Il Centro comunale di Serra per le emergenze nel degrado, la denuncia di Tassone: «Senza telefono e Internet, tra muffa e calcinacci»
Un’interrogazione del consigliere di opposizione accende i riflettori sul presidio destinato al coordinamento degli interventi in caso di calamità. Condizioni igienico-sanitarie definite «inaccettabili»
Il Centro operativo misto di Serra San Bruno, presidio chiamato a coordinare le attività di protezione civile e la gestione delle emergenze sul territorio, sarebbe privo persino dei più elementari strumenti di comunicazione. A denunciarlo è il consigliere comunale Adriano Tassone, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al sindaco e all’assessore competente, chiedendone anche l’inserimento all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale.
«La struttura che ospita il C.O.M. di Serra San Bruno, un presidio fondamentale per la gestione delle emergenze e per il coordinamento delle attività di protezione civile sul territorio, versa in condizioni totalmente inadeguate», afferma Tassone.
Il quadro descritto dal consigliere comunale riguarda sia lo stato dell’immobile sia la mancanza delle dotazioni necessarie a garantire il funzionamento del presidio. «Oltre a muffe, distacco di calcinacci, segni evidenti di degrado strutturale e condizioni igienico-sanitarie inaccettabili, risultano gravi carenze sotto il profilo delle dotazioni essenziali. In particolare non c’è una linea telefonica funzionante e manca il collegamento alla rete Internet».
Una situazione che, secondo Tassone, rischia di incidere direttamente sulla capacità di intervento del Centro operativo misto, soprattutto nei momenti in cui rapidità delle comunicazioni e coordinamento tra enti, forze operative e volontari diventano indispensabili. «Tali criticità compromettono in maniera significativa la capacità operativa del C.O.M., rendendolo di fatto inidoneo a svolgere pienamente il proprio ruolo in situazioni di emergenza», sostiene il consigliere.
L’interrogazione al Comune
Attraverso l’interrogazione, Tassone chiede all’Amministrazione comunale di chiarire «quali verifiche siano state effettuate sullo stato di sicurezza e agibilità della struttura» e «quali interventi urgenti si intendano porre in essere per ripristinare condizioni dignitose e sicure all’interno della sede».
Le richieste riguardano anche l’aspetto economico e la programmazione degli eventuali lavori. Il consigliere sollecita infatti risposte sull’esistenza di risorse già stanziate per la sistemazione dell’immobile e sui tempi entro i quali il Comune intenda intervenire per restituire al Centro operativo misto le sue funzionalità essenziali.
«Un grave vulnus per le emergenze»
Al centro dell’iniziativa politica vi è soprattutto il ruolo strategico che il C.O.M. è chiamato a svolgere nel sistema locale di protezione civile. «Il mantenimento di standard strutturali, igienici e tecnologici adeguati – osserva Tassone – è condizione imprescindibile per garantire l’efficienza delle attività di protezione civile».
Particolarmente grave viene giudicata l’assenza dei collegamenti telefonici e informatici, strumenti indispensabili per ricevere segnalazioni, trasmettere informazioni e coordinare gli interventi durante calamità o altre situazioni critiche.
«La carenza di strumenti basilari di comunicazione, telefono e Internet, costituisce inoltre un grave vulnus per il coordinamento delle operazioni di emergenza e tale situazione – conclude il consigliere comunale – deve essere affrontata con urgenza dall’Amministrazione».