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25/06/2024 ore 13.32
Politica

Autonomia differenziata, i sindaci calabresi chiedono alla Regione di impugnare la legge: tra i firmatari anche Enzo Romeo

A rispondere all’appello lanciato dal primo cittadino di Catanzaro, Fiorita decine di amministratori tra cui il neoeletto sindaco di Vibo Valentia
di Redazione

«La Regione Calabria impugni davanti alla Corte Costituzionale il disegno di legge d’iniziativa governativa, approvato in via definitiva dalla Camera nella giornata del 19 giugno 2024, collegato alla manovra di finanza pubblica sull’attuazione dell’Autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario, ma anche tutti gli eventuali provvedimenti attuativi». Lo chiedono numerosi sindaci calabresi che hanno sottoscritto l’appello “Una sola Italia”, lanciato dal sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita e che vede tra i primi firmatari i sindaci di Cosenza Franz Caruso, di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, di Crotone Vincenzo Voce, di Vibo Valentia Enzo Romeo, di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, di Castrovillari Domenico Lo Polito, di Siderno Mariateresa Fragomeni, di Villa San Giovanni Giusy Caminiti, di Palmi Giuseppe Ranuccio.

“UnasolaItalia” è il titolo dell’appello che i primi cittadini hanno rivolto al presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto e al presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso. Chi vorrà potrà aderire fino a giovedì prossimo 27 giugno. Poi il documento sarà trasmesso ufficialmente.

«I sindaci della Calabria – si legge nella nota stampa – impegnano il presidente della Giunta regionale e il presidente del Consiglio regionale ad impugnare davanti alla Corte Costituzionale il disegno di legge d’iniziativa governativa, approvato in via definitiva dalla Camera nella giornata del 19 giugno 2024, collegato alla manovra di finanza pubblica sull’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario, ma anche tutti gli eventuali provvedimenti attuativi.

La legge – si evidenzia – contiene evidenti elementi di anticostituzionalità e mina nelle fondamenta l’unità del Paese, sottraendo ingenti risorse e funzioni alle Regioni meridionali, tali da compromettere i valori costituzionali dell’uguaglianza e i diritti alla salute, al lavoro e all’istruzione di tutti i cittadini.

Le disposizioni della legge creerebbero, se attuate, inaccettabili discriminazioni tra i cittadini delle Regioni del nord e quelle del Meridione, soprattutto in settori vitali quali la sanità pubblica e l’istruzione, disegnando un Paese diviso a metà e molto lontano dall’impianto voluto dai padri costituenti».

I sindaci firmatari