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26/03/2026 ore 18.20
Politica

Chiesetta di Piedigrotta, interrogazione parlamentare del M5S: «Servono lavori subito, sbloccare i fondi già stanziati»

I deputati Orrico, Colucci e Tucci riferiscono dell’intervento in Commissione Cultura sulla chiesa ipogea di Pizzo minacciata dall’erosione costiera. Nel mirino i ritardi sulla convenzione per utilizzare 1,8 milioni di euro disponibili e l’assenza di indicazioni su ulteriori risorse

di Redazione

La vicenda della Chiesa di Piedigrotta di Pizzo arriva fino alla Commissione Cultura e diventa oggetto di una interrogazione parlamentare firmata dai deputati del Movimento 5 stelle Anna Laura Orrico, Alfonso Colucci e Riccardo Tucci, che chiedono chiarezza sui fondi destinati al restauro del sito e sui tempi necessari per trasformare le risorse stanziate in un intervento concreto.

I parlamentari spiegano di aver presentato l’atto «per capire lo stato dell’arte della convenzione fra la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Reggio Calabria e Vibo Valentia e la Regione Calabria atta a sbloccare delle risorse da destinare al restauro del bene», ma aggiungono che la risposta ricevuta «è rassicurante solo fino ad un certo punto». Una questione che recentemente è stata sollevata con forza anche dal sindaco di Pizzo, Sergio Pititto, e la direttrice dei Musei Civici di Pizzo e archeologa, Mariangela Preta.

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Al centro della presa di posizione dei deputati pentastellati c’è soprattutto la questione dei tempi. «Riguardo la tempistica visto che le risorse, 1 milione e 850 mila euro, erano state previste da apposito decreto dirigenziale della Regione Calabria nel settembre 2025 mentre la convenzione è giunta sul tavolo romano del Ministero della Cultura, per come lo stesso mette nero su bianco rispondendoci, soltanto il 23 marzo 2026, guarda caso lo stesso giorno che abbiamo depositato l’interrogazione». Un passaggio con cui Orrico, Colucci e Tucci mettono in evidenza lo scarto temporale tra lo stanziamento delle somme e l’effettivo avanzamento dell’iter amministrativo.

Secondo i parlamentari, però, non si tratta di un elemento secondario. Al contrario, proprio la rapidità dell’azione rappresenta il nodo decisivo della vicenda. «I tempi, e la celerità dell’intervento di recupero, sono centrali nella vicenda», osservano, richiamando anche il sopralluogo effettuato nei mesi scorsi presso il sito. «Nello scorso febbraio, infatti, avevamo effettuato un sopralluogo presso il sito constatando ancora una volta l’unicità del bene e la sua fragilità: esposta per le sue condizioni strutturali, scavata cioè nella roccia arenaria, alle intemperie atmosferiche e dunque ai diversi cicloni che si sono abbattuti sulla Calabria».

Nella nota i tre esponenti del Movimento 5 stelle insistono dunque sulla vulnerabilità della chiesa ipogea, uno dei luoghi più noti e visitati del territorio calabrese, da tempo al centro dell’attenzione per le sue condizioni conservative. Ed è proprio questo quadro, segnato dall’erosione costiera e dall’azione degli agenti atmosferici, a rendere ancora più urgente, secondo i parlamentari, l’attivazione delle risorse già previste.

Un altro punto su cui gli interroganti segnalano perplessità riguarda l’assenza di impegni ulteriori da parte del Mic. «Nel quesito a risposta immediata presentato in Commissione Cultura, chiedevamo se al Mic non ritenevano opportuno mettere a disposizione una ulteriore somma straordinaria per la salvaguardia della Chiesa di Piedigrotta. Su questo punto, però, non abbiamo ricevuto alcun tipo di riscontro». Un silenzio che, a loro giudizio, lascia aperti interrogativi importanti sulla capacità di accompagnare il finanziamento già individuato con ulteriori misure di tutela.

Da qui, infine, l’appello conclusivo rivolto alle istituzioni competenti. «Per la salute del bene, fra i più visitati e conosciuti della Calabria ed un unicum in tutta Europa, messo a rischio dall’erosione costiera e dagli agenti atmosferici, chiediamo che l’utilizzo dei fondi avvenga repentinamente così come l’inizio dei lavori in modo da non pregiudicarlo definitivamente». Una sollecitazione che riporta al centro la necessità di accelerare procedure e cantieri per evitare che il tempo, prima ancora del mare e del maltempo, continui a consumare uno dei siti più identitari della costa vibonese.