Sezioni
05/02/2026 ore 06.15
Politica

Crisi al Comune di Vibo, Esposito (Pd): «Console “infiltrato” alle nostre riunioni, il partito tesoro fragile da difendere»

La segretaria provinciale del Partito democratico torna sul vulnus rappresentato dalla presenza dell’ex capogruppo di Forza Italia: «Non è tesserato e non lo può essere per due anni. E poi alla Provincia è vicepresidente di L’Andolina». Sul rimpasto: «Forzatura del sindaco su Colelli? Non lo so, ma può fare le sue scelte»

di Enrico De Girolamo

«Segretaria, prego, non segretario». Ci tiene Teresa Esposito che la sua carica all’interno del Partito democratico vibonese venga declinata al femminile. D’altronde anche Elly Schlein, che guida il Pd a livello nazionale, su questa cosa è stata chiara sin dall’inizio. È una questione di sostanza, non solo di forma.

Segretaria, che ci faceva alla direzione provinciale del Partito democratico il consigliere comunale Nico Console, ex capogruppo di Forza Italia nella giunta Limardo, “rifiutato” dal Pd che non l’ha tesserato e vicepresidente della Provincia?
«Me lo chiedo anch’io…». 

Eppure non è la prima volta che partecipa alle direzioni provinciali del Pd. Ieri, però, la questione sul tavolo era particolarmente delicata e indirettamente lo riguardava perché si parlava del rimpasto di giunta…
«Avevo detto alla presidente Vladimira Pugliese che forse non era il caso che partecipasse. Però noi siamo democratici di nome e di fatto. Vogliamo ascoltare tutti perché la nostra necessità è quella di arrivare a una sintesi per un governo leale della città».

Ok, ma dall’esterno la cosa non è che sia tanto comprensibile. In fin dei conti è proprio intorno a Console che si è sviluppata la crisi politica.
«È un nodo che va dipanato. Fin quando non lo faremo ci troveremo sempre in imbarazzo, perché lui non è un tesserato del Pd e non lo può essere per Statuto».

In che senso?
«Le nostre regole prevedono che per acquisire la tessera debbano passare minimo due anni dopo che si è stati eletti in un altro partito».

E lui è stato eletto in una lista a sostegno di Cosentino...
«Appunto».

Ma oggi esprime in Consiglio comunale l’influenza politica del consigliere regionale Ernesto Alecci, un altro esponente del Pd, ma di Soverato. È questa la sua legittimazione a partecipare?
«Il problema sta proprio lì, nel senso che chi a Vibo dice di essere alecciano lo fa mettendo, secondo me, in una situazione ambigua il consigliere Alecci. C’è stata grande generosità da parte del Pd di Vibo nell’esprimere apertura verso questo nuovo gruppo consiliare (Democratici e riformisti, quello messo su da Console, ndr), ma questa disponibilità viene a volte scambiata per scarsa scaltrezza dei gruppi dirigenti. Ho detto in diverse occasioni al consigliere regionale Alecci che il nuovo gruppo, se si riconosce nel Partito democratico, non può restarne separato. Il problema dunque non è Alecci in sé, che invece dà lustro al Pd a livello regionale».

E allora qual è il problema?
«L’osservanza delle regole. Chi vuole stare nel partito deve rispettare le regole e rispettare chi è qui già da molto tempo».

Anche sulla Provincia non sembra che Console abbia rispettato le regole: ha accettato la carica di vicepresidente.
«Non l’ha accettata, se l’è andata proprio a cercare, è andato a contrattare. Non può pensare che possiamo subire passivamente una cosa così solo perché lui dice di aver parlato con qualcuno che gli ha detto che si può fare».

Eccolo, ancora Alecci. Insomma, avete un problema bello grosso. Sembrate continuamente sotto schiaffo…
«Purtroppo sì, questa è l’impressione, lo capisco».

È vero che quando Console ha preso la parola durante la direzione provinciale il sindaco Romeo si è alzato e se n’è andato?
«Sì, ma non nel senso che crede. Quando il consigliere Console ha preso la parola c’è stato un momento di tensione e i malumori sono affiorati. Tanto che qualcuno senza mezzi termini si è chiesto a che titolo parlasse. C’è stata un po’ di bagarre. Romeo è un signore, una persona perbene, veniva da una riunione importante e con tutti i problemi che ha non poteva restare ancora, quindi ha approfittato di questo frangente per lasciare la seduta. Ma non l’ha fatto in polemica con qualcuno».

Alla fine come è andata, cosa è stato deciso e lei cosa ha detto?
«Innanzitutto ho affrontato il tema che a me sta più a cuore, quello della tutela del partito e di tutti coloro che ci militano. Gli uomini passano ma il partito resta, significa che deve essere protetto come una cosa estremamente fragile e preziosa. Ho ribadito a nome del Pd il massimo sostegno al sindaco Romeo: fargli mancare il nostro appoggio significherebbe fare 100mila passi indietro rispetto al progetto che abbiamo messo in campo».

Scusi segretaria, non ho capito come va a finire? Ci saranno forzature da parte del primo cittadino, magari sul capogruppo Colelli per blindare il suo assessorato?
«Ho sentito il sindaco più volte in queste settimane. Penso che abbia tutto il diritto di fare le scelte che ritiene più opportune. Non so se farà forzature, anche perché l’altra sera la discussione si è ampliata, si è aperta. Farà le sue scelte tenendo sicuramente in considerazione che il Pd deve avere il suo giusto spazio. Che sia Colelli o un altro non importa. Salvaguardare il partito e rilanciare l’amministrazione è il primo obiettivo».

Il Pd nega la crisi al Comune di Vibo, garantisce sostegno a Romeo e chiede di respingere le dimissioni di Continanza