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21/01/2026 ore 17.39
Politica

Depositi costieri a Vibo Marina, anche il Consiglio provinciale si esprime all’unanimità per la delocalizzazione

Come già fatto dal Consiglio comunale nel marzo scorso, l’Assemblea si è espressa in maniera compatta sul trasferimento degli impianti a Porto Salvo. Intanto il presidente L’Andolina prende le distanze da Forza Italia: «Dal 2024 non sono iscritto ad alcun partito»

di Redazione

Così come aveva già fatto il Consiglio comunale nel marzo scorso, anche il Consiglio provinciale di Vibo Valentia, nella seduta di oggi, ha deliberato all’unanimità l’atto di indirizzo sulla delocalizzazione dei depositi costieri di carburante dall’area di Vibo Marina, indicando come sede alternativa l’area industriale di Porto Salvo. Una decisione assunta in via d’urgenza e condivisa da tutta l’assemblea, che segna una presa di posizione unitaria su una questione considerata centrale per la sicurezza, lo sviluppo del porto e il futuro della comunità locale.

La proposta, illustrata in aula dalla consigliera Maria Trapani, è il risultato di un confronto maturato sia in commissione sia nelle riunioni di pre-Consiglio. Con l’atto approvato – informa una nota stampa dell’Ente - la Provincia ha espresso il proprio assenso al trasferimento dell’impianto, confermando la disponibilità a partecipare al tavolo tecnico e alla prossima Conferenza dei servizi. Nel dibattito, i consiglieri Nico Console e Sergio Barbuto hanno richiamato l’esigenza di una linea istituzionale condivisa, capace di coniugare tutela del territorio, prospettive di crescita e identità di Vibo Marina.

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La seduta del 21 gennaio ha rappresentato anche l’avvio operativo della nuova fase consiliare, all’indomani della definizione dell’assetto delle commissioni permanenti. L’Assemblea ha approvato senza voti contrari tutti i punti all’ordine del giorno, tra cui la convalida della variazione al bilancio di previsione 2025/2027, adottata d’urgenza dal presidente della Provincia Corrado Antonio L’Andolina, e il riconoscimento di debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive, passaggi necessari per garantire la continuità amministrativa e la regolarità contabile dell’Ente.

Nel suo intervento, L’Andolina ha rivendicato il valore istituzionale dell’assise, definendola «un Consiglio che mi sopravviverà politicamente», a sottolineare la centralità dell’assemblea rispetto alle singole figure. Ha richiamato il ruolo della parola come strumento del confronto democratico e ha invitato a concentrare il dibattito sui nodi strategici dell’azione amministrativa, evitando personalismi. Il presidente ha inoltre ricordato di non essere iscritto ad alcun partito dal 2024, lanciando un appello a una convergenza programmatica orientata al risanamento dell’Ente.

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Il confronto in aula si è sviluppato su toni istituzionali. Console ha colto nell’intervento del presidente un’apertura utile alla costruzione di percorsi condivisi, mentre Barbuto ha invitato alla cautela, richiamando la necessità di una conoscenza approfondita delle situazioni in essere. Antonio Carchedi ha ribadito il ruolo del Consiglio come luogo di rappresentanza delle istanze del territorio, sottolineando l’importanza di serietà, rispetto e responsabilità nell’azione amministrativa. In chiusura, Ilenia Tulino ha auspicato una fase di maggiore maturità politica, indicando nell’attivazione delle commissioni un primo segnale positivo e nella comunicazione equilibrata tra Consiglio e Presidenza la base del lavoro futuro.

Nel dibattito è emersa anche la richiesta condivisa di maggiore trasparenza nei tempi e nelle modalità di trasmissione degli atti. Carchedi e Antonino Schinella hanno sollevato criticità sulle procedure seguite, mentre Carmine Mangiardi ha chiesto che il Documento unico di programmazione e la documentazione collegata siano messi a disposizione con congruo anticipo. Un’esigenza fatta propria dall’intera assise, nell’ottica di consentire un esame approfondito degli atti nell’interesse dell’Ente e dei cittadini.

La soddisfazione di Trapani, Console e Barbuto

Al termine dell’Assemblea i consiglieri provinciali Trapani, Console e Barbuto, promotori della discussione sulla delocalizzazione dei depositi della Meridionale Petroli, sono tornati sulla questione per esprimere «piena soddisfazione per l’approvazione unanime della delibera che sancisce il formale assenso dell’ente provinciale all’operazione».

«Si tratta di una posizione politica di grande rilievo – dichiarano i consiglieri – che consente alla Provincia di Vibo Valentia di partecipare attivamente alla prossima Conferenza dei Servizi, contribuendo con il proprio ruolo istituzionale alla definizione di un percorso condiviso. La delibera rappresenta un segnale chiaro di convergenza tra istituzioni, nel rispetto delle reciproche competenze, verso un obiettivo che riguarda l’interesse generale della collettività: la tutela della sicurezza pubblica e della qualità della vita dei cittadini. Siamo convinti – proseguono Trapani, Console e Barbuto – che sia possibile coniugare la salvaguardia dell’interesse pubblico con il rispetto dei legittimi diritti dell’azienda e dei lavoratori coinvolti. È proprio in questa direzione che va il deliberato del Consiglio provinciale, per il quale vogliamo ringraziare il presidente L’Andolina e tutti i colleghi consiglieri. Un atto che dà ancora più forza all'azione determinata e meritoria portata avanti dal sindaco Enzo Romeo, al cui fianco continueremo a lavorare tanto al Comune quanto alla Provincia».