Asili nido a Vibo, il Pd replica all’opposizione: «Il vero problema sono le risorse non erogate, chiedetene conto alla “vostra” Regione»
I dem reagiscono alla presa di posizione del gruppo Cuore Vibonese respingendo le accuse sulla gara andata deserta e sulle rette: «380 euro è la quota massima, non quella per tutti»
È il mancato trasferimento delle risorse del Fondo 0-6 il «peccato originale» che avrebbe determinato buona parte delle difficoltà nella gestione degli asili nido comunali di Vibo Valentia. Il gruppo consiliare del Partito Democratico replica così a Cuore Vibonese, che dopo la gara andata deserta per il nido di Viale Accademie Vibonesi aveva parlato di «fallimento» dell’amministrazione Romeo e chiesto le dimissioni dell’assessore Stefano Soriano.
Vibo rischia di restare senza asili nido comunali, Cuore Vibonese attacca Romeo e chiede le dimissioni dell’assessore Soriano: «Disastrosi»Per il Pd quella dell’opposizione è invece una ricostruzione «sensazionalistica e, soprattutto, intellettualmente poco onesta», perché ometterebbe proprio l’elemento che avrebbe inciso sulla rimodulazione delle tariffe e sulla scelta del nuovo modello di gestione.
«Negli anni precedenti – spiegano i consiglieri dem – le risorse pubbliche destinate ai servizi per la prima infanzia contribuivano in maniera significativa alla sostenibilità del servizio e consentivano di mantenere tariffe particolarmente contenute. Oggi quelle risorse non sono state erogate».
Il gruppo precisa che l’Ambito territoriale sociale di Vibo Valentia avrebbe regolarmente rendicontato tutte le annualità di propria competenza fino all’ultima effettivamente finanziata e non rientrerebbe dunque tra quelli interessati da contestazioni sulle rendicontazioni. La sospensione dei trasferimenti, sostengono i dem, deriverebbe invece dalle verifiche avviate complessivamente sugli Ambiti calabresi.
Un problema che l’amministrazione aveva già reso pubblico a luglio, spiegando che l’interruzione del Fondo nazionale 0-6 stava impedendo di utilizzare quelle risorse per il tradizionale affidamento del servizio.
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Il Pd risponde poi all’altro fronte aperto da Cuore Vibonese, quello relativo ai nuovi asili di Moderata Durant, Viale della Pace e Vibo Marina.
Secondo la maggioranza, le tre strutture rappresentano un investimento destinato ad ampliare sensibilmente l’offerta comunale, ma la conclusione dei cantieri non coincide automaticamente con la possibilità di accogliere i bambini.
«Un asilo è realmente aperto quando è finito, collaudato, accessibile, autorizzato, accreditato e dotato di un gestore», puntualizza il gruppo, ricordando la necessità di completare lavori, collaudi, arredi, consegna degli immobili e procedure autorizzative. A Moderata Durant, aggiunge il Pd, resta inoltre da completare la strada di accesso, compresa in un differente intervento di lottizzazione.
La replica riguarda anche l'affermazione secondo cui sarebbe stato sufficiente «lavorare di più» per arrivare prima all'apertura. I tre interventi, osservano i dem, hanno attraversato diverse amministrazioni tra progettazione, finanziamento, affidamento e realizzazione: «È scorretto far credere oggi che un’opera pubblica complessa possa essere aperta semplicemente premendo un interruttore».
La polemica sui 380 euro
Altro punto centrale è quello delle rette. Cuore Vibonese aveva contestato il passaggio dai circa 120 euro pagati in precedenza fino a una tariffa di 380 euro al mese.
Il Pd replica che 380 euro rappresentano la quota massima e non «la retta per tutti», sostenendo che il nuovo sistema deve essere letto insieme al bonus Inps per gli asili nido e alla mancata disponibilità delle risorse pubbliche che negli anni precedenti contribuivano a finanziare il servizio.
«Le alternative sono semplici: aumentare il contributo comunale, aumentare la quota delle famiglie oppure ridurre il servizio. Noi stiamo lavorando per garantire sostenibilità, accessibilità e qualità», afferma il gruppo.
Sul nido di Moderata Durant, inoltre, i dem respingono l’accusa di non avere voluto anticipare la gara per individuare il gestore. Avviare subito l’affidamento era «una possibilità, non un obbligo», sostengono, ribadendo la scelta della maggioranza di attendere che fossero presenti tutte le condizioni per rendere concretamente disponibile la struttura.
L'affondo: «Chiediamo insieme i fondi alla Regione»
La controffensiva politica si sposta infine sulla Regione Calabria. Il Pd invita Cuore Vibonese e l’ex sindaca Maria Limardo, «vicini a partiti che, almeno ad oggi, sono forze di Governo alla Cittadella», a sostenere insieme alla maggioranza la richiesta di sbloccare le risorse del Fondo 0-6.
«Lo chiediamo perché le famiglie vibonesi non devono pagare il prezzo di problemi che non dipendono da loro – affermano i consiglieri dem –. Lo chiediamo perché gli asili nido sono un diritto e la loro sostenibilità è una responsabilità istituzionale condivisa».
Una risposta anche alla richiesta di dimissioni di Soriano avanzata il giorno precedente da Cuore Vibonese: «Le dimissioni possono essere uno slogan. Risolvere i problemi è amministrare».
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