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02/04/2026 ore 18.07
Politica

Depositi costieri, il Pd di Vibo in difesa del sindaco: «Sventata l’ipotesi di un rinnovo ventennale, ora la minoranza mostri maturità»

Il circolo cittadino dem esalta il risultato ottenuto da Enzo Romeo e invita tutte le forze politiche a lavorare insieme per la riconversione dell’area: «Costruire barricate non serve al bene della comunità»

di Redazione

L’Atto di Sottomissione di durata quadriennale approvato dall’Autorità di Sistema Portuale viene indicato dal Pd di Vibo come un passaggio decisivo per il futuro del porto di Vibo Valentia. Dal circolo cittadino dem, guidato dal segretario Gernando Marasco, arriva una presa di posizione che prova a ricondurre il dibattito politico entro un perimetro di responsabilità condivisa.

«Solo chi vuole negare l'evidenza non riconosce che, con l' Atto di Sottomissione della durata di quattro anni deliberato dall'Autorità di Sistema Portuale, si sia riusciti a superare l’ipoteca dei vent’anni, contenuta nella determinazione della stessa Autorità Portuale del 3 febbraio 2026», si legge nella nota del Pd. Un passaggio che viene definito «di per sé un risultato significativo per Vibo Valentia», perché «senza questo Atto sarebbe stata rilasciata fin da subito una concessione ventennale, che avrebbe inibito definitivamente qualsiasi ipotesi di riconversione dell'area e del porto».

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Un punto di partenza per il porto

Nel documento il partito sottolinea come il provvedimento non rappresenti un traguardo, ma l’avvio di una fase nuova. «L’Atto di Sottomissione deliberato dall’Autorità di Sistema Portuale è un punto di partenza, l’inizio di una sfida che dovrà vedere remare dalla stessa parte tutta la politica e la comunità vibonese», evidenzia il direttivo, che parla anche di «ultima chiamata per dare una vocazione anche turistica al nostro porto».

La prospettiva indicata è quella di uno sviluppo articolato: «La politica dovrà impegnarsi a vigilare sul rispetto dei tempi e dei passaggi previsti; sarà importante fare proposte che possano favorire lo sviluppo turistico, commerciale e dei servizi di livello internazionale, potenziando le capacità di attracco e proiettando il nostro scalo verso nuovi mercati, a partire da quello crocieristico e al servizio delle aziende del territorio».

Lo scontro politico e il richiamo all’unità

Non manca il riferimento alle tensioni politiche degli ultimi giorni. «Di fronte a un tema complesso e fondamentale come questo, spiace vedere che l’opposizione preferisca le barricate alla costruzione del bene comune, dei cittadini di Vibo Marina e non solo», si legge ancora nella nota.

Il Partito Democratico respinge le accuse rivolte al sindaco: «Chiedere le dimissioni del primo cittadino, accusarlo di "mistificazione", significa ignorare deliberatamente un percorso politico e amministrativo che, per la prima volta, ha messo al centro dell'agenda regionale e nazionale la riconversione del nostro porto».

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Delocalizzazione e dialogo

Sul tema della delocalizzazione, il documento insiste sulla necessità di un approccio non conflittuale: «La delocalizzazione non è una bandierina elettorale, ma una richiesta fatta sempre con il massimo rispetto per l’azienda, per i lavoratori, per l’indotto, preferendo il dialogo allo scontro».

Il ruolo delle istituzioni

La nota si chiude con un appello alla coesione istituzionale. «In un momento così delicato, una classe dirigente matura dovrebbe stringersi attorno alle istituzioni per dare forza contrattuale alla Città nei confronti dei colossi industriali», scrive il direttivo, indicando nel primo cittadino il perno dell’azione amministrativa: «Il Sindaco Romeo sta portando avanti una difficile battaglia di civiltà, con coraggio e visione».

Infine, il riferimento al percorso condiviso: «Sarà importantissima la concertazione con l’Autorità di Sistema Portuale, con le aziende private e con le altre istituzioni, quali la Regione e il ministero competente, l’Asp e i sindacati: il Partito Democratico è disposto a ragionare su ogni progetto di sviluppo e diversificazione di funzionalità del porto cittadino».

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