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28/07/2026 ore 12.14
Politica

Caldo estremo in arrivo, Greco (Rifondazione Comunista) alla Regione: «Subito un piano con rifugi climatici e tutela dei più fragili»

Il partito chiede a Roberto Occhiuto e ai sindaci calabresi di predisporre interventi coordinati per affrontare le ondate di calore. Richiamato l'esempio dell'Inps di Cosenza, che ha aperto gli spazi climatizzati ai cittadini durante le giornate più torride

di Redazione

Con una nuova ondata di calore in arrivo sull'Italia e la Calabria indicata tra le regioni maggiormente esposte, Rifondazione Comunista rivolge un appello al presidente della Regione Roberto Occhiuto e ai sindaci calabresi affinché venga predisposto «con urgenza un vero piano di adattamento alle ondate di calore», rivolto soprattutto alla tutela delle persone più vulnerabili.

Per il partito, «quello che fino a pochi anni fa veniva definito un evento eccezionale è ormai diventato la normalità di un clima che cambia rapidamente, con effetti sempre più gravi sulla salute, sulla qualità della vita e sulle disuguaglianze sociali». Da qui la richiesta di un intervento coordinato che protegga «anziani, bambini, persone con disabilità, lavoratori esposti e cittadini in condizioni di fragilità». Nella nota, firmata dal responsabile regionale Ambiente Gregorio Greco e dal responsabile nazionale Ambiente e Beni comuni Stefano Vento, viene indicata come soluzione quella dei cosiddetti «rifugi climatici», già adottati in diverse città europee. Si tratta, spiegano gli esponenti di Rifondazione, di «biblioteche, centri civici, scuole, musei e altri edifici pubblici climatizzati, facilmente accessibili e aperti durante le ore più calde della giornata, dove le persone possano trovare sollievo dalle temperature estreme». Una scelta che definiscono «semplice, concreta e a basso costo», capace di «salvare vite e ridurre gli effetti sanitari delle ondate di calore».

Secondo il partito, non si tratta di una proposta difficilmente realizzabile. «Anche in Calabria esistono già esempi virtuosi», si legge nella nota, che cita il caso della sede Inps di Cosenza, la quale «ha deciso di mettere a disposizione i propri spazi climatizzati come rifugio climatico per la cittadinanza durante le giornate di caldo estremo, dimostrando come anche gli edifici pubblici possano diventare presìdi di tutela della salute e di protezione delle persone più fragili». Per questo, aggiungono Greco e Vento, «se un ente pubblico ha già scelto questa strada, non si capisce perché la Regione Calabria non promuova un piano regionale che coordini e sostenga iniziative analoghe in tutti i territori».

Rifondazione sostiene che la Calabria «non può continuare a rincorrere le emergenze» e chiede che vengano avviate una serie di misure permanenti. Tra queste figurano l'apertura di rifugi climatici in tutti i Comuni, la mappatura delle aree maggiormente esposte al rischio, campagne informative rivolte alla popolazione, il rafforzamento dell'assistenza alle persone sole e fragili, oltre all'incremento delle aree verdi e delle reti ecologiche urbane, con nuove piantumazioni e interventi di de-impermeabilizzazione delle città.

«L'adattamento climatico non può limitarsi all'emergenza ma deve diventare una politica strutturale», affermano i responsabili di Rifondazione, secondo cui «la crisi climatica non è un problema del futuro: è il presente». Ignorare il fenomeno, proseguono, «significa mettere a rischio la salute dei cittadini e aumentare le disuguaglianze, perché il caldo estremo colpisce soprattutto chi non ha gli strumenti economici per difendersi».

La richiesta finale è rivolta direttamente alla Regione Calabria, chiamata a «coordinare immediatamente un piano con i Comuni, mettendo a disposizione risorse e linee guida affinché ogni amministrazione possa attrezzarsi prima che l'ennesima emergenza diventi una tragedia annunciata». Per Rifondazione Comunista, infatti, «di fronte alla crisi climatica servono politiche pubbliche, prevenzione e giustizia sociale. Non bastano gli annunci: è il momento di agire».