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21/06/2026 ore 20.38
Politica

A volte ritornano: strade di Vibo costellate di rifiuti dopo lo sfalcio dell’erba. Greco (Prc): «I Comuni impongano la rimozione»

Riaffiorano bottiglie, sacchetti e degrado lungo statali e provinciali. Gregorio Greco chiama in causa Anas, Provincia e Corap, sollecita ordinanze urgenti dei sindaci e chiede il modello europeo del deposito cauzionale (come tanto tempo fa) per prevenire nuovi abbandoni

di Redazione

Scarpate trasformate in discariche lineari, rifiuti riaffiorati dopo gli interventi di sfalcio, bottiglie, sacchetti, imballaggi e ingombranti abbandonati lungo le arterie provinciali e statali. È il quadro denunciato da Rifondazione comunista, che torna ad accendere i riflettori sul degrado che interessa numerose strade del Vibonese e chiede un cambio di passo nella gestione dei servizi ambientali.

Secondo il partito, la situazione emersa dopo le operazioni stagionali di trinciatura dell’erba mostra un fenomeno ormai diffuso: chilometri di pertinenze stradali invase dai rifiuti, rimasti per mesi nascosti dalla vegetazione e ora nuovamente visibili. Un’immagine che, per Rifondazione, non può essere liquidata come semplice frutto di comportamenti individuali.

«Non si tratta più solo di inciviltà individuale, ma di un evidente fallimento strutturale e normativo», dichiara Gregorio Greco, responsabile ambiente della segreteria regionale di Rifondazione comunista calabrese.

Il nodo delle competenze

Al centro della denuncia c’è il rimpallo tra enti, indicato come una delle principali cause della paralisi degli interventi. Comuni, Provincia, Anas e Corap vengono chiamati in causa in relazione alle diverse tipologie di strade e aree interessate dal fenomeno.

«Esiste un perenne conflitto di competenze tra i Comuni, le Province e l’Anas su chi debba materialmente rimuovere i rifiuti e pulire le pertinenze stradali - afferma Greco -. Questo rimpallo istituzionale, generato dai vuoti interpretativi del Codice della strada e del Testo unico ambientale, paralizza gli interventi e lascia il territorio nel degrado».

Per Rifondazione, le responsabilità dovrebbero essere individuate sulla base dell’articolo 14 del Codice della strada, che assegna la pulizia e la manutenzione all’ente proprietario della via. Da qui il richiamo alle strade statali di competenza Anas, alle provinciali, riconducibili alla Provincia di Vibo Valentia, e alle strade interne alle aree industriali, come Porto Salvo o Aeroporto, dove il riferimento indicato è il Corap, anche se in liquidazione.

«È urgente rivedere radicalmente le norme per definire ruoli chiari e vincolanti per ogni singolo attore», aggiunge il responsabile ambiente del partito.

«I Comuni usino le ordinanze»

Nella lettura di Rifondazione, quando gli enti competenti non intervengono, i sindaci dei territori interessati non dovrebbero limitarsi ad attendere. Greco richiama l’articolo 192 del Testo unico ambientale e sollecita l’uso di ordinanze contingibili e urgenti nei confronti dei soggetti obbligati alla bonifica.

«Se questi enti non intervengono - incalza Greco -, lo stallo va superato con la forza della legge. Il sindaco, dove ricade la strada, ha il potere e il dovere di firmare ordinanze contingibili e urgenti contro Anas, Provincia e Corap».

La linea proposta è quella dell’intervento sostitutivo, con successivo addebito delle spese agli enti ritenuti responsabili. «Se questi soggetti ignorano l’atto, il Comune deve pulire d’ufficio ed eseguire “in danno”, addebitando loro ogni singolo centesimo delle spese. Non si può più aspettare».

Il modello del deposito cauzionale

Accanto alla richiesta di interventi immediati, Rifondazione guarda anche alle politiche di prevenzione. Il partito cita il sistema del deposito cauzionale, già adottato in diversi Paesi europei, come possibile risposta all’abbandono di bottiglie di plastica e lattine.

«In Germania, con il sistema Pfand, si paga una piccola cauzione su ogni bottiglia o lattina, che viene restituita interamente quando il vuoto si riporta al supermercato. Risultato? Oltre il 97% di riciclo e strade pulite. Modelli simili corrono già in Austria e Polonia».

Per Greco, l’Italia resta indietro non per assenza di strumenti normativi, ma per la mancata attuazione delle misure già previste. «In Italia una legge quadro esiste dal 2021, ma è tutto bloccato perché i governi non emanano i decreti attuativi. È una vergogna tutta italiana a cui va posta fine».

La proposta: servizi pubblici e fondi Pnrr

La denuncia si allarga quindi alla gestione complessiva del ciclo dei rifiuti. Rifondazione comunista chiede di utilizzare in modo strategico i fondi del Pnrr per realizzare una rete capillare di impianti pubblici destinati al recupero e al riciclo tecnologico dei materiali.

Per il partito, la transizione ecologica deve essere legata alla creazione di lavoro stabile e dignitoso, con investimenti pubblici capaci di produrre ricadute occupazionali nel settore della green economy.

«La gestione dei rifiuti affidata ai privati si è dimostrata un fallimento sociale e ambientale, finalizzata all’arricchimento di pochi a discapito della collettività», conclude Greco. Da qui la richiesta di riportare sotto controllo pubblico non solo il ciclo dei rifiuti, ma anche la manutenzione del verde.

«La manutenzione del verde pubblico e l’intero ciclo dei rifiuti devono ritornare saldamente in mano pubblica. Solo una gestione pubblica e partecipata può garantire la tutela del territorio, il decoro delle nostre strade e il rispetto dei diritti dei lavoratori. Chiediamo alle istituzioni calabresi e nazionali un cambio di rotta immediato prima che le nostre strade si trasformino definitivamente in un monumento all’incuria».