Cammino del Normanno premiato, Grillo rivendica il lavoro svolto alla guida del Parco delle Serre: «Racconto identitario della Calabria»
Dopo il riconoscimento speciale al Green Road Award, l’ex commissario esalta il percorso avviato con istituzioni e amministrazioni locali: «La sfida più importante comincia adesso». Al centro segnaletica, servizi digitali, accoglienza e valorizzazione dei borghi
Il riconoscimento nazionale ottenuto dal Cammino del Normanno riporta al centro il tema dei percorsi identitari e del turismo lento nelle aree interne calabresi. L’itinerario, premiato a Milano con un riconoscimento speciale al Green Road Award 2026, l’Oscar italiano del cicloturismo, si sviluppa per circa 140 chilometri dalla Costa degli Dei allo Ionio, attraversando Mileto, le Serre e Stilo sulle tracce di Ruggero d’Altavilla.
Per Alfonsino Grillo, fino allo scorso febbraio commissario straordinario del Parco naturale regionale delle Serre, si tratta di «un traguardo importante per l’intera Calabria e per tutti coloro che, in questi anni, hanno creduto nella forza di un progetto capace di unire territori, comunità e identità».
Il riconoscimento e il lavoro dei territori
Grillo esprime «sincero apprezzamento ai sindaci dei Comuni coinvolti, alla Regione Calabria e a tutte le istituzioni che hanno collaborato con spirito costruttivo al raggiungimento di questo risultato». Un passaggio che guarda al lavoro amministrativo e istituzionale costruito attorno a un percorso che, da Capo Vaticano a Monasterace, mette insieme costa, entroterra, borghi, aree naturalistiche e luoghi della memoria normanna.
«Un ringraziamento particolare - aggiunge l’ex commissario - va a quanti hanno sostenuto il percorso fin dalle sue fasi iniziali, contribuendo a trasformare un’idea in una concreta opportunità di sviluppo».
Il Cammino del Normanno, dedicato al Gran Conte Ruggero I d’Altavilla, attraversa alcuni dei luoghi simbolo della Calabria più interna e meno battuta dal turismo di massa. Dalla Costa degli Dei risale verso il Monte Poro, raggiunge Mileto, antica capitale normanna, entra nel territorio delle Serre e prosegue verso l’area dello Stilaro, fino a Stilo e Monasterace.
«Alla guida del Parco ponemmo le basi del progetto»
Grillo rimarca il lavoro avviato durante la sua esperienza alla guida del Parco delle Serre, che oggi rivendica «con orgoglio». «Abbiamo posto le basi di questo progetto attraverso la costruzione di una visione condivisa, la sottoscrizione del protocollo d’intesa con il Ministero della Cultura, la Soprintendenza competente e il Parco archeologico di Mileto, favorendo il dialogo tra istituzioni, amministrazioni locali e operatori del territorio».
È proprio questo, secondo l’ex commissario, il valore principale del risultato raggiunto: non solo il premio, ma il percorso istituzionale e territoriale che ha consentito al Cammino di diventare un progetto riconoscibile, capace di tenere insieme memoria storica, ambiente e comunità locali.
«Non un punto di arrivo, ma un punto di partenza»
Il riconoscimento, però, non può esaurire il lavoro, «non deve essere considerato un punto di arrivo, ma piuttosto un punto di partenza». «La sfida più importante comincia adesso: rendere il Cammino del Normanno un’esperienza unica nel panorama nazionale, capace di distinguersi per una forte anima medievale e per una narrazione autentica della storia normanna in Calabria».
Un obiettivo che passa dalla capacità di trasformare l’itinerario in un prodotto culturale e turistico compiuto. «Occorre continuare a investire nella qualità del percorso, nella segnaletica, nell’accoglienza, nella digitalizzazione dei servizi e nella valorizzazione dei borghi - osserva Grillo -. Ma soprattutto bisogna costruire un modello di turismo integrato che metta in rete ambiente, storia, cultura, tradizioni, artigianato ed enogastronomia».
Dai borghi alla storia normanna
Il Cammino, nella visione dell’ex commissario, non deve restare soltanto un tracciato per escursionisti o cicloturisti. Può diventare una narrazione più ampia della Calabria interna, attraversando paesaggi e luoghi che raccontano secoli di storia: Mileto e la memoria normanna, le Serre con i loro boschi e i borghi montani, lo Stilaro con le testimonianze bizantine e medievali.
In altre parole, «può trasformarsi in un grande racconto identitario della Calabria, capace di accompagnare il visitatore attraverso castelli, abbazie, paesaggi naturali, antichi mestieri, sapori e tradizioni che affondano le proprie radici nel Medioevo».
«Se sapremo lavorare insieme con visione e continuità - conclude - questo cammino potrà diventare uno dei più qualificati itinerari culturali del Mezzogiorno e un modello nazionale di sviluppo sostenibile dei territori interni. La strada intrapresa è quella giusta. Adesso bisogna percorrerla fino in fondo, con la stessa passione, la stessa determinazione e lo stesso spirito di collaborazione che hanno consentito di raggiungere questo primo, significativo traguardo».