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07/06/2026 ore 17.07
Politica

Incandidabilità di Macrì, l’opposizione all’attacco: «Tropea non merita un’altra stagione di instabilità istituzionale»

Il gruppo consiliare di Rodolico solleva il tema del danno reputazionale legato alla decisione del Tribunale di Vibo e richiama il primo cittadino a una riflessione sul proprio ruolo: «Perché si è candidato esponendo nuovamente la città?»

di Redazione

Non una semplice contrapposizione tra maggioranza e opposizione, ma una questione che, secondo il gruppo consiliare "Insieme per Tropea", investe direttamente la tenuta istituzionale della città. Dopo la dichiarazione di incandidabilità in primo grado dell’attuale sindaco Giovanni Macrì, il gruppo esprime «profonda preoccupazione e forte inquietudine» e invita a non ridurre la vicenda a una schermaglia politica.

Per i consiglieri di opposizione, infatti, «si tratta di un fatto politico e istituzionale di estrema rilevanza che non può essere derubricato a semplice scontro tra maggioranza e opposizione, né tantomeno minimizzato attraverso dichiarazioni di circostanza o tentativi di spostare l’attenzione su presunte responsabilità dell’opposizione consiliare».

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Le domande al sindaco Macrì

Il gruppo chiede una riflessione sul presente e sul futuro amministrativo della città, partendo da due interrogativi rivolti al primo cittadino: «Perché il sindaco Macrì ha scelto di candidarsi e di guidare nuovamente la città pur essendo consapevole dell’esistenza di un procedimento che avrebbe potuto determinare una simile pronuncia? Perché esporre Tropea al rischio concreto di una nuova fase di instabilità amministrativa e istituzionale?».

Secondo "Insieme per Tropea", la città si ritrova «nuovamente al centro dell’attenzione mediatica nazionale», ma non per «i suoi straordinari meriti turistici, culturali e paesaggistici». Il rischio, sostiene il gruppo, è che a prevalere siano ancora «vicende che rischiano ancora una volta di compromettere l’immagine e la credibilità delle sue istituzioni».

Le ferite recenti della città

Nella nota il gruppo richiama il passato recente di Tropea, segnato dal «commissariamento conseguente allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose», dalle «polemiche e le vicende che hanno investito la gestione del cimitero cittadino» e da altre situazioni che avrebbero contribuito ad alimentare «una percezione negativa della città».

«Oggi, purtroppo, una nuova ombra torna ad addensarsi sul cielo di Tropea», affermano i consiglieri, chiedendosi «quale programmazione amministrativa possa essere realmente garantita in un contesto caratterizzato da una così evidente incertezza».

Il nodo, per l’opposizione, riguarda la possibilità di portare avanti una visione stabile: «Quali investimenti, quali progetti strategici e quale visione di lungo periodo possono essere perseguiti quando la stabilità istituzionale appare costantemente esposta a possibili sviluppi giudiziari e amministrativi?».

Il danno reputazionale e la stabilità dell’ente

La preoccupazione, precisa "Insieme per Tropea", «non riguarda soltanto il piano politico». Al centro viene posto anche il danno reputazionale per l’intera comunità, in una fase in cui «la credibilità delle istituzioni rappresenta un elemento decisivo per attrarre investimenti, opportunità e risorse pubbliche».

Ogni elemento di instabilità, secondo il gruppo consiliare, può produrre conseguenze nei rapporti con «enti sovraordinati, organismi finanziatori e soggetti chiamati a valutare la capacità amministrativa degli enti locali». Per questo, aggiungono, «chi oggi tenta di minimizzare questi fatti o di trasformare una questione istituzionale in una battaglia tra tifoserie politiche non rende un servizio alla città».

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«La responsabilità politica non può essere scaricata su altri»

Il gruppo respinge l’idea che la situazione possa essere attribuita all’opposizione: «Tropea non meritava di essere nuovamente esposta al rischio di una stagione di instabilità amministrativa. Non meritava di vedere ancora una volta il proprio nome associato a vicende che finiscono per oscurarne le immense potenzialità e i sacrifici compiuti dalla parte sana, operosa e onesta della comunità».

Per "Insieme per Tropea", «la responsabilità politica di questa situazione non può essere scaricata su altri». Non ricade, sostengono i consiglieri, «su chi aveva proposto ai cittadini un’alternativa credibile, seria e libera da ogni elemento di incertezza», ma «solo e soltanto su chi, pur conoscendo il peso delle questioni pendenti, ha scelto ugualmente di porre la città davanti a un rischio che oggi si è concretizzato».

La richiesta di un gesto di responsabilità

Il gruppo consiliare ritiene quindi che il sindaco debba avviare «una profonda riflessione sul proprio ruolo e sulle conseguenze che questa vicenda sta producendo sulla città». Secondo l’opposizione, «un autentico senso delle istituzioni richiederebbe oggi un gesto di responsabilità che restituisca serenità, autorevolezza e credibilità alla vita pubblica tropeana».

"Insieme per Tropea" assicura che continuerà a svolgere il proprio ruolo «con fermezza, equilibrio e rispetto delle istituzioni, vigilando su ogni atto amministrativo e pretendendo quella trasparenza che i cittadini meritano».

La conclusione è affidata a un richiamo alla città: «Tropea è più grande di qualsiasi amministrazione, di qualsiasi maggioranza e di qualsiasi ambizione personale. Per rispetto verso questa città e verso il suo futuro non possiamo consentire che venga normalizzato ciò che normale non è».

Per il gruppo, «i cittadini hanno diritto a ricevere risposte chiare, ad avere istituzioni credibili e una guida amministrativa capace di restituire stabilità, autorevolezza e fiducia». E ancora: «Questo è il momento della responsabilità, non delle tifoserie. Così come non è il momento delle giustificazioni o delle polemiche. Questo è il momento di pensare, prima di tutto, ai problemi della città, al suo progresso e ai suoi residenti: perché noi siamo e saremo sempre Insieme per Tropea».