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26/08/2026 ore 11.32
Politica

Castello Ruffo in vendita, Polito replica al sindaco di Nicotera: «Mai pensato che il Comune debba sborsare 3 milioni, ma la politica deve trovare soluzioni»

L'ex assessore chiarisce la sua proposta dopo la bocciatura di Marasco: «Si coinvolgano Regione, Ministero e Soprintendenza». Apertura anche a formule con capitale diffuso e gestione privata: «Non cerco candidature, ma una prospettiva per la mia città»

di Redazione

«Non ho mai proposto di prendere oltre tre milioni di euro dal bilancio comunale e comprare il Castello domani mattina». Federico Polito, già assessore ai Lavori pubblici del Comune di Nicotera, replica al sindaco Giuseppe Marasco e prova a riportare il confronto sul futuro del Castello Ruffo sul terreno che, sostiene, aveva indicato fin dall'inizio: non un acquisto a carico delle casse municipali, ma la ricerca di una soluzione capace di coinvolgere istituzioni, finanziamenti pubblici, comunità e, se necessario, capitali privati.

Il nuovo intervento arriva dopo la netta presa di posizione del primo cittadino, che aveva definito una «follia» l'ipotesi di spendere oltre tre milioni di euro per riportare nel patrimonio pubblico il maniero e aveva indicato come preferibile l'arrivo di un imprenditore disposto a trasformarlo e valorizzarlo, magari attraverso una struttura ricettiva di alto livello.

Nicotera, il sindaco Marasco boccia l’acquisto di Castello Ruffo: «Tre milioni? Follia, troviamo un imprenditore che lo valorizzi»

Polito raccoglie anche la stoccata con cui Marasco aveva invitato a «smettere di giocare al principe e iniziare a pensare come veri leader». «Su questo, paradossalmente, siamo d'accordo», risponde l'ex assessore. Ma proprio il tema della leadership diventa il punto dal quale muovere una critica più ampia all'amministrazione comunale.

«Nicotera ha bisogno di leadership, visione, capacità progettuale, relazioni istituzionali, peso politico e concretezza», sostiene Polito, che considera comunque positivo il ritorno di una dialettica pubblica sul futuro della città. Dopo sette anni di amministrazione Marasco, aggiunge, sarebbe però «legittimo chiedersi quale sia la visione complessiva di sviluppo della città», guardando anche a Comuni vicini che sarebbero riusciti a programmare, intercettare finanziamenti e trasformare opportunità in progetti.

«Non cerco candidature né poltrone»

Polito respinge quindi la lettura politica ed elettorale che, a suo giudizio, sarebbe stata attribuita alle sue prese di posizione. «Non cerco candidature. Non cerco una poltrona. Non sto preparando alcuna corsa elettorale», afferma, rispondendo ai riferimenti di Marasco a «palcoscenici», «pretendenti al trono» e «principi».

L'ex assessore sostiene che la propria ambizione non sia tornare a contendersi una collocazione in Consiglio comunale. «Il trono, se qualcuno lo vede, lo lascio volentieri ad altri». Il punto, insiste, sarebbe invece contribuire al confronto da cittadino e da nicoterese affinché la città diventi «più sviluppata, più autorevole, più capace di utilizzare le competenze che possiede e di costruire opportunità per chi ci vive».

Ed è proprio dentro questa prospettiva che Polito torna sul Castello Ruffo. La sua proposta, chiarisce, non sarebbe mai stata quella di far gravare direttamente sul Comune l'intero prezzo richiesto per la vendita del bene. L'idea sarebbe piuttosto quella di aprire «una seria interlocuzione con Regione Calabria, Ministero, Soprintendenza e soggetti competenti» per verificare l'esistenza di strumenti, finanziamenti e formule che possano permettere «un'acquisizione pubblica, una gestione comunitaria o comunque una valorizzazione che mantenga sul territorio una parte importante del valore prodotto dal bene».

«Prima di dire che una strada è impossibile – osserva – credo sia dovere di chi amministra verificare se possa diventare possibile».

Polito: «Se l'acquisto pubblico non è sostenibile, si scelga un'altra strada»

Non c'è, precisa Polito, una difesa a oltranza dell'acquisizione pubblica. Se uno studio approfondito e il confronto con professionisti dovessero dimostrare che questa soluzione non è sostenibile o non rappresenta la strada migliore, «sarei il primo ad alzare le mani e a prenderne atto».

L'ex assessore apre dunque anche ad altre formule. Considera interessante, ad esempio, l'ipotesi avanzata nelle scorse settimane da un cittadino nicoterese e fondata su partecipazione della comunità, capitale diffuso, regia pubblica e gestione imprenditoriale. Non necessariamente la soluzione definitiva, precisa, ma una possibilità che «merita uno studio serio».

Per Polito, infatti, la discussione non dovrebbe trasformarsi in una gara su chi abbia avuto per primo l'idea migliore. L'obiettivo dovrebbe essere uno solo: «Salvare, valorizzare e rendere produttivo il Castello Ruffo nell'interesse di Nicotera».

È qui che emerge la distanza più marcata rispetto alla posizione di Marasco. Il sindaco ha indicato come strada preferibile quella di facilitare l'investimento di un imprenditore privato, evitando che il maniero diventi un peso economico permanente per il Comune. Polito non esclude affatto il contributo dei privati, ma contesta l'idea che l'amministrazione debba limitarsi ad aspettare un investitore.

«Non basta dire che mancano i soldi, la politica serve anche a trovarli. Non basta dire che una cosa è difficile, la politica serve a costruire le condizioni perché diventi realizzabile. Non basta aspettare che arrivi un imprenditore illuminato».

Dal Castello una strategia per il centro storico e il turismo

Nella visione illustrata dall'ex assessore, il maniero potrebbe ospitare attività culturali e museali, congressi, ricettività, ristorazione, eventi e iniziative legate alla Dieta mediterranea, alla storia della città e alle produzioni del territorio.

Potrebbe quindi diventare non un bene isolato, ma il fulcro di una strategia più ampia, capace di collegare centro storico, costa, cultura, enogastronomia e turismo, generando occupazione e nuovi flussi di visitatori.

Da qui la domanda che Polito propone di mettere al centro del confronto: non soltanto «quanto costa acquistarlo?», ma «quanto può valere per Nicotera nei prossimi trent'anni se inserito dentro una visione seria di sviluppo?».

Una differenza, sostiene, tra considerare il Castello esclusivamente come un costo e provare invece a valutarne il potenziale economico e sociale nel lungo periodo.

Il confronto, però, per Polito va oltre le mura del maniero. Nicotera avrebbe espresso negli anni professionisti, tecnici, dirigenti e personalità di valore, ma sarebbe mancata la capacità della politica di mettere queste competenze intorno allo stesso tavolo e trasformarle in una forza per il territorio.

«Il peso politico non si proclama», osserva, ma si dimostra nella capacità di «aprire porte, ottenere attenzione, attrarre risorse e portare risultati alla propria comunità».

E così l'ex assessore restituisce al sindaco proprio la frase con cui Marasco aveva chiuso il suo intervento: «Smettiamo di giocare al principe e iniziamo a pensare da veri leader. Facciamolo davvero, senza personalismi, senza trasformare ogni proposta in uno scontro elettorale, senza immaginare candidature dietro ogni opinione diversa».