Colelli, dalle buche alla crisi idrica passando per Alecci: il nuovo assessore tra cantieri e tensioni nel Pd vibonese
Il capogruppo dem detiene alcune delle deleghe tra le più complesse e rognose, tanto che per gli hater politici è già “quello dei sacchetti di bitume”: «Tutto questo mi espone a critiche feroci ma non mi spaventa». E sui nuovi equilibri in Consiglio: «Per avanzare dobbiamo remare tutti nella stessa direzione ed essere leali»
Per gli hater politici è già “quello dei sacchetti”. Francesco Colelli, capogruppo Pd in Consiglio comunale, motore dell’elezione di Enzo Romeo a sindaco di Vibo, già storico priore che porta a spalla le statue dell’Affruntata e ora neo assessore alla Manutenzione (dopo essersi dimesso da consigliere delegato agli Spettacoli), è inevitabilmente divisivo come tutti quelli che in politica contano. Appena nominato assessore, la prima cosa che ha fatto è stata postare sui social le immagini che lo immortalano mentre valuta la profondità delle buche stradali e coordina il riempimento di bitume. “Quello dei sacchetti”, appunto.
Lo abbiamo incontrato nel suo nuovo ufficio al secondo piano di Palazzo Luigi Razza. Tra le deleghe che gli ha affidato il sindaco ci sono anche Servizio idrico integrato, Illuminazione pubblica, Ricognizione e recupero del patrimonio scolastico, Rapporti con Università ed enti di ricerca, Politiche di cooperazione, Decentramento e servizi comunali, Randagismo, Autoparco e Piano dei tempi della città. Insomma, una montagna di grane.
Rose e spine
«È chiaro che tutto questo mi espone a critiche feroci ma non mi spaventa – afferma –. Se essere presenti e attivi è una colpa, mi dichiaro colpevole. Per me la politica è impegno e lavoro pratico e fattivo. Ho sempre pensato che la pratica vale più della grammatica. E i cittadini vogliono, a mio avviso, vedere una politica che prende visione dei problemi e prova a risolverli. Sarei più felice di vedere una classe politica che ci prova e non ci riesce, piuttosto che una classe politica che non ci prova affatto, nascondendosi dietro carenze di bilancio o di forza umana».
La sua, di certo, è una delle deleghe più complesse: «Parliamo del settore con più criticità storicizzate e ataviche che il Comune di Vibo patisce da decenni: manutenzione delle strade, rete idrica, rete fognaria. Problematiche che tutti i vibonesi conoscono bene. Il mio assessorato è quello più visibile, quello che dà prova tangibile, quotidiana, della presenza dell'ente».
«Monteleone? Ha fatto comunque un buon lavoro»
Parole così cariche di entusiasmo che, volendo malignare, sembrerebbero una critica neppure tanto velata a chi c’era prima di lui, l’assessore Salvatore Monteleone, che ha mantenuto la delega ai Lavori pubblici ma ha perso quella più rognosa alla Manutenzione. Che gli rende merito ma di certo non si sbraccia: «Monteleone era chiaramente oberato da due assessorati cruciali. Con enormi difficoltà credo abbia fatto comunque un buon lavoro, ma non poteva avere il dono dell'ubiquità. Penso che il sindaco abbia fatto una scelta saggia a dividere due deleghe così impegnative».
Il meteo non ha aiutato il nuovo assessore. Piove da oltre venti giorni ormai e i cicloni ancora non sono finiti. Il maltempo sta rallentando i primi interventi che aveva programmato sulla rete stradale e provoca nuove criticità, con buche che giorno dopo giorno si aprono ovunque: «Avevamo iniziato a tamponare le decine di buche createsi con le piogge, ma ci siamo dovuti fermare. Speriamo in condizioni più favorevoli per restituire un minimo di normalità alla città».
Parte l’ingegnerizzazione: intervento da circa 2 milioni
Tra le emergenze più avvertite dai cittadini c’è la crisi idrica, provocata principalmente da condutture colabrodo. «La rete idrica vibonese versa in una situazione difficile, per alcuni aspetti disastrata – conferma –. Una gestione autonoma del Comune non può risolvere tutto. Ci auguriamo a breve la presa in carico da parte di Arrical». Cioè l’azienda unica calabrese che subentrerà ai Comuni, quando sarà, nella gestione delle infrastrutture idriche cittadine.
Nel frattempo l’Amministrazione lavora su due fronti: la riparazione quotidiana delle perdite e “l’ingegnerizzazione della rete”, che in parole più semplici significa mettere le cose a posto una volta per tutte: «È un processo già in itinere. Una parte di Vibo Marina è stata già ingegnerizzata. Con la ditta incaricata stiamo facendo il punto per ripartire».
L’intervento complessivo ammonta a circa due milioni di euro, di cui oltre un milione destinato alla città. Un passaggio strategico per modernizzare il sistema idrico. «L’ingegnerizzazione – spiega Colelli – ci consente di capire davvero la situazione della rete. Oggi non abbiamo una mappatura informatizzata: in alcune zone c’è troppa pressione, in altre troppo poca. Con questo sistema potremo gestire anche da remoto pressioni, perdite e criticità. È un passaggio fondamentale per una gestione moderna ed efficiente».
Alecci o non Alecci?
Ma i problemi da affrontare non sono tutti così prosaici. C’è anche la politica che grava sull’Amministrazione Romeo, e per questa non basta un sacchetto di bitume per sanare le fratture. A cominciare dagli equilibri in Consiglio comunale che si stanno assestando su un nuovo dominus politico: il capogruppo regionale del Pd Ernesto Alecci, che da tempo ha lanciato la sua Opa sul partito vibonese, ritagliandosi un ruolo in maggioranza, conquistando un assessorato comunale (Ketty De Luca al Bilancio) e una vicepresidenza alla Provincia (Nico Console).
Ma Colelli non è di primo pelo e non scivola sulla domanda più scontata: finirà male? «Il Partito democratico è un partito grande, vario, con sensibilità diverse – sottolinea – che ha sempre fatto della discussione e del confronto il proprio tratto distintivo. A volte si dà l'impressione di essere litigiosi, ma sono normalissime dinamiche politiche che il sindaco ha dimostrato di saper gestire al meglio. Alecci è parte attiva e importante del Pd, una risorsa anche per i dem del territorio. Penso che abbia tutto l'interesse a far sì che la collaborazione con chi si rifà alla sua figura sia sincera, leale e duratura (leggi Console e il gruppo dei Democratici e Riformisti, ndr). Se si rema tutti nella stessa direzione si fa meno fatica e si raggiunge prima il traguardo». Vedremo. Anche se forse l’ultima volta che il Pd ha remato all’unisono nella stessa direzione si chiamava ancora Pci.