Confini tra Zambrone e Zaccanopoli, la Giunta regionale dà il via all’iter per il referendum: al voto le 13 famiglie di contrada Cancino
Il provvedimento prende atto del via libera già arrivato dal Consiglio regionale. La consultazione riguarderà una trentina di elettori della contrada oggi appartenente a Zaccanopoli ma nei fatti strettamente legata a Zambrone, che già garantisce diversi servizi essenziali
Un altro passo verso il referendum che dovrà decidere il futuro di contrada Cancino, piccolo lembo di territorio formalmente appartenente a Zaccanopoli ma da tempo, nei fatti, strettamente legato a Zambrone. La Giunta regionale ha approvato la proposta di modifica dei confini territoriali tra i due Comuni vibonesi, passaggio necessario per procedere all’indizione della consultazione popolare prevista nell’ambito della proposta di legge presentata dal consigliere regionale Vito Pitaro.
Il provvedimento dell’esecutivo regionale prende atto della deliberazione numero 77/2026 del Consiglio regionale, con la quale Palazzo Campanella aveva già dato il via libera all’effettuazione del referendum consultivo obbligatorio. La decisione dell’Aula era arrivata lo scorso 7 luglio, dopo un iter ripartito nei mesi precedenti in commissione.
Il caso di contrada Cancino
Al centro della vicenda ci sono appena 13 famiglie, per una trentina di elettori, residenti a Cancino. La contrada appartiene amministrativamente a Zaccanopoli, ma la particolare conformazione dei confini l’ha resa nel tempo molto più vicina, non soltanto geograficamente, al territorio di Zambrone.
Cancino dista oltre 15 chilometri dal centro di Zaccanopoli e non dispone di un collegamento viario diretto con il Comune di appartenenza. Al contrario, l’area è sostanzialmente contigua alla frazione zambronese di Daffinacello, dalla quale è separata soltanto da una strada comunale. Anche diversi servizi essenziali, dalla fornitura idrica alla raccolta dei rifiuti fino al trasporto scolastico, vengono già assicurati da Zambrone.
La modifica proposta punta dunque a trasferire a Zambrone un’area di circa cinque ettari, riallineando i confini amministrativi a una situazione che sul piano dei servizi e dei rapporti territoriali si è consolidata da tempo.
Un iter partito nella precedente legislatura
La questione non è nuova. Nella passata legislatura regionale era stato il consigliere di Forza Italia Michele Comito a presentare una proposta sostanzialmente analoga. Il testo aveva ottenuto il parere favorevole delle commissioni competenti, ma la conclusione anticipata della legislatura aveva interrotto il percorso prima del completamento dell’iter.
A marzo 2026 la proposta è stata quindi ripresentata, con un testo pressoché invariato, da Vito Pitaro. Nel precedente esame della vicenda erano stati ascoltati anche i sindaci dei due Comuni, che avevano espresso parere favorevole alla modifica. La procedura legislativa resta però legata alla consultazione della popolazione direttamente interessata.
Uno degli aspetti che aveva attirato maggiore attenzione riguardava proprio i costi stimati per il referendum. Nella nuova proposta la previsione era salita a 39mila euro, a fronte dei 1.248 euro indicati nel precedente testo, pur trattandosi di una consultazione destinata a coinvolgere una trentina di elettori e un solo seggio.
Con la nuova deliberazione della Giunta regionale il percorso compie ora un ulteriore passo. La data del referendum non è stata ancora indicata nella comunicazione dell’esecutivo: sarà la consultazione dei residenti interessati a precedere la prosecuzione definitiva dell’iter per ridisegnare il confine tra Zambrone e Zaccanopoli.