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15/07/2026 ore 15.47
Politica

Fosso Antonucci è ancora una palude putrida, Cuore Vibonese: «Che fine hanno fatto i 30mila euro per la bonifica?»

VIDEO | A quasi un mese dall’interrogazione consiliare e oltre tre settimane dalla data indicata per l’avvio dei lavori, i consiglieri d’opposizione denunciano: «La melma verde e il fango maleodorante sono ancora lì. I cittadini meritano fatti, non scuse burocratiche»

di Redazione

«Le immagini scattate in queste ore sul posto parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni: il fango putrido e la melma verde sono ancora lì, indisturbati, sotto il sole cocente di luglio». A quasi un mese dalla prima denuncia sulle condizioni del Fosso Antonucci, in località Pennello a Vibo Marina, il gruppo consiliare Cuore Vibonese torna ad attaccare l’Amministrazione comunale e chiede conto degli interventi di bonifica annunciati ma che, secondo i consiglieri di opposizione, non avrebbero ancora prodotto risultati visibili.

«Ad un mese dall’impegno formale assunto dall’Amministrazione comunale di Vibo Valentia per la bonifica e lo svuotamento del Fosso Antonucci, la situazione sul posto è desolatamente identica, se non peggiorata», affermano i consiglieri Giuseppe Cutrullà, Giuseppe Russo, Danilo Tucci e Giuseppe Calabria.

Il gruppo ricorda di avere sollevato il caso il 17 giugno attraverso un’interrogazione d’urgenza. «Denunciavamo lo stato di blocco idraulico del torrente causato da una vistosa barriera artificiale di sabbia sull’arenile, con il conseguente ristagno putrido di acque a ridosso delle abitazioni e della spiaggia: una vera e propria bomba igienico-sanitaria nel cuore della stagione estiva».

La barriera, secondo quanto segnalato allora da Cuore Vibonese, avrebbe impedito il naturale deflusso delle acque verso il mare, trasformando la foce in una palude maleodorante a pochi metri dalle case e dall’arenile. Il gruppo aveva quindi chiesto un intervento urgente per rimuovere l’ostruzione e bonificare l’intera zona.

L’affidamento da circa 30mila euro

Alla denuncia era seguita una risposta dell’assessore comunale alla Manutenzione Francesco Colelli, nella quale venivano illustrate le procedure avviate dagli uffici e indicate anche la ditta incaricata e la data prevista per l’avvio delle operazioni.

«La risposta scritta dell’assessore alla Manutenzione, dott. Francesco Colelli, giunta tempestivamente, sembrava rassicurante. Nella nota di riscontro, l’assessore comunicava che gli uffici comunali avevano già avviato le procedure di analisi dei reflui, classificati come rifiuti speciali non pericolosi con codice Cer 16 10 02».

Cuore Vibonese richiama quindi il contenuto della Determinazione dirigenziale numero 1699 del 15 giugno 2026, con la quale sarebbe stato affidato il servizio necessario alla società Ecosistem Srl.

«Con Determinazione dirigenziale numero 1699 del 15 giugno 2026 era stato affidato il servizio di prelievo, trasporto e smaltimento alla società Ecosistem Srl per un importo massimo di circa 30mila euro oltre Iva. L’inizio dei lavori di aspirazione e rimozione di 650 metri cubi di liquidi era stato solennemente annunciato per il 22 giugno 2026».

Una data trascorsa ormai da oltre tre settimane. Secondo i quattro consiglieri, però, le condizioni dell’area non sarebbero cambiate: «Il Fosso Antonucci si presenta ancora come una palude verde, densa e stagnante. La barriera di sabbia ostruisce ancora il deflusso, la vegetazione infestante ha colonizzato l’alveo e le esalazioni nauseabonde continuano ad ammorbare l’aria respirata da residenti e turisti».

«Che fine hanno fatto i 30mila euro?»

Da qui la richiesta di chiarimenti rivolta all’Amministrazione comunale sull’utilizzo delle risorse stanziate e sull’effettiva esecuzione del servizio affidato.

«Ci chiediamo a questo punto che fine abbiano fatto i 30mila euro di soldi pubblici stanziati e se la ditta affidataria abbia effettivamente avviato e completato le operazioni previste», incalzano Cutrullà, Russo, Tucci e Calabria.

Per Cuore Vibonese non sarebbero sufficienti gli atti amministrativi e gli affidamenti formali se questi non vengono seguiti da interventi concretamente riscontrabili sul territorio: «I cittadini di Vibo Marina, che pagano regolarmente le tasse, meritano risposte concrete e fatti tangibili, non fiumi di carta burocratica che lasciano immutata una gravissima emergenza ambientale».

Il gruppo consiliare annuncia infine che continuerà a seguire la vicenda e non esclude ulteriori iniziative politiche e amministrative. «Cuore Vibonese continuerà a vigilare senza sosta e preannuncia nuove e più incisive azioni ispettive qualora l’ostruzione non venga rimossa immediatamente e l’area non sia restituita alla piena salubrità e al decoro che una località turistica balneare merita di avere».