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13/05/2026 ore 18.43
Politica

A Tropea la campagna elettorale diventa un gioco: ecco il FantaElezioni tra bonus, malus e cipolle rosse

Con tanta ironia il format trasforma comizi, frasi e gesti dei candidati in punteggi: sbagliare una coniugazione costa due punti, chiamare il Corso «la via principale» ne fa perdere altri due, dire «principato» ne brucia tre 

di Redazione

A Tropea la campagna elettorale ha trovato il suo Ariston. Solo che al posto dei cantanti ci sono candidati a sindaco e aspiranti consiglieri, invece delle cover ci sono i comizi e al posto del televoto compaiono bonus, malus e fantaclassifiche. È il FantaElezioni Tropea, gioco ispirato nello spirito al più celebre FantaSanremo, che negli ultimi anni ha trasformato il Festival in una gara parallela fatta di squadre, capitani, punteggi e gesti da intercettare prima degli altri.

Nella Perla del Tirreno si vota il 24 e 25 maggio per eleggere sindaco e Consiglio comunale. In corsa ci sono Giovanni Macrì, candidato con Forza Tropea, Antonio Piserà, alla guida di Rigeneriamo Tropea, e Giuseppe Rodolico, candidato con Insieme per Tropea. Ma accanto alla sfida vera, quella delle urne, c’è anche la competizione più leggera: comporre la propria squadra di candidati reali e sperare che, tra una piazza e un’intervista, arrivi il bonus decisivo.

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Otto nomi in squadra e un sindaco che vale doppio

Il regolamento prevede un candidato sindaco, che vale doppio, e sette candidati consiglieri. I punti arrivano con l’elezione, ma anche con episodi da campagna elettorale in salsa tropeana. Essere eletto sindaco vale venti punti, diventare consigliere dieci. Fin qui tutto istituzionale. Poi il gioco prende quota: trenta punti per chi saluta Melo durante un comizio con «Ciao Melo», venti per chi si presenta con la maglia dell’Asd Città di Tropea, venti per chi porta una Cipolla Rossa di Tropea Igp, altri venti per chi cita il Marakellaro.

Nel listino politico-fantasy, la cipolla pesa più di un’intervista: una comparsata sui media locali vale appena un punto, mentre l’ortaggio simbolo del territorio può cambiare la giornata. Ci sono poi i classici temi da comizio: mare, ospedale, servizi pubblici, porto turistico, navette, scuole, raccolta differenziata e verde pubblico. Tutto fa punteggio, purché il candidato non inciampi nei malus.

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E qui il regolamento diventa quasi un manuale di sopravvivenza elettorale. Sbagliare una coniugazione costa due punti, chiamare il Corso «la via principale» ne fa perdere altri due, dire «principato» ne brucia tre. Togliersi la giacca durante un comizio non conviene, così come parlare in dialetto durante un evento ufficiale o sostenere che Tropea «non ha niente da invidiare a Rimini». Ma il baratro ha un nome preciso: citare le «navicelle» vale meno cento. A quel punto non serve una rimonta, serve un miracolo amministrativo.

La classifica provvisoria

Per il momento a svettare sulla classifica provvisoria è Tropea Next Generation, squadra di “croccante” con Antonio Piserà sindaco, a quota 121 punti. Seguono ForzaSilvana di “giorgysss”, sempre con Piserà, a 97, e Rigeneriamo di giuseppesarago a 94. Il primo team con Nino Macrì compare al ventesimo posto, mentre le squadre legate a Pino Rodolico sono più indietro: insomma, per qualcuno la campagna è già salita sull’ascensore dei bonus, per altri servono cipolla, comizio e rimonta.