Dal Sud al programma per il governo, Esposito (Pd Vibo) rilancia la piattaforma femminista: «La dignità non può essere una lotteria»
La segretaria provinciale e portavoce delle Democratiche calabresi rivendica un ruolo nella costruzione della proposta nazionale: sanità, lavoro, servizi e divari Nord-Sud letti attraverso la questione di genere. Il 19 settembre nuovo confronto a Lamezia con Roberta Mori
Non una presenza di rappresentanza, ma la volontà dichiarata di incidere direttamente sulla costruzione del programma con cui il centrosinistra si presenterà alle prossime elezioni politiche. È il messaggio portato alla Festa nazionale dell’Unità dalla delegazione della Conferenza delle Democratiche della Calabria, con gli interventi, tra gli altri, di Teresa Esposito, segretaria provinciale del Pd di Vibo Valentia e portavoce regionale delle Democratiche, e di Tonia Stumpo, componente del coordinamento nazionale.
Un protagonismo che le Democratiche calabresi intendono tradurre in proposte concrete, a partire da una convinzione ribadita con forza da Esposito: la questione di genere non può essere relegata in una sezione specifica del futuro programma progressista, ma deve attraversarne tutte le scelte fondamentali.
«Voglio dirlo con forza da questo palco: l’agenda femminista non è un capitolo del programma. L’agenda femminista è il programma», ha scandito Esposito. «Non è una concessione, non è una riga da aggiungere in calce sotto la voce “pari opportunità”. È la lente trasformativa attraverso cui riscrivere l’intera proposta della coalizione progressista».
Una piattaforma che, nella visione espressa dalla dirigente vibonese, deve dunque entrare nelle politiche economiche, nella sanità, nel lavoro, nella scuola, nel fisco e nelle infrastrutture sociali. «Deve stare dentro l’economia, dove precarietà, salari da fame e part-time involontario continuano a colpire per prime le donne. Deve stare dentro la sanità pubblica, con la difesa strenua dei consultori, della medicina di territorio, della prevenzione e dell’accesso pieno, reale e garantito all’interruzione volontaria di gravidanza su tutto il territorio nazionale».
Dal Mezzogiorno al programma nazionale
È qui che il contributo delle Democratiche calabresi assume una connotazione ancora più marcata. L’obiettivo dichiarato è portare le specificità e le vertenze del Mezzogiorno dentro l’elaborazione politica nazionale, intrecciando le disuguaglianze di genere con quelle territoriali.
«Io vengo dalla Calabria. Conosco il peso delle disuguaglianze territoriali, le difficoltà nei servizi, le partenze obbligate», ha sottolineato Esposito. «Ma il compito della Conferenza e del Partito Democratico deve essere proprio questo: annullare i divari non solo tra uomini e donne, ma tra Nord e Sud, tra Regione e Regione. Non dobbiamo più sentirci sfortunate per essere nate al Sud: la dignità non è una lotteria, è una questione di diritti inderogabili».
Tra i temi portati dalla delegazione calabrese figurano il rafforzamento della sanità pubblica e territoriale, la tutela dei consultori, gli asili nido e i servizi per l’infanzia, il contrasto alla precarietà e la possibilità per le nuove generazioni di costruire il proprio futuro senza essere costrette a lasciare il Sud.
Proprio alle più giovani Esposito ha dedicato uno dei passaggi centrali del suo intervento. «A quelle ragazze non dobbiamo fare promesse generiche: dobbiamo dare la certezza di poter scegliere. Scegliere di restare, di formarsi, di lavorare con dignità e di guidare i processi decisionali».
Da qui anche la richiesta di una Conferenza delle Democratiche capace di assumere un peso politico maggiore dentro il partito. Esposito ha ringraziato la portavoce nazionale Roberta Mori, Marta Bonafoni e la segretaria Elly Schlein «per aver rimesso al centro la Conferenza delle Democratiche: non più come un luogo collaterale o di facciata, ma come motore e cuore pulsante della linea politica».
Il ragionamento guarda già alla prossima sfida elettorale. «Per vincere dobbiamo avere il coraggio di dire con chiarezza cosa faremo una volta al governo del Paese», ha affermato Esposito, indicando nell’agenda femminista «l’asse portante e vincolante del patto di governo».
Il 19 settembre il confronto con Roberta Mori
Il percorso avviato nel confronto nazionale avrà ora una nuova tappa in Calabria. Il 19 settembre, nell’ambito della Festa regionale dell’Unità di Lamezia Terme, le Democratiche calabresi incontreranno la portavoce nazionale Roberta Mori.
L’appuntamento viene presentato come un momento di confronto con amministratrici, militanti e rappresentanti dei territori, ma soprattutto come un passaggio ulteriore nella costruzione di proposte da portare ai livelli nazionali del partito.
«La Calabria c’è: con le sue ferite, ma con tutta la sua voce, la sua forza e la sua speranza», ha concluso Esposito. Una frase che sintetizza l’ambizione di non limitarsi a prendere parte al dibattito, ma contribuire alla scrittura della piattaforma con cui il campo progressista si prepara alle prossime sfide nazionali.