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18/07/2026 ore 13.27
Politica

Emergenza sanità, il Partito comunista di unità popolare lancia il dossier Calabria: Vibonese osservato speciale

Su impulso del segretario regionale Lorenzo Fascì e della coordinatrice provinciale Aurora Corso, il movimento avvia un monitoraggio sulle criticità del sistema sanitario regionale con l'obiettivo di elaborare proposte da sottoporre alle istituzioni: «La salute non può dipendere dalla fortuna»

di Redazione

Un viaggio nel sistema sanitario calabrese per analizzare criticità, carenze territoriali e possibili soluzioni. È questo l’obiettivo annunciato dal Partito comunista di unità popolare Calabria, che ha deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione e approfondimento sullo stato della sanità regionale, con la realizzazione finale di un dossier destinato ai cittadini e alle istituzioni locali e nazionali.

«Un paese civile deve porre in cima all’agenda di governo la realizzazione di un sistema sanitario efficiente e qualificato», si legge nella nota diffusa dal movimento, che ribadisce la necessità di un modello «certamente pubblico e non privato», capace di garantire a ogni cittadino il diritto alla salute attraverso servizi tempestivi, efficaci ed efficienti.

Secondo il PcUp Calabria, principi fondamentali come emergenza-urgenza, servizio 118 con autista, infermiere e medico a bordo non possono essere considerati elementi straordinari, ma devono rappresentare «componenti essenziali di un sistema sanitario moderno». Una condizione che, viene evidenziato, in Calabria sembra invece essere diventata quasi un privilegio.

Il contrasto tra l’immagine della Calabria e la realtà sanitaria

La Calabria è conosciuta nel mondo per il suo mare, il sole e le sue bellezze paesaggistiche. Dietro questa immagine, però, secondo il documento del PcUp, esiste una realtà profondamente diversa, segnata da ospedali ridimensionati, liste d’attesa sempre più lunghe e difficoltà nella gestione dell’emergenza sanitaria.

«La salute, così come l’istruzione, rappresenta un diritto fondamentale e non può essere considerata una questione secondaria», sottolinea il movimento, richiamando il principio secondo cui ogni cittadino dovrebbe poter accedere a cure adeguate indipendentemente dal territorio di residenza.

La provincia di Vibo Valentia e il peso di un’unica struttura ospedaliera

Particolare attenzione viene riservata alla situazione della provincia di Vibo Valentia, descritta come un territorio nel quale la pressione sul sistema sanitario ha raggiunto livelli ormai difficili da sostenere.

L’ospedale Jazzolino viene indicato come «l’unico presidio realmente operativo per un intero territorio provinciale», mentre le strutture di Tropea e Serra San Bruno, progressivamente depotenziate nel corso degli anni, non sarebbero più in grado di garantire una risposta adeguata ai bisogni della popolazione.

Una situazione resa ancora più complessa dalle caratteristiche del territorio: una popolazione sempre più anziana, collegamenti difficili e una rete stradale spesso inadeguata rappresentano ulteriori ostacoli nell’accesso alle cure.

Emergenza sanitaria: il fattore tempo può salvare una vita

Nel documento viene posto l’accento soprattutto sul tema dell’emergenza-urgenza. Quando si verifica una situazione critica, infatti, il tempo rappresenta un elemento decisivo.

«Il fattore tempo può fare la differenza tra la vita e la morte», evidenzia il PcUp Calabria, denunciando come non siano rari i casi in cui un’ambulanza debba impiegare «un’ora o più per raggiungere il paziente», talvolta senza la presenza del medico a bordo.

In scenari complessi, come uno shock anafilattico o un edema polmonare, ogni minuto può risultare determinante. «Attese di una o addirittura tre ore rappresentano una condizione incompatibile con il diritto costituzionale alla tutela della salute», viene affermato nella nota.

Le difficoltà quotidiane di medici e operatori sanitari

A pesare sul sistema contribuiscono anche le chiusure frequenti delle guardie mediche per carenza di personale, le difficoltà della viabilità, il traffico cittadino e il sovraffollamento del pronto soccorso di Vibo Valentia.

Secondo il PcUp Calabria, però, la responsabilità non può essere attribuita agli operatori sanitari, che continuano a garantire assistenza nonostante «organici ridotti e turni estenuanti».

«Il problema è strutturale e riguarda anni di carenze organizzative, programmazione insufficiente e progressivo indebolimento della sanità territoriale», si legge nella nota.

Un dossier per proporre soluzioni

Il movimento annuncia quindi l’avvio di un percorso di analisi sul territorio regionale. «Inizia oggi un viaggio all’interno del pianeta sanitario calabrese attraverso il quale vogliamo individuare ed evidenziare i tanti problemi del sistema sanitario territoriale», affermano i rappresentanti del PcUp Calabria, spiegando che al termine del percorso sarà realizzato «un dossier che porremo a disposizione dei cittadini e che invieremo alle istituzioni locali e nazionali, insieme alla nostra proposta per il miglioramento del servizio sanitario calabrese».

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di aprire un confronto pubblico e raccogliere elementi utili per chiedere interventi concreti a tutela del diritto alla salute.

«Non si tratta di rivendicare privilegi, ma di pretendere il rispetto di un diritto garantito dalla Costituzione», sottolineano il segretario regionale del PcUp Calabria Lorenzo Fascì e la coordinatrice della federazione PcUp di Vibo Valentia Aurora Corso.

Il messaggio finale è chiaro: «La Calabria non può continuare a convivere con un sistema sanitario che costringe i cittadini a sperare che un’ambulanza arrivi in tempo o che un pronto soccorso riesca a prenderli in carico dopo ore di attesa. La salute non può dipendere dalla fortuna».

Con questo spirito, il PcUp Calabria, attraverso il segretario regionale Lorenzo Fascì e la coordinatrice della federazione PcUp di Vibo Valentia Aurora Corso, avvia un percorso di denuncia e proposta per contribuire alla costruzione di un sistema sanitario regionale più efficiente, pubblico e vicino ai cittadini.