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17/07/2026 ore 12.56
Economia e Lavoro

Vibo, tassa di soggiorno non versata: avvisi di accertamento e sanzioni per oltre 130 strutture ricettive

Il Comune avvia le procedure nei confronti delle attività che non si sono registrate sul portale Paytourist: Gli assessori Soriano e De Luca: «Queste entrate finanziano servizi, iniziative e manifestazioni, serve l’impegno di tutti per sviluppare le potenzialità turistiche»

di Redazione

Oltre 130 strutture ricettive presenti sulle piattaforme di prenotazione online ma non registrate sul portale Paytourist. È quanto sarebbe emerso dai controlli condotti dalla Soget per conto del Comune di Vibo Valentia. L’amministrazione ha quindi annunciato l’avvio delle procedure di accertamento per recuperare l’imposta di soggiorno che, secondo quanto riferito dall’ente, non sarebbe stata versata.

Le attività individuate avrebbero omesso di iscriversi al portale comunale utilizzato per la registrazione delle presenze, il calcolo e il versamento della tassa di soggiorno. Per le strutture interessate scatteranno ora gli avvisi di accertamento, la richiesta di pagamento del tributo ritenuto evaso e l’applicazione delle relative sanzioni.

Ad annunciare l’operazione sono gli assessori comunali al Turismo e al Bilancio, Stefano Soriano e Ketty De Luca, che richiamano gli operatori del settore al rispetto degli obblighi previsti dalla legge e dal regolamento comunale.

«Vibo Valentia ha grandi potenzialità, ma per svilupparle bene serve il contributo di tutti. Però fattivo, non a parole – afferma Soriano -. Se il territorio cresce ne guadagnano tutti, ma qualcuno ancora oggi fa finta di ignorare che vi sono delle regole e vanno rispettate».

I controlli sulle piattaforme di booking

L’attività di verifica svolta dalla Soget avrebbe consentito di confrontare le strutture pubblicizzate sulle piattaforme di prenotazione con quelle registrate nel sistema Paytourist. Dal controllo sarebbero emerse oltre 130 attività presenti online ma non iscritte al portale predisposto dal Comune per la gestione dell’imposta di soggiorno.

Attraverso Paytourist, i gestori delle strutture ricettive devono registrare i dati necessari al calcolo del tributo e procedere al suo versamento secondo le modalità stabilite dal regolamento comunale.

«Non siamo disposti ad assistere a situazioni di questo tipo. Il mancato versamento della tassa di soggiorno, che è una tassa di scopo, si traduce in minori servizi erogati alla comunità», sottolinea l’assessore al Turismo.

Soriano lega direttamente queste entrate alle iniziative promosse sul territorio: «È anche grazie a queste risorse se fino ad oggi è stato possibile realizzare tante attività e manifestazioni che hanno immediate ricadute anche su quegli stessi albergatori che ad oggi hanno “dimenticato”, diciamo così, di adempiere a un obbligo ben preciso».

Il gettito inserito nel bilancio comunale

L’assessore De Luca evidenzia come la tassa di soggiorno non rappresenti una voce estranea alla programmazione economica dell’amministrazione, «essendo il suo gettito inserito proprio nel documento contabile di previsione e destinato alle finalità indicate dalla legge».

Il mancato introito, secondo il Comune, finisce quindi per incidere sulla disponibilità di risorse destinate ai servizi e alle attività connesse alla promozione e all’accoglienza turistica.

«I cittadini hanno il diritto di sapere – dichiarano congiuntamente Soriano e De Luca – che gli uffici finanziari dell’ente, nell’esercizio di una programmazione seria e trasparente, hanno sollecitato la Soget affinché vengano recapitati gli atti di accertamento per il pagamento del tributo evaso e l’applicazione della relativa sanzione».

Gli assessori rivendicano infine la linea adottata dall’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Romeo, assicurando la disponibilità al confronto con le realtà economiche del territorio, ma escludendo deroghe rispetto agli obblighi previsti.

«Seguendo una linea chiara voluta dal sindaco Romeo sin dall’inizio, questa amministrazione ha dimostrato totale apertura al dialogo e al confronto con tutte le realtà produttive del territorio, ma forse qualcuno ha equivocato: una cosa è il dialogo, un’altra è pensare di poter ignorare le regole», concludono Soriano e De Luca.