Emergenza 118 nel Vibonese, Rifondazione Comunista: «Gli straordinari non risolvono i problemi, servono interventi strutturali»
Marcella Murabito e Angelica Perrone, rispettivamente segretaria provinciale e responsabile Sanità, intervengono sulla crisi che sta vivendo il servizio di emergenza-urgenza: «È dovuta a una programmazione che non tiene conto delle peculiarità del territorio»
«Il servizio di emergenza-urgenza 118 della provincia di Vibo Valentia attraversa una crisi strutturale dovuta a una programmazione che non tiene conto delle peculiarità del territorio, caratterizzato da aree montane isolate e lunghi tempi di percorrenza. L’applicazione di parametri basati esclusivamente sulla densità abitativa ha determinato una dotazione di personale insufficiente, con turni spesso coperti da uno o due soli medici e, in alcuni casi, senza alcuna medicalizzazione dei mezzi di soccorso». Così Marcella Murabito e Angelica Perrone – rispettivamente segretaria provinciale di Rifondazione Comunista di Vibo Valentia e responsabile Sanità di Rifondazione Comunista Calabria – intervengono riguardo al momento di crisi che sta vivendo il servizio del 118 nel Vibonese e non solo.
La carenza di infermieri e autisti dedicati, denunciano, «compromette sia l’efficienza degli interventi di emergenza sia i trasferimenti secondari tra ospedali. Il ricorso sistematico allo straordinario rappresenta una soluzione solo temporanea, che aumenta il carico di lavoro senza risolvere le cause del problema, contribuendo alla progressiva fuga dei professionisti dal servizio».
A questa situazione – proseguono Murabito e Perrone – si aggiunge «una criticità amministrativa legata alla gestione degli affidamenti alla Croce Rossa Italiana, con una presunta sovrapposizione tra il bando di Azienda Zero e quello dell’Asp di Vibo Valentia per alcuni servizi, come la postazione di Vibo Marina. Tale circostanza richiede verifiche per garantire la corretta gestione delle risorse pubbliche».
«Per assicurare il diritto alla salute dei cittadini è necessario adottare interventi strutturali – suggeriscono in conclusione –: rafforzare gli organici, valorizzare economicamente il personale, garantire la presenza di personale sanitario qualificato sui mezzi di soccorso e assicurare maggiore trasparenza nella gestione amministrativa del servizio».