Fuga di gas al liceo Berto, l’opposizione attacca Romeo: «Strage sfiorata, l’impresa non ha lanciato allarmi né informato la scuola»
I gruppi consiliari di minoranza accusano il Comune sulla sicurezza e ricostruiscono l’evacuazione verso il piazzale MD, estesa anche alla Provincia e alle classi del Capialbi. Elogi alla dirigente e al personale scolastico, richieste di controlli immediati e sanzioni «esemplari»
La fuga di gas che questa mattina ha provocato l’evacuazione del liceo scientifico “Giuseppe Berto” di Vibo Valentia diventa un caso politico. I consiglieri comunali di opposizione di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuori Vibonesi, Noi Moderati e Identità Territoriale attaccano l’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Romeo, chiedendo verifiche immediate sul cantiere di via degli Artigiani e risposte sulla gestione della sicurezza. «Una strage sfiorata», sostengono nella nota, nella quale contestano sia il comportamento dell’impresa sia l’operato del Comune.
Le accuse sull’allarme e l’intervento della scuola
Secondo la ricostruzione fornita dall’opposizione, durante gli scavi gli operai avrebbero tranciato la diramazione della tubatura del gas che serve il liceo, provocando una fuoriuscita di metano. I consiglieri denunciano soprattutto quello che descrivono come un mancato allarme da parte dell’impresa: «Nessuna sirena attivata, zero procedure di emergenza, nessun allarme lanciato per avvisare la scuola e i cittadini». Accuse che investono anche le comunicazioni con l’istituto: «Nessuno si è degnato di avvisare la dirigente scolastica Bevilacqua».
La nota attribuisce invece alla dirigente Licia Bevilacqua, alla responsabile del Servizio di prevenzione e protezione, allo staff, ai docenti e al personale Ata il merito di avere reagito tempestivamente, disponendo l’uscita degli studenti e del personale. L’evacuazione, riferiscono i consiglieri, è avvenuta verso il piazzale del supermercato MD, coinvolgendo anche il personale della Provincia e le classi del Capialbi ospitate nell’edificio provinciale, che è stato evacuato al pari del Berto.
È su questo passaggio che l’opposizione insiste per sottolineare il ruolo della scuola: «Se oggi non piangiamo una tragedia, lo dobbiamo esclusivamente alla straordinaria e tempestiva lucidità» di chi ha gestito l’evacuazione. La dinamica della rottura, le comunicazioni effettuate e le responsabilità contestate nella nota restano da accertare.
L’attacco al Comune e il nodo dell’area di raccolta
Sul piano politico, i firmatari accusano l’amministrazione di non avere garantito un’adeguata supervisione dei lavori e il coordinamento necessario durante l’emergenza: «Nessun controllo preventivo sul cantiere, nessuna vigilanza, nessun coordinamento tempestivo».
Nel mirino finisce anche la disponibilità di agenti della Polizia locale. Secondo l’opposizione, una sola pattuglia sarebbe stata impegnata a presidiare il traffico in discesa, senza riuscire a mettere al riparo gli studenti dai veicoli in transito. I consiglieri descrivono ragazzi costretti ad allontanarsi tra le auto e contestano quella che ritengono una dotazione insufficiente per affrontare una situazione del genere.
L’episodio si inserisce nella questione della sicurezza attorno al Berto già raccontata da Il Vibonese. Il terminal bus previsto come area di attesa in caso di evacuazione era stato reso inaccessibile dai lavori; dopo il confronto tra scuola e Comune del 28 settembre, nel comunicato conclusivo non era stata indicata una soluzione sostitutiva. Il trasferimento verso il piazzale MD riferito dall’opposizione rende ora centrale chiarire quali procedure e spazi fossero disponibili per l’emergenza.
«Verifiche sul cantiere e risposte immediate»
Le richieste dei gruppi consiliari riguardano anzitutto un’ispezione immediata del cantiere, con controlli sulle autorizzazioni e sull’operato dell’impresa. I firmatari chiedono «sanzioni esemplari» e sollecitano il Comune a fornire «risposte chiare e immediate» sui controlli e sulla gestione dell’accaduto.
«La sicurezza pubblica, la tutela delle scuole e il potenziamento dei servizi essenziali non possono continuare a essere ignorati da chi governa solo a parole», affermano. La nota si chiude con un richiamo alla responsabilità degli amministratori: «Non accetteremo che la vita dei nostri ragazzi venga affidata alla buona sorte o all’eroismo solitario del mondo scolastico, mentre chi siede al Comune resta immobile a guardare».