultimo giorno». Quello pubblicato sui social ha invece il tono del commiato.
«Ho avuto l’onore e il privilegio di rappresentare per dieci anni la mia comunità e, negli ultimi anni, anche la Provincia di Vibo Valentia – scrive -. Dieci anni nei quali ho cercato di dare il mio contributo alla crescita civile, amministrativa e culturale dei territori che ho avuto l’onore di servire».
Poi il passaggio che certifica politicamente la fine della consiliatura: «Oggi prevale soltanto una tristezza: non poter onorare fino alla sua naturale scadenza il mandato che i cittadini mi avevano affidato».
Le sei firme e il precedente di un anno fa
La crisi si è consumata con le dimissioni contemporanee di sei consiglieri su undici, numero sufficiente a far cessare l’amministrazione. Tra i firmatari figurano esponenti sia della maggioranza sia dell’opposizione e, secondo quanto ricostruito nelle scorse ore, anche il presidente del Consiglio comunale Marcello Giannini.
Ed è proprio il nome di Giannini a rendere particolarmente significativo l’epilogo. Uno scenario quasi identico si era infatti presentato meno di un anno fa, il 16 ottobre 2025. Anche allora erano sei i consiglieri pronti a lasciare contestualmente l’incarico: tra i dissidenti della maggioranza figuravano il vicesindaco Nicola Grillo e Mariana Iannello, mentre dall’altra parte erano pronti Mariella Epifanio, Fabio Cotroneo, Amelia Conca e lo stesso Giannini.
Quell’operazione saltò però all’ultimo momento proprio perché Giannini non si presentò all’appuntamento fissato per formalizzare le dimissioni. Venuta meno la sesta firma, anche gli altri fecero un passo indietro e L’Andolina riuscì a superare quella crisi politica. Questa volta, invece, le firme sono arrivate fino in fondo.
Nel suo saluto L’Andolina ringrazia «chi mi ha voluto bene e mi ha aiutato lungo questo cammino», i cittadini, i dipendenti comunali e provinciali e i consiglieri provinciali. Ma riserva un passaggio particolare «a quei consiglieri comunali che sono rimasti fedeli fino alla fine a un ideale alto e nobile della politica e del servizio alla comunità». Una frase che, pur senza citare direttamente i protagonisti dello strappo, rappresenta il passaggio più politico del messaggio.
La conseguenza sulla Provincia
La fine anticipata dell’amministrazione di Zambrone produce una conseguenza diretta anche alla Provincia di Vibo Valentia. Il comma 65 della legge 56 del 2014 stabilisce infatti che «il presidente della provincia decade dalla carica in caso di cessazione dalla carica di sindaco». Venendo meno il mandato di L’Andolina a Zambrone, viene quindi meno anche il presupposto previsto dalla legge per la permanenza alla guida dell’Ente intermedio.
Si chiude così un’altra fase politica particolarmente travagliata. Nell’ottobre 2025 le dimissioni di sette consiglieri provinciali su dieci non avevano determinato la decadenza di L’Andolina dalla presidenza, proprio perché aveva conservato la carica di sindaco. La situazione attuale interviene invece direttamente su quel requisito.
Nella fase successiva entrerà in gioco il vicepresidente Nico Console, mentre tempi e modalità del nuovo assetto della Provincia dovranno essere definiti alla luce delle norme vigenti.
L’Andolina, intanto, chiude il suo messaggio tornando alla sua prima sconfitta elettorale e citando una frase del Codice Hidalgo: «La sconfitta è il blasone dei bennati». «Ed io – aggiunge – oggi come allora, mi sento bennato».
Poi il congedo: «La politica conosce il giorno della vittoria e quello della sconfitta, il consenso e il dissenso, gli inizi e le fini. Ma ci sono cose che non si misurano con il risultato di una votazione. Dieci anni non si cancellano con un atto, né un’idea tramonta perché una stagione si interrompe».
«Passano gli uomini, passano le amministrazioni, passano le stagioni. Restano le opere, restano le parole, restano le scelte. E resta, soprattutto, la coscienza di aver servito la propria comunità con onore. Il resto lo giudicherà il tempo».