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04/02/2026 ore 06.15
Politica

Il Pd nega la crisi al Comune di Vibo, garantisce sostegno a Romeo e chiede di respingere le dimissioni di Continanza

Durante la direzione provinciale a porte chiuse le frizioni sulla rimodulazione della Giunta sembrano ridimensionarsi: «Non c’è necessità di un rimpasto». Momenti di tensione con Console che punzecchia: «Nessuno dia la colpa dei problemi agli alecciani, senza di noi sareste già andati sotto»

di Stefano Mandarano

Pieno sostegno al sindaco Romeo e nessuna intenzione di intralciare l’attività amministrativa di Palazzo Luigi Razza. Semmai lavorare con senso di responsabilità per superare incomprensioni e malumori e, soprattutto, rilanciare l’azione della maggioranza. Il Partito democratico di Vibo Valentia affronta nel suo stile la delicata fase politica che, ad un anno e mezzo circa dalla conquista del Comune capoluogo, mette a dura prova la tenuta della coalizione di centrosinistra tornata alla guida della città dopo la lunga gestione ad esso avversa.

La cornice è la Direzione provinciale del partito, celebratasi a porte rigorosamente chiuse alla stampa, alla biblioteca comunale. In sala, oltre ai dirigenti guidati dalla segretaria provinciale Teresa Esposito, prendono posto, tra gli altri, consiglieri comunali con in testa il capogruppo Francesco Colelli, l’assessore Stefano Soriano, l’ex consigliere regionale Raffaele Mammoliti, il vicepresidente della Provincia Nico Console. Al suo fianco anche l’imprenditore Enzo Mirabello, il nome sul quale l’area Alecci ha puntato per entrare nell’Esecutivo, ricevendo un secco niet. Presente, anche se non per l’intera durata dei lavori che si sono protratti per oltre tre ore, anche il sindaco Enzo Romeo.

L’attesa è ovviamente tutta concentrata sulle questioni che in questi giorni agitano i corridoi del Comune e su quello che di fatto si è trasformato in un braccio di ferro interno tra l’area del partito che fa riferimento alla segreteria provinciale e cittadina e quella che invece apertamente aderisce (dall’esterno perché respinta all’atto del tesseramento) alla linea dettata da un altro capogruppo del Pd: quello in Consiglio regionale Ernesto Alecci. Corrente che qui si traduce nella formula “Democratici e riformisti”.

Sull’incontro inevitabilmente aleggia la notizia del giorno: le dimissioni dell’assessore comunale alla Pubblica istruzione Vania Continanza, la cui poltrona era già in fieri di saltare nella prevista rimodulazione della Giunta.

Rimpasto al Comune di Vibo Valentia, l’assessore Vania Continanza gioca d’anticipo e si dimette

I passaggi salienti

A stemperare il clima ci prova, in apertura di lavori, la segretaria provinciale Teresa Esposito, la quale da subito chiarisce come il partito lavori - appunto - per sostenere il sindaco Enzo Romeo e come in realtà le richieste fossero finalizzate non tanto ad avere postazioni in Giunta quando un maggior peso decisionale, attraverso il conferimento di ulteriori deleghe ai propri rappresentanti in Consiglio. Parole di stima e apprezzamento, la segretaria, esprime anche nei confronti dell’assessore dimissionaria.

La stessa cui fanno riferimento nei rispettivi interventi anche Michele Soriano e Raffaele Mammoliti, invitando esplicitamente il sindaco a respingere le dimissioni e rimarcando come non esista, in questa fase, una reale necessità di procedere ad un avvicendamento tantomeno ad un rimpasto più articolato. Il sindaco ne prende atto ma preferisce astenersi da ogni commento prima di lasciare anzitempo la sala.

Di fatto, nel corso degli interventi, per come riferito dai presenti, la “crisi politica” viene ridimensionata al rango di fisiologica dialettica tra alleati. Ma a mettere il dito nella piaga delle contraddizioni ci pensa Nico Console, portabandiera dei Democratici e riformisti, già finito nell’occhio del ciclone dopo la nomina a vicepresidente della Provincia in “violazione” al diktat Pd che imponeva il rifiuto di incarichi da parte di un presidente, L’Andolina, eletto dal centrodestra.

Qualcuno prova ad obiettare, anche alzando i toni, che il consigliere alecciano non sia titolato a parlare in quanto esterno alla direzione provinciale e, ancor di più, al partito. Si registrano momenti di vera tensione, c’è chi si alza e se ne va. Ma alla fine a prevalere è lo spirito democratico.

Console ne approfitta allora per difendere il suo ruolo in Consiglio provinciale e scelte che sostiene fatte nell’interesse della coalizione, per costruire, come dice, le condizioni di un ritorno dell’Ente sotto la guida progressista. «Non sono un vostro oppositore ma ditemi se voi lo siete nei miei confronti» afferma, specificando come la sua componete voglia lavorare per un Pd più forte perché, scandisce, «noi siamo gli uomini di Ernesto Alecci».

Enzo Mirabello entra in giunta a Vibo, la capogruppo Grimaldi: «È il nome che Alecci ha indicato al sindaco Romeo»

Non perde neppure l’occasione di punzecchiare il partito, addossando ai suoi rappresentanti ufficiali la responsabilità della crisi che adesso viene negata. «Noi la crisi non la vogliamo e nessuno si permetta di dire che sono stati gli alecciani a determinarla». La crisi, per Console, l’ha aperta chi «è più vicino alla segreteria provinciale». Tradotto: l’ha aperta Colelli rimettendo le deleghe e l’ha proseguita l’assessore Continanza con le sue dimissioni.

Anche l’esponente dei Democratici e riformisti dunque si autoassolve, ricordando di aver sempre offerto «leale collaborazione al sindaco. Senza di noi in conferenza dei capigruppo, in almeno due occasioni, non si sarebbe riuscito neppure a calendarizzare il Consiglio comunale».

Infine il sassolino tirato fuori dalla scarpa: «Noi lavoriamo per sostenere il Partito democratico, ma come fa il Pd a dire “no” alle tessere di Nico Console, di Alessandra Grimaldi, di Nicola Staropoli, ecc.? Come si fa a dire “no” ad un gruppo che sarebbe arrivato a 12 componenti? Sarebbe stato un risultato straordinario».