Alla scuola Murmura di Vibo tornano i topi, l'opposizione contro il Comune: «Lezioni sospese in alcune aule, in altre no. Qual è il criterio?»
Dopo la sospensione parziale delle attività didattiche, i consiglieri di Cuore Vibonese chiedono spiegazioni sulle verifiche igienico-sanitarie e sulle garanzie per gli studenti: «Le famiglie meritano rispetto, non improvvisazione»
Alla scuola Murmura di Vibo Valentia è di nuovo emergenza topi. La presenza di escrementi di roditori nelle aule della scuola dell'infanzia ha determinato la sospensione delle lezioni per alcuni alunni, mentre altre classi dello stesso edificio hanno proseguito regolarmente le attività didattiche. Una situazione che riaccende le preoccupazioni delle famiglie e provoca la dura reazione del gruppo consiliare di opposizione Cuore Vibonese, che chiede all'Amministrazione comunale di chiarire quali interventi siano stati effettuati e quali garanzie di sicurezza siano state assicurate agli studenti.
Cuore Vibonese: «Non possono esistere bambini di serie A e bambini di serie B»
«Quanto accaduto presso la scuola Murmura è un fatto grave, che avrebbe dovuto imporre la massima attenzione e una gestione improntata alla prudenza, alla trasparenza e alla tutela di tutti gli studenti». Comincia così la nota firmata dai consiglieri comunali Giuseppe Cutrullà, Danilo Tucci, Giuseppe Russo e Giuseppe Calabria.
Al centro della contestazione c'è soprattutto la decisione di sospendere le lezioni soltanto per alcune classi. «Quello che non comprendiamo, invece, è il criterio adottato per gli altri studenti: le classi terze, quarte e quinte della scuola primaria e quelle della scuola secondaria di secondo grado, situate al piano superiore, hanno continuato regolarmente a fare lezione».
Da qui una serie di interrogativi rivolti ai responsabili della gestione dell'emergenza: «Ci chiediamo: con quali garanzie? Sulla base di quali verifiche? Chi ha stabilito che per alcuni bambini fosse necessario sospendere le lezioni e per altri, nello stesso edificio, non vi fosse alcun problema?».
Per i consiglieri di opposizione la salute degli studenti deve essere tutelata senza distinzioni: «La sicurezza e la salute degli studenti non possono essere gestite a compartimenti stagni. Non possono esistere bambini di serie A e bambini di serie B».
L'attacco al Comune: «Il problema si sarebbe risolto da solo»
Ma è soprattutto contro l'Amministrazione comunale che si concentra l'affondo di Cuore Vibonese.
«Ma ciò che riteniamo politicamente ancora più grave è l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale rispetto a quanto accaduto. Per il Comune, a quanto pare, il problema si sarebbe risolto da solo: domani tutti regolarmente a scuola e la vicenda può considerarsi archiviata!».
Un atteggiamento che il gruppo consiliare considera inaccettabile: «Non basta aspettare qualche ora, riaprire le aule e sperare che tutto sia tornato alla normalità. Le famiglie hanno diritto di sapere quali interventi siano stati effettuati, se sia stata eseguita una derattizzazione, se gli ambienti siano stati adeguatamente sanificati e, soprattutto, se siano state effettuate verifiche da parte degli organi competenti che attestino le condizioni di sicurezza degli spazi scolastici».
E ancora: «Il silenzio non è una risposta. La fretta di tornare alla normalità non è una soluzione. Nascondere un problema non significa risolverlo».
La richiesta di spiegazioni e garanzie per le famiglie
Cuore Vibonese annuncia di non voler lasciare cadere la questione: «Non intendiamo lasciare che questa vicenda passi sotto silenzio».
«Chiediamo all’Amministrazione comunale di assumersi le proprie responsabilità, di riferire pubblicamente su quanto accaduto e di rendere note alle famiglie tutte le informazioni relative agli interventi e alle verifiche effettuate».
Il gruppo ribadisce che la sicurezza degli studenti deve prevalere su ogni altra considerazione: «I genitori non chiedono favori: chiedono semplicemente di poter mandare i propri figli a scuola in condizioni di sicurezza».
La nota si conclude con un ulteriore affondo politico: «Su una cosa non faremo sconti: la salute dei nostri figli viene prima dell’immagine dell’Amministrazione e prima di qualsiasi esigenza di minimizzare quanto accaduto».