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29/07/2026 ore 19.11
Politica

Comune di Vibo, il gruppo Pd cambia guida e avverte: «Chi non condivide le decisioni valuti altre scelte politiche»

La nuova capogruppo è Maria Fiorillo, suo vice Umberto Lo Bianco. La riorganizzazione interna annunciata come l’avvio di una «nuova fase» con un richiamo sulla lealtà politica e sul valore delle decisioni collegiali

di Redazione

Il gruppo consiliare del Partito democratico al Comune di Vibo Valentiasi riorganizza dopo l’uscita di Laura Pugliese. Maria Fiorillo è la nuova capogruppo, mentre Umberto Lo Bianco assume il ruolo di vicecapogruppo. La riorganizzazione viene presentata come l'inizio di un nuovo percorso. «Si apre una fase nuova per il gruppo del Partito Democratico, che rappresenta la componente numericamente più consistente del Consiglio comunale e che, proprio per questo, avverte ancora più forte la responsabilità di offrire alla città un esempio di serietà, compattezza e responsabilità politica».

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Nella nota diffusa dal gruppo consiliare, il Pd rivendica il valore del confronto interno, ma sottolinea al tempo stesso la necessità di una posizione condivisa una volta conclusa la discussione. «Il Pd è e deve continuare ad essere un luogo di confronto. Le sensibilità differenti rappresentano una ricchezza e le prerogative che la legge riconosce a ciascun consigliere comunale sono e resteranno pienamente rispettate. Ma il pluralismo non può essere confuso con l'assenza di una linea politica comune».

E ancora: «Appartenere a un gruppo consiliare significa condividerne il percorso politico, partecipare lealmente al confronto interno e rispettare le decisioni che il gruppo assume democraticamente. Questo principio vale nelle scelte politiche come nell'attività istituzionale, in Consiglio comunale e nelle Commissioni. Il confronto, anche acceso, deve avvenire nelle sedi opportune; una volta definita collegialmente una posizione, è necessario che il gruppo sappia esprimersi con responsabilità, coerenza e unità».

Il passaggio più significativo riguarda proprio il richiamo alla disciplina interna. Il gruppo annuncia che d'ora in avanti saranno valutate con maggiore severità eventuali prese di posizione in contrasto con gli orientamenti condivisi. «Non potranno essere considerate compatibili con la permanenza nel gruppo consiliare del Partito democratico condotte politiche reiterate e apertamente difformi dalle decisioni assunte dal gruppo, soprattutto quando non siano precedute da un confronto leale nelle sedi interne».

Una precisazione che, secondo il Pd, non mira a limitare l'autonomia dei singoli consiglieri, ma a definire il senso dell'appartenenza politica. «Non si tratta di comprimere la libertà di alcuno, ma di attribuire un significato concreto all'appartenenza politica. Chi sceglie di far parte del gruppo del Partito democratico ne condivide responsabilità, valori, indirizzo politico e percorso. Diversamente, è più corretto e trasparente assumere conseguentemente altre scelte».

L'obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la presenza del partito nell'assemblea cittadina e di superare tensioni e personalismi. «La fase che si apre non sarà caratterizzata da divisioni o personalismi, ma dalla volontà di ricostruire unità, rafforzare il gruppo e rilanciare con maggiore forza l'iniziativa politica del Partito Democratico dentro il Consiglio comunale e nella città».

La nota si conclude ribadendo il peso che il Pd rivendica all'interno dell'aula consiliare e il metodo con cui intende affrontare i prossimi mesi. «Essere il gruppo più numeroso significa avere maggiori responsabilità. Vogliamo esercitarle fino in fondo, con serietà e con una regola semplice: prima il confronto, poi la sintesi, infine la responsabilità di rispettare insieme le decisioni assunte. Il Partito democratico deve tornare ad essere sempre più riconoscibile, autorevole e unito. Ed è da questa consapevolezza che ripartiamo».